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Vento, una ciclabile lungo il Po
per rilanciare il turismo sostenibile

Vento, una ciclabile lungo il Po 
per rilanciare il turismo sostenibile
Vento, una ciclabile lungo il Po per rilanciare il turismo sostenibile
Pubblicato il 16 settembre 2020 | 14:31

Il punto sul progetto in Lombardia, nella Lomellina. Si tratta di una pista ciclabile lunga circa 700 chilometri che da Venezia condurrà a Torino, passando per Milano.

Tredici lotti sotto progettazione, due finanziati appena dopo la grande emergenza Covid di primavera, a dimostrazione di quanto la pandemia ci ha fatto capire l’importanza della mobilità sostenibile. Un progetto che può generare duemila posti di lavoro ed un indotto di 100 milioni di euro all’anno. Questa è Vento, la cicloturistica lungo il fiume Po, di circa 700 km, da Venezia e Torino, passando per Milano. La tappa del Vento Bici Tour alla Fondazione Darefrutto, in provincia di Pavia, in Lomellina, a Pieve del Cairo, alla Tenuta San Marzano Mercurina, è servita per fare il punto della situazione ma anche per capire a fondo la finalità di questo mastodontico progetto ecologico grazie al tema della giornata “Ricucire fragilità. Processi di rigenerazione per i territori rurali a partire da progetti di linea”. La Vento ha l’obiettivo di “riabilitare” i territori, di garantirgli una nuova opportunità di crescita che passa dal green e dal rispetto dell’ambiente.

La pista ciclabile vento sarà lunga 700 chilometri - Vento, una ciclabile lungo il Po per rilanciare il turismo sostenibile
La pista ciclabile vento sarà lunga 700 chilometri

«Un’infrastruttura leggera, sicura, continua ed interconnessa che offre al turista la possibilità di fruire del paesaggio italiano, percorrendolo e scoprendolo in sella alla bicicletta», spiega Paolo Pileri, professore del Politecnico di Milano, realtà a capo del progetto. È in questo bagaglio di bellezza e identità che può risiedere uno dei punti cardine della rinascita di una vasta parte del Paese. Vento è un progetto di territorio improntato su una linea ben precisa.

«Una sorta di filo leggero di 700 km – spiega il professor Pileri – che diventa cerniera per ricucire fragilità, mutandole in opportunità. Giunto al suo decimo anno di vita, e da 5 parte del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, Vento e la sua annuale pedalata collettiva Vento Bici Tour diventano occasione per discutere riguardo le possibilità di rigenerazione dei territori fragili attraverso una particolare idea di turismo». Vento esiste solo in parte: per completarlo occorrono circa 180 milioni di euro di fondi pubblici tra opere, progetti, oneri e cantieri.

«Mi preme ricordare – spiega Pileri – che il cosiddetto turismo lento, oggi più che mai, ha una valenza economica non sottovalutabile. Basti pensare che, in aree geografiche dove questo tipo di turismo è ben radicato, rende, come in Austria, ben 300mila euro all’anno di utili ogni chilometro di pista ciclabile». L’appuntamento in Lomellina è quindi servito per “festeggiare” i 10 anni del progetto e l’avvio della fase di progettazione e di realizzazione dei primi 4 lotti della dorsale cicloturistica che, come più volte ripetuto durante l’incontro, intende dare nuova linfa a territori rurali fragili e in gravi condizioni economiche ed occupazionali. Un obiettivo sinergico anche con la Fondazione Darefrutto.

La presentazione della pista ciclabile in Lomellina - Vento, una ciclabile lungo il Po per rilanciare il turismo sostenibile
La presentazione della pista ciclabile in Lomellina

«Abbiamo il compito – spiega Maria Cristina Terragni, socia della Fondazione – la promozione della tutela del patrimonio rurale, naturalistico e ambientale. Una mission che si è declinata nell’impegno di riportare a nuova vita la Tenuta San Marzano Mercurina in Lomellina, un luogo ricco di biodiversità con due antiche cascine e un prezioso bosco di ontani. La rigenerazione della Tenuta è un processo in corso, reso possibile attraverso un attento lavoro di progettazione architettonica e sociale, sostenuta attraverso contributi regionali erogati dal Gal Risorsa Lomellina attraverso dei bandi dedicati». Il progetto in atto si completa e raggiunge la sua missione grazie alla collaborazione e la supervisione del professor Giuseppe Bogliani, docente di zoologia del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia.

«Questo territorio, come pure quello di tutta l’asta del Po che si affaccia sulla cicloturistica Vento – spiega il professor Bogliani – ha un valore naturalistico enorme che, il più delle volte, non viene percepito come tale dai soggetti istituzionali, economici e culturali. Un patrimonio unico a livello europeo: da una mia ricerca ho scoperto che una colonia di aironi rossi che avevano nidificato in Lomellina, ora si trova in Senegal. Una storia che emoziona ma che dimostra quanto questo territorio possa essere di attrazione per le sue grandi qualità ambientali. Il contesto territoriale in cui si inserisce la tenuta stessa e il tratto di ciclabile dell’asta pavese sul Po è un’area straordinariamente importante per la grande biodiversità che racchiude. Biodiversità intesa come insieme di ambienti diversificati che come numero di specie vegetali e animali differenti».

Il Gal Risorsa Lomellina si è dunque dimostrato un partner strategico determinante per il territorio e per una realtà locale come la tenuta. «Siamo consapevoli delle ricchezze che contraddistinguono il territorio lomellino – spiega Luca Sormani, direttore Gal Risorsa Lomellina – Operazioni di recupero e di rigenerazione come quelle legate ai bandi del piano di sviluppo locale “Crescere nella bellezza” sono la vera ragione d’essere della nostra realtà». Il contesto lomellino è solo uno dei tanti attraversati dalla Vento. I tempi di ultimazione? Così Pileri: «Speriamo il prima possibile, dipende molto dalle istituzioni, intendo Stato e Regioni, che devono erogare i necessari finanziamenti. Siamo convinti che Vento sono 700 km di ciclabile, ma anche 700 km di green economy e green job, che diventano un esempio per tutta la penisola. Centinaia di migliaia di cicloturisti potranno pedalare lunga la Vento, diventando il motore di una nuova occupazione, per nuove economie diffuse, sostenibili e durature».

© Riproduzione riservata

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