Bottiglie contraffatte di “Petalo Moscato” di Bottega: l'azienda vince in 1° grado
Pochi giorni dopo la sua vittoria in cassazione, l'azienda vinicola Bottega ha ottenuto un nuovo successo in primo grado contro un'altra azienda concorrente. Questa volta il caso riguarda la contraffazione [...]
Pochi giorni dopo la sua vittoria in cassazione, l'azienda vinicola Bottega ha ottenuto un nuovo successo in primo grado contro un'altra azienda concorrente. Questa volta il caso riguarda la contraffazione del marchio "Petalo Moscato," che è stato oggetto di imitazione da parte di altre aziende nel settore vinicolo. Nel dettaglio, il Tribunale di Varese, nella sezione penale, ha giudicato la controparte di Bottega responsabile del reato contestato. Di conseguenza, è stata inflitta una condanna di 8 mesi di reclusione, una multa di 10mila euro (oltre alle spese legali), la confisca e la distruzione del materiale sequestrato.
Inoltre, l'imputato è tenuto a pubblicare a proprie spese la sentenza sul sito web del ministero della Giustizia. L'azienda condannata è anche tenuta a risarcire i danni sia di natura patrimoniale che non patrimoniale a favore della parte lesa. Come ulteriore misura, è stata stabilita una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro da versare a favore della parte lesa. Da notare che queste informazioni sono basate sulla descrizione fornita e potrebbero non essere accurate o aggiornate in base agli sviluppi successivi alla mia data di taglio della conoscenza, che è settembre 2021.
Il presidente dell'azienda, Sandro Bottega, ha commentato così la vittoria in primo grado: «L'azienda nostra concorrente aveva venduto sia sul mercato domestico che all’estero dei prodotti caratterizzati da una chiara imitazione dei nostri marchi, che andavano ad indurre in confusione il consumatore, avendo numerose ed evidenti similitudini con i marchi di proprietà Bottega. Sono soddisfatto, non tanto per la vittoria in sede legale, comunque importante dopo anni di attesa, quanto per la tutela del consumatore. Il mio principale intento - ha concluso Bottega - è infatti quello di evitare che chi acquista un determinato prodotto possa essere indotto a pensare che corrisponda alla qualità Bottega, quando invece corrisponde ad un marchio contraffatto».

