Gissur GudmundssonDalle nevi di Reykjavik è arrivato anche il presidente mondiale dei cuochi, Gissur Gudmundsson (nella foto a destra), a celebrare l'arte toscana di far cucina in una kermesse articolata tra Arezzo e Firenze in occasione dei premi 'Caterina de' Medici” e 'Guido Tarlati”, gemellati per la prima volta. L'attesissimo duplice evento è stato organizzato dall'Unione regionale cuochi toscani, che si occupa del biennale 'Caterina de' Medici” da 17 edizioni, dall'Associazione cuochi di Arezzo che da 21 anni porta avanti il 'Tarlati”, con il contributo e il sostegno dell'Associazione cuochi di Firenze e Siena e del Consiglio regionale. Non è mancato il patrocinio della Regione Toscana, dei comuni, delle Province, delle Camere di commercio di Firenze e Arezzo e del Corpo consolare fiorentino.

Di alto profilo il parterre dei premiati con il riconoscimento dedicato alla nobildonna fiorentina che nel 1547 divenne regina di Francia portandosi dietro cuochi e ingredienti che segnarono la moderna cucina francese. Oltre all'islandese Gudmundsson, icona mondiale della professionalità dello chef, sono stati premiati a Firenze, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, Filippo La Mantia, fascinoso cuoco del Majestic di Roma, come Maestro di cucina nazionale, il senese Mario Neri per la Cucina regionale, Gastone Pegoraro di Pistoia nella sezione Pasticcerie e Panificazione, e Davide Cassi, docente di Fisica della materia all'Università di Parma, dove è presidente del corso di laurea in Scienze gastronomiche, per la sezione Ricerca scientifica alimentare, visto il suo impegno di studio sulla gastronomia molecolare, insieme a Ettore Bocchia. A Marco Valletta è stato consegnato il premio all'Insegnamento, per la professione di docente che da anni porta avanti con rigore e attenzione spronando gli allievi alla ricerca dell'autonomia personale in cucina.

Matteo RenziCaloroso il benvenuto di Matteo Renzi (nella foto a sinistra), sindaco di Firenze, definita «la città con i migliori ristoranti del mondo» dal presidente Usa Obama. «Abbiamo ricevuto molto dalla nostra tradizione gastronomica - ha detto Renzi - perché sappiamo offrire insieme alle bellezze artistiche e storiche anche il cibo trattato come un'opera d'arte. Puntare all'eccellenza si deve e si può: è uno dei temi centrali del futuro della Toscana e di tutto il nostro Paese».

Sulla necessità di educare al buon gusto fin dall'infanzia ha parlato l'assessore all'Istruzione Rosa Maria di Giorgi, che ha consegnato i riconoscimenti. Tra quelli che hanno ricevuto entrambi i premi, sia il Caterina de' Medici che il Tarlati, un volto notissimo al grande pubblico: Anna Moroni, dal 2003 star indiscussa della trasmissione 'La prova del cuoco” di RaiUno, insieme a un altro volto del piccolo schermo, Claudio Sottili, impegnato nella conduzione di rubriche enogastronomiche, oggi in onda su Italia 7.

Non sono stati dimenticati i grandi protagonisti della cucina toscana che non ci sono più, ricordati con commozione, come Giampaolo Cangi, ambasciatore e promotore della cucina italiana nel mondo, per anni segretario generale della Federazione italiana cuochi. Consegnato anche il Premio letterario in memoria di Renato Ramponi - fondatore dell'Unione Regionale Cuochi - che è stato assegnato allo chef Fabio Tacchella, general manager della Nazionale italiana cuochi, per avere scritto interessanti trattati sulla cucina. Un premio speciale, 'Caps Amicis Album”, dedicato al'aretino Rinaldo Drago è stato invece consegnato a Paolo Caldana, presidente della Federazione italiana cuochi.

Festeggiati, autorità e tanti allievi di quattro scuole alberghiere si sono poi ritrovati nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, con il presidente della Provincia Roberto Vasai, il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, l'assessore all'Agricoltura della Provincia Andrea Cutini e l'assessore alle Attività produttive e commercio del Comune aretino Alessandro Giustini, insieme al presidente dei Cuochi di Arezzo Roberto Lodovichi, al presidente dell'Unione regionale Cuochi Toscani, Franco Mariani, e al segretario del Caterina de' Medici, Angelo Mazzi.

Coro unanime di apprezzamenti per il contributo delle iniziative delle berrette bianche alla valorizzazione del territorio e delle sue tipicità. «Un gruppo di premiati di così alto livello - ha detto il presidente della Provincia Roberto Vasai - non può che onorarci. La provincia aretina ha sempre creduto fermamente nel valore dell'enogastronomia. E i risultati di questi ultimi anni ci stanno dando ragione con una crescita forte del settore che può confrontarsi positivamente con altre realtà».



Sono stati due giorni di orgoglio e di festa, tra sbandieratori, cortei in costume e musica, ma anche di degustazioni di vini e preparazioni raffinate, impegnativi riscontri di tanta professionalità. Al ristorante Torrino di Gianluca Drago, grande erede del compianto da tutti Rinaldo, si è svolta una cena sul tema della Chianina in Tavola, organizzata dall'Associazione Cuochi di Arezzo e Siena in collaborazione con l'associazione 'Gli amici della Chianina”.

Conclusione altrettanto festosa e golosa al ristorante Doccia di Rondine per una cena di gala curata dal team dell'Associazione Cuochi di Arezzo in collaborazione con l'Ais che si è occupata del servizio vini mentre l'Associazione pasticcieri e cioccolatieri Arezzo ha organizzato la parte più dolce della serata. Ai fornelli di sono cimentati gli chef Giuseppe Giuliattini, Leonardo De Candia, Lorenzo Pisini, Emiliano Rossi, Domenico Gregori, Gianandrea Castigli. Lorenzo Pisini, Emiliano Rossi, Domenico Gregori, Gianandrea Castigli.

Non è mancata una nuova serie di riconoscimenti, dedicati al Vescovo gourmet Guido Tarlati che ha dato nome al premio. L'Associazione cuochi aretini ha premiato Massimo Rossi del Ristorante Belvedere, delegato Ais, i fratelli Andrea e Maurizio Fazzuoli e rispettive consorti proprietari dei ristyoranti Logge Vasari e Lancia d'Oro di Arezzo per la sezione L'Arte di ricevere l'arte. Per iniziativa dell'azienda aretina Boscovivo della famiglia Landucci sono stati infine premiati Massimo e Roberto Lodovichi come «esempio di professionalità ed eccellenza nel promuovere l'arte culinaria aretina in Italia e nel mondo».