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A Torino arriva il decalogo per i locali che promuovono la sana alimentazione

Decine di ristoratori, gestori di bar e negozi alimentari torinesi hanno aderito al decalogo “Feeding you fair”, che invita a nutrirsi in maniera corretta e prevede una serie di requisiti ambientali, sociali e alimentari

di Piera Genta
 
16 settembre 2016 | 16:42

A Torino arriva il decalogo per i locali che promuovono la sana alimentazione

Decine di ristoratori, gestori di bar e negozi alimentari torinesi hanno aderito al decalogo “Feeding you fair”, che invita a nutrirsi in maniera corretta e prevede una serie di requisiti ambientali, sociali e alimentari

di Piera Genta
16 settembre 2016 | 16:42
 

A Torino nasce il decalogo dell’alimentazione sana e pulita. Si intitola “Feeding you fair” ovvero “Nutritevi in modo pulito” (o corretto) a cui hanno deciso di aderire decine di ristoratori, gestori di bar e di negozi alimentari torinesi attenti alla qualità e sostenibilità dei cibi. L’iniziativa è partita dalla città metropolitana di Torino, nell’ambito del progetto “Nutrire Torino Metropolitana” e con la collaborazione di Slow Food e dell’Asl Torino1, in occasione del Salone del Gusto e di “Terra Madre” 2016.



I promotori dell’iniziativa ritengono che la qualità del cibo e la salute del consumatore non possano essere appannaggio di chi investe in prestigiose “locations” per i propri locali, in immagini pubblicitarie e in slogan salutistici. Cibo pulito e salute devono essere alla portata di tutti, perché, accanto ai cuochi stellati, ai vini blasonati ed alle etichette pubblicizzate ci sono migliaia di operatori della ristorazione meno visibili ma non per questo meno capaci; operatori che scelgono con cura le materie prime, si preoccupano della genuinità dei loro prodotti e prestano attenzione all’ambiente, alle disuguaglianze sociali e alla promozione della salute; operatori che hanno scelto di passare “dal dire al fare”, con semplicità, con umiltà e con la voglia di dare il loro piccolo-grande contributo in tema di alimentazione.

Il decalogo prevede una serie di requisiti ambientali, sociali e alimentari. Precisamente concorrere alla raccolta differenziata con elementi di premialità; utilizzare bicchieri, piatti e posate compostabili o lavabili; non utilizzare acqua in contenitori di plastica e/o servire la cosiddetta “acqua del Sindaco” (esclusa l’acqua da asporto). Evitare distinzioni di genere, razza o ceto sociale tra i clienti e i fornitori; aderire ad iniziative di riduzione degli sprechi alimentari volte a ridurre il volume dei prodotti da destinare alle discariche, mettendo a disposizione gli alimenti non consumati e ancora commestibili; rispettare gli abitanti del proprio quartiere e sollecitare i clienti a fare altrettanto.

Evitare cibi contenenti polifosfati aggiunti, grassi idrogenati e oli tropicali, cibi precotti, formaggi fusi (ad esempio le sottilette). Utilizzare solo uova provenienti da allevamenti biologici o da galline allevate a terra; utilizzare almeno il 70% di pane fresco di giornata (cioè non cotto a partire da prodotto surgelato), proveniente da forni locali o regionali o prodotto nei ristoranti. Scegliere carni frollate per almeno 7 giorni. Utilizzare nei bar succhi di frutta contenenti il 100% di frutta, senza zuccheri o conservanti aggiunti, secondo i dettami della Direttiva 2012/2012 dell’Unione Europea in corso di recepimento in Italia.

Ai requisiti fondamentali si aggiungono degli impegni facoltativi come utilizzare solo frutta e verdura locale o regionale di stagione, che non ha subito trattamenti post raccolta e non è stata congelata o surgelata. È invece consentita la frutta o verdura conservata in atmosfera modificata. Utilizzare solo formaggi artigianali, provenienti da piccoli produttori (caseifici aziendali) e tradizionali, inseriti nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali o in altri elenchi certificati se extra nazionali.

Ed ancora proporre ai clienti il pane “mezzo sale” e informarli sulle panetterie di Torino Città che lo producono; utilizzare (in maniera non esclusiva) farine integrali o di grani antichi per la produzione di pane o dolci; proporre ai clienti birre artigianali; menu speciali, vegetariani o senza glutine; produrre e proporre nei bar centrifugati di frutta e verdure fresche; adottare una birra di Terra Madre Salone del Gusto per l’intera durata della manifestazione.

Proporre nei locali beverage menu dedicati ai drink solo con frutta fresca di stagione; proporre produzioni nazionali e di piccoli produttori nei negozi di formaggi; utilizzare nelle panetterie anche farine di grano di tipo 2 o integrali e antiche varietà di cereali o di mais; proporre facoltativamente un’offerta proteica alternativa alla carne: pesce azzurro, latticini, legumi; adottare facoltativamente un Presidio Slow Food e/o un prodotto dell’Arca del Gusto di Slow Food e/o un produttore di Terra Madre Salone del Gusto per l’intera durata della manifestazione. Gli impegni scritti sono indicare, ove possibile, l’origine della materia prima o dei prodotti di prima trasformazione come i formaggi, i salumi, le carni, ortofrutta, i vini, il pesce.

Si indica nome e luogo di provenienza del produttore o allevatore o pescatore o trasformatore nel caso di salumi. Indicare le caratteristiche della materia prima: se il formaggio è crudo, se i latticini sono prodotti con latte nobile, se il prodotto proviene da agricoltura biologica, se le carni provengono da animali allevati con sistemi estensivi, se sono presenti conservanti non necessari ad assicurare la salubrità del prodotto, se sono presenti prodotti artigianali o prodotti in caseificio aziendale o poco processati, se le farine sono integrali e utilizzano cereali di antiche varietà. Indicare l’utilizzo dell’olio per frittura se mono seme o di arachide ed ancora le calorie delle bevande nei locali beverage. Gli impegni adottati saranno validi anche dopo la chiusura della manifestazione Terra Madre Salone del gusto.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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