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Pentole Agnelli

«Non siamo in grado di gestirli»
Ragazzi disabili allontanati dal ristorante

«Non siamo in grado di gestirli» 
Ragazzi disabili allontanati dal ristorante
«Non siamo in grado di gestirli» Ragazzi disabili allontanati dal ristorante
Pubblicato il 03 dicembre 2018 | 11:09

Una brutta storia di discriminazione quella che arriva da Torino: quattro ragazzi con la sindrome di Down, sono stati invitati ad allontanarsi da un ristorante. La madre di uno di loro ha postato una denuncia su Facebook.

«Una cosa che in tanti anni non mi era mai successa e che mi ha provocato un’amarezza incredibile», ha scritto la donna sul suo profilo social. La notizia è stata subito ripresa dalla stampa: sabato sera la donna aveva prenotato un tavolo per 11 persone; tra loro, appartenenti a una squadra di nuoto, c’erano il figlio della signora e altri tre ragazzi down.

(«Non siamo in grado di gestirli»Ragazzi disabili allontanati dal ristorante)

Al loro arrivo, il titolare del ristorante avrebbe apostrofato la donna, dicendole che avrebbe dovuto avvisare della loro presenza: «Ci ha detto, in maniera molto scortese - ha detto la signora Anna Rita, come riportato dal Corriere della Sera - che dovevamo avvertire della presenza di quattro disabili perché il locale era piccolo, il sabato sera era pieno e loro non sapevano come gestirli». A quel punto, senza troppa scelta, il gruppo si è visto costretto a lasciare il ristorante e così hanno fatto i componenti di un altro tavolo.

«I nostri ragazzi sono adulti ed educatissimi, mangiamo tutti rigorosamente con coltelli e forchetta - ha aggiunto la donna - purtroppo loro hanno capito tutto e ci sono rimasti malissimo». La serata si è conclusa in un altro ristorante, dove invece hanno trovato un personale pronto ad accoglierli. Nel frattempo, sono arrivate anche le scuse del ristoratore, titolare del locale Casa Amaro, che ha ammesso di aver pronunciato una “frase infelice”, ma parlando anche di un “grande malinteso”. Il danno però era ormai fatto: i commenti negativi su Tripadvisor sono arrivati numerosi e con loro anche un declassamento del ristorante nella classifica dei locali della città

«Non sono il mostro che mi descrivono, anche noi abbiamo in famiglia delle persone speciali - ha detto il titolare del ristorante al Corriere - e chi mi conosce sa che non potrei mai comportarmi male. La mia domanda era male impostata e poco felice per loro, ma non era un non voler accogliere questo gruppo di persone. Semmai, volevo cercare di capire se ci fossero delle esigenze particolari per poterli accogliere al meglio». Le scuse sono state accettate e ora il ristoratore è in attesa che il gruppo accetti l’invito a tornare a cena nel suo locale.

«I ristoranti sono la casa fuoricasa degli italiani, e per questo dovrebbero essere aperti ai clienti senza preclusioni». Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe interviene a nome della Federazione italiana pubblici esercizi sul caso del ristorante di Torino in cui durante il fine settimana quattro ragazzi con disabilità sono stati costretti a lasciare il locale in seguito ad un comportamento poco garbato del gestore nei confronti della loro presenza. «Prendiamo atto con soddisfazione delle scuse ai ragazzi e alle loro famiglie da parte del proprietario - commenta Cursano - per un episodio che certo non rende merito a tutti quei ristoranti e bar, la maggioranza, che ogni giorno fanno della cortesia, dell'attenzione al servizio e dell'ospitalità uno dei loro punti di forza. Siamo tuttavia consapevoli anche del fatto che le giornate difficili possano capitare, soprattutto in serate particolarmente affollate come quelle del sabato sera. Non bisogna inoltre dimenticare il fatto che quello del ristoratore resta uno dei lavori più intensi in assoluto, un lavoro che non conosce pause, domeniche e festività e in cui la fatica e la stanchezza mentale possono farsi sentire". "Per queste ragioni riteniamo che proseguire nelle polemiche e promuovere ostracismi nei confronti del locale sia solo controproducente. Auspicando maggiore sensibilità affinché simili episodi non si ripetano in futuro, ci auguriamo di poter incontrare presto i quattro ragazzi e le loro famiglie. Saremmo lieti come Fipe di invitarli a pranzo in occasione di un loro prossimo viaggio nella Capitale a nome di tutti i ristoranti italiani le cui porte per loro e per tutte le persone nelle medesime condizioni saranno sempre e solo aperte».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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