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Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Il pane oggi conquista una nuova centralità grazie a consumatori più consapevoli e curiosi, attenti a qualità, materie prime e processi di lavorazione. È protagonista della tavola, capace di raccontare territori e storie. I panifici diventano spazi di esperienza e cultura, dove artigianalità, sostenibilità e creatività valorizzano gusto, identità, benessere e innovazione gastronomica

di Matteo Cunsolo
La Panetteria - Parabiago (Mi) | Presidente di Richemont Club Italia
02 febbraio 2026 | 18:20
Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo
Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Il pane oggi conquista una nuova centralità grazie a consumatori più consapevoli e curiosi, attenti a qualità, materie prime e processi di lavorazione. È protagonista della tavola, capace di raccontare territori e storie. I panifici diventano spazi di esperienza e cultura, dove artigianalità, sostenibilità e creatività valorizzano gusto, identità, benessere e innovazione gastronomica

di Matteo Cunsolo
La Panetteria - Parabiago (Mi) | Presidente di Richemont Club Italia
02 febbraio 2026 | 18:20
 

Il grande momento che sta vivendo il mondo della panificazione nasce da una combinazione di fattori. Da un lato c’è una rinnovata attenzione mediatica, dall’altro, ed è l’aspetto più importante, un cambiamento profondo nel consumatore. Oggi chi acquista pane è più consapevole, più informato, più curioso. Vuole sapere cosa mangia, da dove arrivano le materie prime, come vengono lavorate.

Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Matteo Cunsolo, presidente di Richemont Club Italia, in un intervento a Sigep

Il pane al centro di un cambiamento culturale

È questo nuovo sguardo che ha restituito al pane il valore che merita all’interno del panorama gastronomico. Negli ultimi anni assistiamo a una doppia direzione molto interessante: da una parte il ritorno all’artigianalità, intesa come identità, manualità e conoscenza; dall’altra un forte sviluppo dell’innovazione tecnologica. Le due dimensioni non sono in contrasto, anzi. L’innovazione, se ben utilizzata, consente di migliorare la qualità del prodotto, ottimizzare i processi e rendere il lavoro più sostenibile, senza perdere l’anima del mestiere. Parallelamente, anche il modo di vivere il panificio è cambiato: non più solo un luogo di acquisto, ma uno spazio di esperienza, dove il pane dialoga con la caffetteria, la colazione, il brunch e momenti di socialità.

Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Matteo Cunsolo insieme al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida nel corso dell'ultima edizione di Host

Il panificio come spazio di esperienza e relazione

È un’evoluzione che avvicina nuovi pubblici e rafforza il valore culturale del nostro lavoro. Fare il panificatore oggi significa assumersi una responsabilità importante. Non è più soltanto un mestiere tecnico, ma un ruolo culturale. Significa studiare, sperimentare, scegliere con attenzione le materie prime e saperle raccontare. Il pane non è più un semplice alimento “di accompagnamento”, ma un protagonista della tavola, capace di raccontare un territorio, una filosofia produttiva, un’idea di benessere. Il nostro compito è anche educativo: guidare il consumatore, spiegare, creare consapevolezza.

In questo contesto, la qualità delle materie prime è centrale. Farine selezionate, grani antichi, lievitazioni naturali e attenzione alla digeribilità non sono mode, ma elementi fondamentali di una panificazione contemporanea e sostenibile. La sostenibilità, infatti, non riguarda solo l’ambiente, ma anche la salute delle persone e la responsabilità del produttore nel ridurre gli sprechi e valorizzare ogni risorsa. È da qui che passa il futuro del pane.

Qualità, benessere e sostenibilità: la direzione del pane

Eventi come Host Milano, Sigep e altri appuntamenti internazionali dedicati al food rappresentano momenti chiave per il settore. Sono occasioni di confronto, di crescita e di visione. Parteciparvi significa raccontare il proprio lavoro, ma anche ascoltare, osservare, imparare. Queste manifestazioni permettono di mettere in dialogo professionisti provenienti da tutto il mondo, creando una rete preziosa di scambio e contaminazione. Allo stesso tempo, sono un campanello d’allarme: mentre all’estero l’arte bianca corre veloce, noi italiani, che ne siamo stati maestri, dobbiamo continuare a innovare per non perdere il nostro ruolo di riferimento.

Perché il pane oggi racconta molto più di ciò che mangiamo

Matteo Cunsolo durante un suo intervento a Sigep

In quest’ottica si inseriscono anche le novità del Sigep: prodotti che nascono da una riflessione sulla stagionalità e sull’identità del pane. Lavorazioni, ingredienti capaci di raccontare l’inverno, di dare profondità aromatica e carattere, dimostrando che la panificazione può essere creativa senza perdere autenticità.

Il pane oggi sta riconquistando il suo posto anche dal punto di vista del benessere. Grazie a una maggiore attenzione alle fermentazioni, alle farine integrali e semi-integrali e all’equilibrio nutrizionale, viene sempre più percepito come un alleato di un’alimentazione sana e consapevole. Non si tratta di eliminare, ma di scegliere meglio. In definitiva, il pane resta un alimento semplice solo in apparenza. In realtà è un concentrato di cultura, ricerca, identità e futuro. Raccontarlo, valorizzarlo e farlo evolvere è una responsabilità che noi panificatori dobbiamo continuare ad assumerci, con passione e visione.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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