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Montefalco, Tabarrini presidente del Consorzio

31 luglio 2021 | 09:13

Montefalco, Tabarrini presidente del Consorzio

31 luglio 2021 | 09:13

È Giampaolo Tabarrini il nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, vice presidente Liù Pambuffetti. Il Cda dei prossimi tre anni è composto dai Consiglieri Chiara Lungarotti, Devis Romanelli, Filippo Antonelli, Luca Capaldini, Paolo Bartoloni, Peter Heilbron, Nazzareno Cataluffi, Alessandro Mariani, Gianluca Piernera, mentre il Collegio Sindacale è composto da Roberto Pambuffetti, Alessandro Giannoni e Giusy Moretti.

Il nuovo presidente con il nuovo Cda Montefalco, Tabarrini presidente del Consorzio

Il nuovo presidente con il nuovo Cda


«La mia idea di presidenza del Consorzio Tutela Vini Montefalco è basata sulla piena condivisione – afferma il nuovo presidente Giampaolo Tabarrini - Ritengo fondamentale che le responsabilità e le scelte siano condotte in maniera corale e plurale ed è seguendo questo approccio che struttureremo a partire da subito il Consorzio nell’assegnazione dei ruoli e dei compiti. Una delle idee che seguirò dall’inizio sarà quella di aprire il Consorzio quanto più è possibile all’esterno, in particolare a tutte le realtà produttive che lo compongono e che ne fanno parte, prevedendo una modalità itinerante di svolgimento delle riunioni dei Consigli di Amministrazione, che si terranno fuori dalle sale della nostra sede e che dovranno essere ospitate presso le cantine. Al presidente uscente, Filippo Antonelli, e al Cda uscente va il mio ringraziamento per il lavoro svolto finora. Ora lavoreremo per lanciare un segnale di apertura e di rinnovamento, ma anche per favorire il coinvolgimento concreto e diretto delle aziende che potranno così sentirsi maggiormente parte di un ente che nasce con l’obiettivo di valorizzare, promuovere e tutelare le nostre eccellenze territoriali legate alla vitivinicoltura. La mia idea, perciò, è quella di introdurre elementi di rinnovamento nella gestione del Consorzio. È l’epoca che viviamo, quella della ripartenza, che ci impone il cambiamento e non possiamo far altro che lavorare a questo con dedizione ed impegno, con quella laboriosità e quella semplicità per le quali la terra umbra è nota ed apprezzata in Italia e nel mondo».


 

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