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Parole in libertà Bistrot A tavola secondo il manifesto futurista

di Mariella Morosi
30 marzo 2018 | 14:44

Parole in libertà Bistrot A tavola secondo il manifesto futurista

di Mariella Morosi
30 marzo 2018 | 14:44

Parole in libertà Bistrot”, al Fortyseven Boutique Hotel di via Petroselli a Roma, dopo alcuni mesi di ristrutturazione affianca nella proposta enogastronomica, nello stesso edificio, il “47 Circus Roof Garden”.

Parole in libertà Bistrot”, al Fortyseven Boutique Hotel di via Petroselli a Roma, dopo alcuni mesi di ristrutturazione affianca nella proposta enogastronomica, nello stesso edificio, il “47 Circus Roof Garden”.

Ma lo fa in tono ironico e provocatorio, ispirandosi al Manifesto della cucina futurista di Tommaso Marinetti. I proprietari del palazzo, costruito ai primi del ‘900, appassionati d’arte, hanno voluto collegarsi anche nella proposta enogastronomica a quel movimento culturale che ebbe grande risonanza e suscitando sconcerto in tutta Europa.

A Gabriele Enrico, cuoco torinese di lungo corso, è stato affidato il compito di applicare e spiegare la particolare “cibofilosofia” futurista ma con grande attenzione alla sensibilità dei palati odierni. Del resto Marinetti considerava la cucina una forma d’arte e come tutte le arti essa ha in sé il concetto di evoluzione, di superamento degli schemi.

(Parole in libertà Bistrot A tavola secondo il manifesto futurista)

«Vogliamo andare a stimolare l’Io dei nostri clienti - afferma il cuoco - invitandoli a compiere quei gesti atavici che permettono la completa e appagante degustazione delle vivande». Il primo degli inviti è mangiare con le mani o con l’ausilio di una speciale focaccia, ideata appositamente, per esaltarne i sapori. Il bistrot offre un’esperienza decisamente diversa da quelle proposte nel panorama romano, partendo dalla lettura del menu, fitto di citazioni futuriste. A dare il nome al locale, “Parole in libertà” è proprio una delle ricette di Marinetti, che oggi riterremmo un po' stramba.

Eccola: tre datteri mare, una mezzaluna di anguria, un dischetto di radicchio, un cubo di parmigiano, una piccola sfera di gorgonzola, 8 palline di caviale, 2 fichi e 5 amaretti di Saronno. Il tutto su un letto di mozzarella. Da mangiarsi con le mani e con gli occhi chiusi.

(Parole in libertà Bistrot A tavola secondo il manifesto futurista)
Verdure del giardino compresa la terra

Ma qui, al bistrot, ci si può fidare del cuoco: niente pollo d’acciaio o carneplastico e neppure bocconi simultanei e cangianti. Il gioco è soprattutto sui nomi dei piatti e sull'accostamento degli ingredienti. Nasce così, ad esempio, Ezzicchete Ezzacchete (13 euro) che rappresenta la sensazione che si prova con il susseguirsi di sapori che vanno a stimolare il nostro palato: la dolcezza del topinanbur la sapidità dell’acciuga, l’untuosità della crema e la freschezza del prezzemolo. Altre proposte interessanti sono le Sferoforme di melanzane con provolone dolce e basilico (13 euro) il Tuttoriso con verdure e gorgonzola (14), la Farapennuta (faraona) al forno con ceci e timo (16), le Verdure del giardino compresa la terra (13), le Baccapatate, patate e baccalà (14). Squisiti i dessert, tutti a 9 euro: dal Golosopillole al cioccolato alla Crostata in libertà.

Ma si beve anche, sempre secondo il Marinetti-pensiero, e anche bene. I vini selezionati dalla sommelier Carla sono di eccellenti cantine, e non mancano bollicine e birre artigianali. Al bar per la miscelazione regna Francesco Papa, maestro nell’attualizzare le “polibibite” ai gusti contemporanei, aggiungendo in più la sua creatività. Ed ecco, tra gli altri, l’Antico ferro della strega (Fernet, Strega e altro), il Limoncello Margarita (Tequila, Reporado, Triple Sec), L’ Audace (Wild Turkey Bourbon, Campari, Vermouth rosso) e Così a caso (Barolo Chinato, Vermouth, succo di mela verde). Tutti costano 12 euro.

(Parole in libertà Bistrot A tavola secondo il manifesto futurista)
Una battuta... sul manzo

Il progetto di “Parole in libertà Bistrot” ripropone l’atmosfera dei caffè letterari dei primi del ‘900 come luoghi privilegiati di aggregazione e di scambio. I colori, l’atmosfera ed il design ci riportano in quegli anni dove la convivialità e il confronto di idee erano cultura. La sala del ristorante è accogliente e ben illuminata. Nella mise en place mancano forchette e coltelli, "per dare un piacere tattile prelabiale”. Spesso il pensiero di Marinetti, che incitava i chimici ad inventare nuovi sapori e raccomandava di accompagnare i piatti con musiche, poesie e profumi, viene ricordato come un’anticipazione della cucina contemporanea. Ne sono un esempio l’integrazione dei cibi con additivi, l’adozione di strumenti per tritare, emulsionare e polverizzare e l’attenzione per il dettaglio, i colori e la composizione dei piatti.

E poi non mangiamo forse sempre più spesso con le mani lo street food? “Credete proprio - diceva Marinetti - all’infrangibile dogma di una cucina italiana immodificabile e imperfezionalbile chiusa in formule e ricette da applicare oggi e sempre come fecero i nostri avi?”. Il “Parole in libertà Bistrot”, ristorante gastronomico è aperto sia per gli ospiti dell’hotel che per il pubblico a cena tutti i giorni dalle 19.00 alle 24.00. Mentre per il bar e la miscelazione dalle 17.30 alle 24.00.

Per informazioni: www.paroleinlibertabistrot.com

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