“Private label” nel senza glutine. Vantaggi per produttori e consumatori
Molte aziende del settore “free from” si sono avvicinate alle private label per differenziare i canali distributivi e di vendita su richiesta delle insegne dei supermercati più attenti a questo tipo di esigenze.
L’espressione “private label” (pl) è usata per indicare i prodotti che portano il nome della catena distributiva o del supermercato che li pone in vendita. Questa tipologia di prodotti permette al distributore di incassare margini più alti rispetto agli analoghi prodotti di marca, e al consumatore di portare a casa un prodotto di qualità assimilabile a quella di marca, ma a costi più contenuti.

Vendere con un brand della casa può essere una scelta tanto del dettagliante che del grossista. Tali intermediari si rivolgono a produttori che hanno un eccesso di capacità produttiva rispetto alle loro esigenze e che, dunque, possono produrre a basso costo i beni per conto del commerciante.
Molte aziende del settore “free from” (che producono, cioè, linee di prodotto specifiche che rispondono alle nuove esigenze alimentari, come i prodotti “gluten free”, senza glutine) si sono avvicinate alle private label per differenziare i canali distributivi e di vendita su richiesta delle insegne dei supermercati più attenti a questo tipo di esigenze.
Ma cosa significa per un’azienda iniziare questo tipo di produzione? Lo abbiamo chiesto a Mauro Sciangula (nella foto), Italy sales director dell’azienda Molino Nicoli, leader nella produzione di cereali per la prima colazione senza glutine.
Cosa significa per un’azienda iniziare la produzione per le private label?
Significa avere capacità produttiva adeguata, controllo dei processi non solo produttivi, versatilità nel dare risposte adeguate nei tempi richiesti. Non produci quando hai una tua carenza interna di domanda, ma quando il cliente e quindi il mercato lo richiede, picchi promozionali compresi. Lavori e consegni 12 mesi l’anno, agosto e periodo natalizio compresi.
Vantaggi e svantaggi?
La possibilità di incrementare notevolmente i volumi, però con un prevedibile e sensibile calo dei margini per prodotto.

Consigli alle aziende che si affacciano o vogliono affacciarsi al mondo delle private label?
Per esperienze vissute, a mio parere ci sono diverse aziende/imprenditori che hanno capacità adeguate per quanto concerne il prodotto in sé: qualità e capacità produttive. Purtroppo, però, spesso si fermano al prodotto. Mancano del giusto approccio commerciale al mondo private label. Il consiglio per loro è di farsi consigliare e se serve guidare da chi ha le giuste esperienze per aiutarli a completare e comunicare correttamente la loro offerta.
Molte persone credono che la qualità dei prodotti a marchio private label sia nettamente inferiore. È la verità?
No, anzi. Le grandi organizzazioni, Gdo in testa, ci mettono la faccia con l’utilizzo del logo dell’insegna sui loro prodotti private label. È loro interesse non danneggiare la loro immagine con prodotti non all’altezza. Di solito la mission che si danno è di offrire prodotti confrontabili qualitativamente ai leader. È poi vero che tra le diverse insegne ci possono essere differenze anche sostanziali. Non tutte le aziende lavorano allo stesso identico modo, però di norma questi sono gli standard che seguono.
Quali sono i vantaggi per i consumatori nell’acquistare le private label?
La quasi certezza di una qualità percepita di buon livello, una maggiore tranquillità per la sicurezza alimentare in quanto prodotti soggetti a periodici e adeguati controlli, ad un costo sensibilmente inferiore.

Vendere con un brand della casa può essere una scelta tanto del dettagliante che del grossista. Tali intermediari si rivolgono a produttori che hanno un eccesso di capacità produttiva rispetto alle loro esigenze e che, dunque, possono produrre a basso costo i beni per conto del commerciante.
Molte aziende del settore “free from” (che producono, cioè, linee di prodotto specifiche che rispondono alle nuove esigenze alimentari, come i prodotti “gluten free”, senza glutine) si sono avvicinate alle private label per differenziare i canali distributivi e di vendita su richiesta delle insegne dei supermercati più attenti a questo tipo di esigenze.

Ma cosa significa per un’azienda iniziare questo tipo di produzione? Lo abbiamo chiesto a Mauro Sciangula (nella foto), Italy sales director dell’azienda Molino Nicoli, leader nella produzione di cereali per la prima colazione senza glutine.
Cosa significa per un’azienda iniziare la produzione per le private label?
Significa avere capacità produttiva adeguata, controllo dei processi non solo produttivi, versatilità nel dare risposte adeguate nei tempi richiesti. Non produci quando hai una tua carenza interna di domanda, ma quando il cliente e quindi il mercato lo richiede, picchi promozionali compresi. Lavori e consegni 12 mesi l’anno, agosto e periodo natalizio compresi.
Vantaggi e svantaggi?
La possibilità di incrementare notevolmente i volumi, però con un prevedibile e sensibile calo dei margini per prodotto.

Consigli alle aziende che si affacciano o vogliono affacciarsi al mondo delle private label?
Per esperienze vissute, a mio parere ci sono diverse aziende/imprenditori che hanno capacità adeguate per quanto concerne il prodotto in sé: qualità e capacità produttive. Purtroppo, però, spesso si fermano al prodotto. Mancano del giusto approccio commerciale al mondo private label. Il consiglio per loro è di farsi consigliare e se serve guidare da chi ha le giuste esperienze per aiutarli a completare e comunicare correttamente la loro offerta.
Molte persone credono che la qualità dei prodotti a marchio private label sia nettamente inferiore. È la verità?
No, anzi. Le grandi organizzazioni, Gdo in testa, ci mettono la faccia con l’utilizzo del logo dell’insegna sui loro prodotti private label. È loro interesse non danneggiare la loro immagine con prodotti non all’altezza. Di solito la mission che si danno è di offrire prodotti confrontabili qualitativamente ai leader. È poi vero che tra le diverse insegne ci possono essere differenze anche sostanziali. Non tutte le aziende lavorano allo stesso identico modo, però di norma questi sono gli standard che seguono.
Quali sono i vantaggi per i consumatori nell’acquistare le private label?
La quasi certezza di una qualità percepita di buon livello, una maggiore tranquillità per la sicurezza alimentare in quanto prodotti soggetti a periodici e adeguati controlli, ad un costo sensibilmente inferiore.

