Sofidel Papernet
Ros Forniture Alberghiere
Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
venerdì 03 luglio 2020 | aggiornato alle 12:05| 66529 articoli in archivio
Allegrini
Ros Forniture Alberghiere
HOME     LOCALI     TENDENZE e MERCATO

Home restaurant, 7mila i cuochi “social”
Ma ancora nessuna regolamentazione

£$Home restaurant$£, 7mila i cuochi “social” 
Ma ancora nessuna regolamentazione
£$Home restaurant$£, 7mila i cuochi “social” Ma ancora nessuna regolamentazione
Primo Piano del 05 ottobre 2015 | 10:54

Nel 2014 in Italia sono stati organizzati 37mila eventi social eating, meglio conosciuti come home restaurant. Lombardia, Lazio e Piemonte sono le regioni in cui il fenomeno è più diffuso. Fiepet Confesercenti: «Senza regole si corre il rischio di spianare la strada a una ristorazione parallela»

L’universo degli home restaurant, solo nel 2014, ha fatturato 7,2 milioni di euro in Italia. Con ben 7mila cuochi social attivi in Italia nel 2014 e un trend previsto di ulteriore crescita per il 2015, lo scorso anno sono stati organizzati ben 37mila eventi social eating andati a buon fine, con una partecipazione di circa 300mila persone. E un incasso medio stimato, per singola serata, pari a 194 euro.



Questi alcuni dei numeri che emergono dal report realizzato da Cst - Centro studi turistici per Fiepet Confesercenti - sul fenomeno dell’home restaurant e social eating presentato oggi a Cesena, presso la Biblioteca Malatestiana, in occasione del convegno Fiepet Confesercenti “Pubblici esercizi a confronto, quale futuro formativo”. Si moltiplicano i servizi per trasformare le proprie case, terrazze, giardini in ristoranti dove appassionati di cucina propongono le loro specialità a turisti, avventori o semplici curiosi, trattati come ospiti personali però paganti. Il web è l’ecosistema degli home restaurant: dai social ai siti del proprietario dell’abitazione alle piattaforme dedicate al social eating, canali privilegiati per la promo-commercializzazione degli eventi. Tra le più diffuse a copertura nazionale: Gnammo.com, Le Cesarine, Peoplecooks.com, Eatwith.com, Vizeat.com e Kitchenparty.org.

Si contano più di 7mila cuochi social attivi in Italia a dicembre 2014, con un trend previsto di ulteriore crescita per il 2015. L’età media è di 41 anni, ed il 56,6% degli appassionati è donna mentre il 29,4% dei cuochi che si dedicano all’home restaurant è uomo. Inoltre, il 53,8% dei cuochi è presente su almeno uno dei principali social e il 14,9% svolge attività extra correlate al settore del food. Con le loro proposte enogastronomiche sono ben radicati in tutto il territorio nazionale ma Lombardia (16,9%) Lazio (13,3%) e Piemonte (11,8%) sono in testa tra le regioni in cui il fenomeno appare più diffuso. Milano si aggiudica, nel 2014, il primo posto tra le città in cui risiede la maggior parte dei cuochi social, con una quota pari all’8,4% del totale.

Nel capoluogo lombardo si trova, infatti, il Ma’ Hidden Kitchen Supper Club, uno dei più noti e di maggior successo home restaurant d’Italia. Mentre Roma raggiunge il secondo posto con l’8,2% dell’offerta. La realtà di riferimento nella capitale è Ceneromane.com, portale che aggrega in tempo reale gran parte delle proposte social eating dell’area. Con una quota del 5,6%, Torino è la terza città più «social eating» in Italia nonché sede di Gnammo, la piattaforma che ha contribuito a diffondere il fenomeno in tutto il territorio nazionale. Uno dei tre co-founder della start-up torinese è pugliese e, non a caso, Bari e il Salento sono le due realtà più attive del Mezzogiorno. Le regioni del Sud, ad eccezione della Puglia, si caratterizzano per una discreta quantità di proposte, ma con scarso successo.

Agli oltre 37mila eventi social eating organizzati nel 2014 hanno partecipato circa 300mila persone. La spesa media stimata è di 23,70 euro pro-capite. La Lombardia ha registrato il 24,6% degli ospiti. Seguono il Lazio (18,6%), Piemonte (15,8%) e Puglia (8,4%). Marginali le adesioni registrate nelle regioni del Sud, con quote in molti casi inferiori al 2%.

L’incasso medio stimato per singolo evento è pari a 194 euro. In Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Puglia e Basilicata l’incasso è spesso superiore ai 200 euro. Viceversa, in Valle d’Aosta, Molise, Calabria e Sicilia l’incasso medio non supera i 150 euro. Ogni cook incassa in media 1.002,51 euro all’anno. La Lombardia si conferma ancora una volta al vertice con un incasso medio annuo pari a 1.203,91 euro. Risultati sopra la media anche nel Lazio (1.174,54 euro) ed in Piemonte (1.088,44 euro). Puglia e Basilicata sono in linea con i dati nazionali, mentre sono sotto la media Trentino A.A., Friuli V.G., Molise, Calabria e Sicilia con incassi annui inferiori ai 600 euro.

