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Brescia riscopre i suoi vigneti urbani: altri due verso la rinascita
Dopo il recupero del grande vigneto sotto il colle Cidneo, il progetto prosegue con la collina di Sant'Anna, nella zona nord del villaggio Badia, e il vigneto dell'Istituto tecnico agrario Pastori, nei pressi della Bornata
Al vigneto urbano più grande d'Europa, posto sotto le pendici del colle Cidneo, "sorvegliato" dal castello visconteo che domina Brescia, si aggiungono adesso altri due vigneti storici in fase di recupero: le colline di Sant'Anna e quello dell'Istituto tecnico agrario Pastori. Nella città per antonomasia capitale dell'industria, avanza una piccola, significativa rete di vigneti urbani, sinonimo di riqualificazione di zone verdi semiabbandonate e di agricoltura sostenibile. Esempio, non semplice, di rinuncia alle monoculture e ai cicli di aratura per puntare alla massima fertilità del territorio, rispettando le varie biodiversità.
Il primo a rinascere è stato quello di Sant'Anna, nella zona nord del villaggio Badia. Nei mesi scorsi, grazie all'iniziativa del Comune, è stato ripulito e piantumato un vigneto didattico per recuperare un vecchio impianto oramai compromesso dall'avanzare del bosco. All'azienda agricola Collem è stato affidato il compito di realizzare un intervento di recupero ambientale e paesaggistico per usi agricoli-didattici della collina, tra le mete principali di educazione naturale per le scuole. L'area si estende per oltre 2 ettari ed è caratterizzata dalla presenza di un grande prato spontaneo. Il nuovo vigneto avrà due sistemi di coltivazione, a pergola e a cordone speronato. L'azienda agricola concessionaria dovrà occuparsi dello sfalcio dei prati e della gestione dell'impianto, nell'attesa di mettere in bottiglia i primi vini.
E a Sant'Anna si aggiungerà, nei prossimi mesi, il vigneto dell'Istituto tecnico agrario Pastori, nei pressi della Bornata. Si trova ai piedi dei colli dei Ronchi, zona di robusti e pregiati rossi. Il vigneto, fino ad alcuni anni or sono, veniva curato e manutenuto da studenti e insegnanti impegnati nelle pratiche di legatura delle viti, sfalcio, piantumazioni di barbatelle e somministrazione di antiparassitari. Esempio concreto di scuola-lavoro. Poi, causa caldo, vacanze estive e corsi di recupero, l'attenzione è andata via via scemando, principalmente per la mancanza di manodopera. Ora l'impegno delle istituzioni pubbliche e scolastiche è di tentare la ripartenza con l'anno '26/27 per ridare vita allo storico impianto, in tutta la sua complessità: dalla potatura alla vendemmia, chiamando al lavoro i futuri periti agrari e i loro insegnanti.

