Mangiare lentamente per noi stessi e per i cuochi
Il consiglio “della nonna” di mangiare lentamente resta sempre valido. Da un punto di vista scientifico è più salutare e, inoltre, consente di assaporare meglio i piatti che i cuochi preparano dopo diverse ore di lavoro
Già 2500 anni fa il filosofo cinese Confucio consigliava di masticare il cibo solido sino a renderlo liquido e di masticare i liquidi come fossero solidi. Anche le nostre mamme danno sempre questo consiglio: mangiare lentamente. Consiglio che ha chiari riscontri scientifici: chi mangia lentamente mangia di meno e a fine pasto è più sazio. E naturalmente evita di diventare obeso.

Mangiando lentamente si possono assaporare meglio odori e sapori che i cuochi mettono nel piatto: è dunque anche un riconoscimento chiaro del rispetto che portiamo alla loro professionalità. Non butto giù, ma degusto. Lo chef impiega ore per preparare piatti di un certo impegno e spiace vederli mangiati in un attimo, senza degustarli prima con gli occhi, poi con il naso e infine, lentamente, con il palato.
Adesso che è arrivato il periodo delle ferie estive, le giornate, la vita, scorrono meno frenetiche. A maggior ragione non esiste alcun motivo per mangiare di fretta come spesso succede nella vita lavorativa di ogni giorno. Mangiare in fretta espone a una serie di svantaggi che vanno ben oltre il difficile controllo del peso. I mangiatori veloci, rispetto ai mangiatori più lenti, hanno probabilità significativamente maggiori di presentare alcuni fattori di rischio cardio-metabolico, quali elevati livelli di glucosio nel sangue e bassi livelli di colesterolo-Hdl (quello “buono”).
Alcune strategie per rallentare il ritmo del pasto? Mangiare sempre seduti, evitando di fare altre cose (cucinare, guardare la tv, apparecchiare o sparecchiare); fare bocconi piccoli masticando bene; appoggiare le posate dopo ogni boccone; intervallare il cibo con piccoli sorsi d’acqua. Buona estate slow.

Mangiando lentamente si possono assaporare meglio odori e sapori che i cuochi mettono nel piatto: è dunque anche un riconoscimento chiaro del rispetto che portiamo alla loro professionalità. Non butto giù, ma degusto. Lo chef impiega ore per preparare piatti di un certo impegno e spiace vederli mangiati in un attimo, senza degustarli prima con gli occhi, poi con il naso e infine, lentamente, con il palato.
Adesso che è arrivato il periodo delle ferie estive, le giornate, la vita, scorrono meno frenetiche. A maggior ragione non esiste alcun motivo per mangiare di fretta come spesso succede nella vita lavorativa di ogni giorno. Mangiare in fretta espone a una serie di svantaggi che vanno ben oltre il difficile controllo del peso. I mangiatori veloci, rispetto ai mangiatori più lenti, hanno probabilità significativamente maggiori di presentare alcuni fattori di rischio cardio-metabolico, quali elevati livelli di glucosio nel sangue e bassi livelli di colesterolo-Hdl (quello “buono”).
Alcune strategie per rallentare il ritmo del pasto? Mangiare sempre seduti, evitando di fare altre cose (cucinare, guardare la tv, apparecchiare o sparecchiare); fare bocconi piccoli masticando bene; appoggiare le posate dopo ogni boccone; intervallare il cibo con piccoli sorsi d’acqua. Buona estate slow.