Le stime confermano, dunque, il primato della Lombardia, con una quota di circa 1,9 milioni di euro di fatturato, pari a oltre un quarto del fatturato totale. Introiti oltre il milione di euro si registrano anche nel Lazio (1,4 milioni) e in Piemonte (1,1 milioni). Tra le regioni del Mezzogiorno, è sempre la Puglia a conseguire i risultati migliori, con 649mila euro di fatturato medio annuo.

Come inquadrare correttamente, alla luce di questi dati, il fenomeno delle nuove frontiere del gusto, dell’home restaurant e del social eating? Si tratta ancora solo di una semplice moda, di una passione per aspiranti chef, di un semplice hobby, di un momento per socializzare? Secondo il presidente di Fiepet Confesercenti Esmeralda Giampaoli: «il fenomeno ha perso il suo carattere amatoriale assumendo sempre più un approccio imprenditoriale. L’home restaurant e il social eating sono un legittimo fenomeno di mercato, ma occorre tracciare una linea di demarcazione chiara e netta tra ciò che definiamo sharing economy e ciò che invece è attività imprenditoriale a tutti gli effetti».

«Da quanto emerge da un sondaggio condotto da Swg per Fiepet sui ristoratori - continua Esmeralda Giampaoli - 9 imprenditori su 10 chiedono più regole, mentre 8 su 10 ritengono che allo stato attuale gli home restaurant sono una forma di concorrenza sleale per la ristorazione regolare, che investe tempo e denaro per avere requisiti e certificazioni richiesti per legge, a partire da quelle igienico-sanitarie, per tutelare la salute e la sicurezza del consumatore. Le nuove tecnologie e il web rappresentano una straordinaria opportunità ma senza regole adeguate si corre il rischio di spianare la strada ad una ristorazione parallela composta da un esercito di imprese irregolari che esercitano al di fuori di ogni norma e controllo. Per questo troviamo preoccupante che ci siano anche amministrazioni locali che danno supporto al fenomeno prima che si arrivi a una regolamentazione chiara».

© Riproduzione riservata

RESTA SEMPRE AGGIORNATO!
Iscriviti alle newsletter quotidiane e ricevile direttamente su WhatsApp
Ricevi in tempo reale le principali notizie del giorno su Telegram
Iscriviti alle newsletter settimanali inviate via mail
Abbonati alla rivista cartacea in spedizione postale

“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini


home restaurant concorrenza ristorazione ristorante cuoco amatoriale salute tasse

SCRIVI UN COMMENTO    
Esprimi liberamente il tuo commento scrivendo nella finestra, indica nome, cognome ed indirizzo e-mail e il campo alfanumerico di sicurezza.
 
 
 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
Ai sensi del D.lgs. 196/2003, La informiamo che i dati personali da lei forniti sono necessari per poter procedere alla gestione della Sua segnalazione e saranno utilizzati, con strumenti informatici e manuali, esclusivamente per tali finalità. Letta l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003, cliccando sul tasto INVIA, autorizzo il trattamento dei miei dati personali, per le finalità e con le modalità ivi indicate.

07/10/2015 10:40:16
1) Ottima occasione, ma servono regole
A parer mio e' un ottima occasione per coloro che dopo anni di sacrifici possono ritirarsi e mettere a frutto le loro capacita solo per pochi buongustai, le regole ci vogliono propio per questo solo chi sa il mestiere e certamente conosce le piu ferree regole igieniche e sanitarie che non mettono a repentaglio la salute degli ospiti. Una forte scrematura a cuochi improvvisati o pseudo chef che rovinano l' immagine del Italia e la reputazione a persone serie e professionali !!!!!!!
danilo grassi
cuoco dal 77 ( chef ) da
rist, Da Toni

ARTICOLI CORRELATI
Loading...

APPROFONDIMENTI
Loading...
Mostra più articoli >



Sky
Sofidel Papernet
Allegrini
Caricamento...
Edizioni Contatto Srl | via Piatti 51 24030 Mozzo (BG) | P.IVA 02990040160 | Mail & Credits  -  Sitemap  -  Policy  -  PARTNER  -  EURO-TOQUES | Reg. Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, GDO, F&B Manager, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. www.italiaatavola.net è strettamente integrato
con tutti i mezzi del network: il magazine mensile cartaceo e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti
ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch). ©®
Edizioni Contatto Srl | via Piatti 51 24030 Mozzo (BG) | P.IVA 02990040160 | Mail & Credits  -  Sitemap  -  Policy  -  PARTNER  -  EURO-TOQUES | Reg. Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, GDO, F&B Manager, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. www.italiaatavola.net è strettamente integrato
con tutti i mezzi del network: il magazine mensile cartaceo e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti
ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch). ©®