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Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti

30 novembre 2017 | 17:28

Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti

30 novembre 2017 | 17:28

Le Osterie d’Italia è la guida di locali di ristorazione più venduta in Italia, anzi come si autodefinisce è il “sussidiario del mangiarbere (non è un refuso) all’italiana”.

Le Osterie d’Italia è la guida di locali di ristorazione più venduta in Italia, anzi come si autodefinisce è il “sussidiario del mangiarbere (non è un refuso) all’italiana”.

Come da titolo comprende solo quelli che l’associazione chiama osterie, cioè dei locali dove la cucina è particolarmente dedicata al territorio, cucina che può essere assolutamente tradizionale oppure rivisitata in chiave moderna e con un pizzico di fantasia, dove l’accoglienza deve farci sentire come a casa, in cui i prezzi non devono essere elevati, al massimo sui 40 euro e specialmente deve essere presente la figura dell’oste, che può essere il cuoco come l’imprenditore che cura però tutti gli aspetti della sua attività.

Annamaria Sala e Mario Indovina (Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti)
Annamaria Sala e Mario Indovina

L’edizione 2018 della guida è stata presentata in Sicilia a Catania e a Palermo nei giorni scorsi. Nella capitale dobbiamo dare merito all’iperattivo fiduciario della Condotta Mario Indovina, che purtroppo l’anno venturo sarà in scadenza, che fortemente ha voluto questo evento in una serata presso il Circolo Nautico TeliMar della famiglia Giliberti, dove alla fine della presentazione una novantina di soci hanno potuto gustare i piatti preparati da 2 osterie in Guida con il simbolo della Chiocciola che viene attribuita a quei locali, definibili posti del cuore, che sono particolarmente piaciuti per l’accoglienza, la cucina, l’ambiente, il tutto in sintonia con i principi che ispirano Slow Food. Per l’occasione è arrivato a Palermo per illustrarla Eugenio Signoroni, curatore della Guida assieme a Marco Bolasco.

Per l’edizione 2018, giunta alla ventottesima edizione, sono stati visitati circa 2.100 esercizi dove almeno un collaboratore ha mangiato, di questi ne sono stati recensiti 1.616, di cui 101 siciliani, da più di 400 collaboratori, 24 in Sicilia. I nuovi inserimenti sono 176 mentre 275 le Chiocciole di cui 20 in Sicilia, 207 i locali del buon formaggio, 400 con attenzione ai vini, 456 con orti di proprietà, 373 vegetariani, 310 con alloggio, inoltre 347 vari indirizzi utili dove poter acquistare prodotti di qualità.

(Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti)
Cassatelle di ricotta in brodo di pesce

Dopo i saluti di Federica Giliberti che ha sottolineato che il loro circolo cerca di trasmettere ai giovanissimi partecipanti ai corsi sportivi l’importanza di un’alimentazione sana, Mario Indovina ha presentato gli osti che avrebbero allietato la serata: Salvatore Baggesi de Il Giardino di Venere a Castelbuono e Rosi Napoli di Caupona a Trapani; assente, causa indisposizione, Fabio Gulotta di Terracotta ad Agrigento per cui la cena che doveva essere delle Tre Chiocciole è diventata delle Due.

Eugenio Signoroni, all’ottavo anno di curatore, ha illustrato lo sforzo annuale per poter controllare i locali già in guida più quelli nuovi segnalati dai soci. Un lavoro impegnativo in quanto ci vogliono solide motivazioni per togliere un’osteria, non per forza negative perchè in molti casi l’osteria si è evoluta nella cucina aumentando considerevolmente i prezzi,  e nello stesso tempo il volume non può contenerne un numero esagerato, diverrebbe un’enciclopedia. Ha anticipato che nel prossimo anno ci sarà anche un simbolo che identificherà le osterie che dedicano particolare cura agli oli evo del territorio.

Eugenio Signoroni, Mario Indovina e Federica Giliberti (Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti)
Eugenio Signoroni, Mario Indovina e Federica Giliberti

Infine Francesco Sottile, vice presidente di Slow Food Sicilia nonchè consulente agronomo della Fondazione Slow Food per la Biodiversità ha sottolineato l’importanza delle osterie nel legame con i prodotti del territorio, specialmente per uno sbocco economico e divulgativo dei Presìdi.

Siccome non basta nutrire la mente si è conclusa la serata soddisfacendo il palato con le pietanze curate dai due osti citati che chiaramente le hanno preparato con le specialità della loro zona. Si è iniziato con un piatto di antipasti vari preparati a 4 mani: caponate di pere e di mele, carpaccio di maialino al Nero d’Avola, zucca rossa in agrodolce, polpo in agrodolce, formaggi delle Madonie, polpettine di sarde al sugo, poi un eccellente primo con le cassatelle di pasta fresca con ripieno di ricotta in brodo di pesce, specialità trapanese, un secondo madonita con uno stracotto di vacca al catarratto, sformatino di cardi e verdure spontanee all’olio crastu, rara cultivar autoctona delle Madonie Orientali. Infine il dessert esclusivo di Castelbuono: la testa di turco con strati di sfoglia fritta, crema di latte biancomangiare aromatizzata con cannella nonchè le cassatelle tipiche del trapanese: panzerotti fritti ripieni di crema di ricotta.

Stracotto di vacca (Guida Osterie d’Italia 2018 di Slow Food 275 le Chiocciole, 176 i nuovi inserimenti)
Stracotto di vacca

Accompagnavano i gustosi piatti gli eccellenti vini top dell’azienda Gorghi Tondi di Mazara del Vallo: lo spumante di Grillo Palmarés brut, il Kheirè un cru di Grillo, come cru è il Sorante di Nero d’Avola, infine il Grillodoro, passito raro di Grillo botrydizzato. Si è avuto il piacere di avere le titolari Clara e Annamaria Sala che oltre a spiegare i loro vini ci hanno trasmesso la passione con cui conducono l’azienda.

Per informazioni: www.slowfood.it

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