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di Vincenzo D’Antonio
di Vincenzo D’Antonio

Locanda de Foris, sapori autentici
in un ex convento di clausura

Pubblicato il 17 maggio 2019 | 11:51

Prodotti del territorio valorizzati nella cucina della sua Locanda, da Pietro Balletta. A Teano, borgo antichissimo dell’Alto Casertano.

“Le risorse carenti sono preziose” è un assunto veritiero, ma purtroppo sovente accade che sia vero anche il contrario: “le risorse abbondanti non sono preziose”. E la dimostrazione di ciò è quanto sia spesso dimenticato l’immenso patrimonio che nel nostro Bel Paese è costituito dai borghi.

(Locanda de Foris, sapori autentici in un ex convento di clausura)
Pietro Balletta

Teano, citata sui libri di storia in quanto località dove nell’anno 1860 avvenne l’incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, è un borgo dell’Alto Casertano, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, che merita una visita non frettolosa. Teanum Sidicinum fu colonia romana. Di grande interesse il Teatro Romano, costruito alla fine del II secolo a.C. e poi modificato in età augustea. Merita una visita anche il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum. Sia la visita al Teatro Romano che la visita al Museo Archeologico sono gratuite. Gli assunti di cui sopra! E poi la passeggiata, lenti i ritmi, all’interno del borgo medievale.

(Locanda de Foris, sapori autentici in un ex convento di clausura)

E proprio in prossimità di uno degli accessi al borgo, in un ex monastero di monache di clausura, è ubicata la Locanda de foris, di cui è patron e chef l’appassionato e bravissimo Pietro Balletta, attento a far conoscere e così a valorizzare i piccoli tesori nascosti del patrimonio agroalimentare di questo fertile territorio. È il caso del cece di Teano, Presidio Slow Food, come anche del fagiolo “a pizzella” e della nocciola mortarella. Dovizioso aperitivo nella cantina attigua alla sala ristorante. Occhiata al calibrato menù e poi la scelta che si rivela saggia: ci si affida allo chef Pietro Balletta. La nocciola mortarella sostanzia un’ottima tagliatella con salsa di finocchio. Il cecio di Teano, nobilitato in crema è letto di saporita pasta mischiata.

Negli appropriati calici, garbato e professionale il servizio, ad una buona falanghina subentra un poderoso aglianico che benissimo si abbina all’arrosto di manzo e tartufo nero con patate al forno. Pregevole per consistenza e gradevole al palato, il tortino di cioccolato con gelato e mela annurca. Modico il conto: calici di vini inclusi, intorno ai 40 euro. Teano, da inserire tra i piccoli tesori nascosti del nostro Bel Paese.

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