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di Andrea Radic
di Andrea Radic

Al Castello di Guarene come nel 1700
Comfort, storia e cucina nelle Langhe

Al Castello di Guarene come nel 1700 
Comfort, storia e cucina nelle Langhe
Al Castello di Guarene come nel 1700 Comfort, storia e cucina nelle Langhe
Pubblicato il 12 aprile 2017 | 10:41

Membro di Relais & Chateaux, il Castello di Guarene consente di vivere le emozioni di una dimora settecentesca unite a comfort e servizio di alto livello. Il ristorante dello chef Gabriele Boffa completa l'offerta

Nel Settecento Carlo Giacinto Roero, signore di Guarene (Cn) costruì la sua nobile splendida dimora, circondata di giardini all'italiana e la arredò con pezzi unici ed eleganti, di ottima fattura. Se lo poteva permettere, era un ricco proprietario terriero, aristocratico di primo piano e buon architetto. Il conte di Guarene non si faceva mancare nulla, serate di festa, giochi e passeggiate nei giardini, una partita a biliardo (se ne fece costruire uno su misura, un po' più alto del solito, data la sua statura) e gite nel contado tra vigneti e colline.

Ma era il Settecento e oggi, queste meraviglie non ci sono più, non si vive più come i nobili dell'epoca. Sbagliato! Si può fare. Il Castello di Guarene, oggi inserito nel circuito artistico del Barocco piemontese, è stato restituito allo splendore di Carlo Giacinto. Lo hanno restaurato due imprenditori di Alba, che dista pochi chilometri, e ne hanno fatto un grande albergo di lusso: il Castello di Guarene un luogo unico per storia, per posizione e per le emozioni che sa regalare agli ospiti.

Al Castello di Guarene come nel 1700 Comfort, storia e cucina nelle Langhe

Per queste ragioni è membro della associazione Relais & Chateaux che riunisce, in tutto il mondo, le più belle dimore alberghiere e grandi e rinomati ristoranti. Siamo nel pieno del Roero, territorio di somma tradizione vitivinicola e patrimonio dell'Unesco come tutte le Langhe. Dalle terrazze dei giardini del Castello di Guarene e da molte delle stanze si dominano a perdita d'occhio oltre 60 chilometri di territorio: da Asti fin quasi a Barolo passando per Barbaresco; si arriva a scorgere il Monferrato, oltre a una larga porzione di arco delle Alpi.

Sulla destra, la piana di Alba, città della Fiera internazionale del tartufo bianco. Le principali aree turistiche e di shopping del Nord Italia, come Torino, Milano e la Riviera, distano appena un’ora di automobile. Sono passati sette secoli, ma l'emozione che si prova entrando nell'hotel è senza dubbio la medesima che affascinava, allora, nobili e ospiti del conte. È una costruzione imponente a tre piani, che tocca i 25 metri d’altezza, circondata da vasti ed eleganti giardini all’italiana realizzati anch'essi, nella prima metà del Settecento. La facciata si attribuisce all'architetto di Corte Filippo Juvarra.

Al Castello di Guarene come nel 1700 Comfort, storia e cucina nelle Langhe

Dopo la posa della prima pietra nel 1726, il 13 settembre ore 20.30, Carlo Giacinto seguì l’edificazione e l’arredamento, non ancora terminati nel 1749 al momento della sua morte, in parte di presenza e in parte a distanza: nei mesi invernali impartiva per lettera da Torino quotidiane e minuziose istruzioni al capo-mastro che sovrintendeva al cantiere. Tra le particolarità di Guarene, c’è anche quella di essere un castello costruito “per corrispondenza”. La grandiosa opera arrivò al completamento nella seconda metà del secolo, grazie ai figli Traiano e Teodoro. Il re Vittorio Amedeo III con la regina venne a visitarla nel 1773, e il castello è pieno di ricordi di quell’avvenimento.

Il Castello di Guarene consente agli ospiti di soggiornare in ambienti "museali" ma allo stesso tempo di grande confort e modernità dei servizi. Dalla piscina coperta, scavata interamente nella roccia, si può godere un paesaggio unico al mondo nella quiete più assoluta, con vista panoramica su Alba, Langhe e Roero, così come dal terrazzo di fronte.

Al Castello di Guarene come nel 1700 Comfort, storia e cucina nelle Langhe

Chi sosterà nelle due Sale Cinesi, festosamente ricoperte di “carte alla China”, pensi che quelle tappezzerie furono fatte venire dall’Oriente nella seconda metà del Settecento attraverso Londra e un viaggio per mare fino a Marsiglia, e di qui trasportate a dorso di mulo al castello. Sono ancora lì, perfettamente conservate, in buona compagnia con i tessuti in seta del letto a baldacchino, decorati a motivi orientali.

Ciascuna delle suite e delle stanze è unica, da quella "del Vescovo" a quella "dei Pittori" che solevano dipingere proprio lì per via delle finestre che incorniciano le Langhe come un quadro, fino alla stanza "della Musica" dove la famiglia del Conte si intratteneva tra arpe e violini. La Sala da pranzo e la Galleria, cui si accede attraversando quello che fu il salone delle feste, hanno soffitti per nulla distanti dall'arte di quelli della Palazzina di Caccia di Stupinigi, deliziosa anche la volta ottocentesca della Sala della musica.

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Solo per gli ospiti è visitabile anche la biblioteca del Conte di Roero, dove sono conservati preziosi manoscritti, trattati e testi raccolti lungo diversi secoli. Il Castello di Guarene è un luogo intimo e di grande classe, gli arredi d'epoca, i quadri, le ceramiche, gli specchi impreziosiscono ogni angolo della dimora. Non manca una spa dotata di spazi per rigenerarsi e rilassarsi e collegata alla piscina da un corridoio lungo 150 metri scavato nella collina. Il servizio e professionale e di gran classe, attento e premuroso fin nei minimi dettagli diretto con piglio, capacità e premura da Rita Pili.

Il ristorante del Castello di Guarene, vale anch'esso il viaggio nelle Langhe. Recentemente affidato ad un giovane chef di talento Gabriele Boffa, originario di Diano d'Alba e con esperienza di spessore sia all'estero che in Italia accanto a Davide Scabin, Andrea Ribaldone ed Enrico Crippa. Una cucina, quella di Boffa, capace di unire con gusto ed equilibrio la tradizione del territorio e l'esperienza internazionale, piatti intelligenti e ben bilanciati, da provare assolutamente, il Rombo limone amaro, asparagi e ortiche, quelle dell'orto della nonna dello chef, lAgnolotto di patate e acciughe e il Tonno tonnato.

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Cantina di livello con vasta scelta piemontese e diverse interessanti proposte non convenzionali, gestita dal sommelier Armin Causevic. La sala è affidata al maitre George. Il Castello di Guarene sta crescendo per diventare meta di ospiti esigenti e competenti sia per la bellezza dell'albergo che per il livello del ristorante, come nella migliore tradizione Relais & Chateaux.

Per informazioni: www.castellodiguarene.com

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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