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Animali nei supermercati, non più
Una nota del Ministero crea confusione

Animali nei supermercati, non più 
Una nota del Ministero crea confusione
Animali nei supermercati, non più Una nota del Ministero crea confusione
Pubblicato il 23 maggio 2017 | 17:35

Dal ministero della Salute arriva una nota che non distingue più, per quanto riguarda l'accesso consentito agli animali, la zona di preparazione degli alimenti e quella di esposizione. Serve un urgente chiarimento

Sono ormai diversi anni che il ministero della Salute porta avanti numerose e impegnate campagne volte alla tutela degli animali, alla loro salvaguardia, schierandosi fermamente contro ogni eventuale forma di abbandono. Eppure, forse per una distrazione - che non può essere in alcun modo tollerata quando si tratta di normative guida per l’intero Paese - forse per superficialità, una Nota ministeriale pare mandare in fumo tutti questi sforzi.

Animali nei supermercati, non più Una nota del Ministero crea confusione
Foto: Lav

Tra le righe scritte dal dirigente dell’ufficio d’igiene degli alimenti, si legge infatti che ai cani “non è ammesso presso gli esercizi di vendita al dettaglio rappresentando una possibile fonte di contaminazione”. Poche righe per destare scalpore tra i tanti e confusione tra chi gestisce negozi e supermercati: non viene specificata infatti alcuna differenziazione tra luoghi atti al confezionamento e luoghi invece riservati all’esposizione degli alimenti al pubblico.

Senza una tale direttiva, può sembrare infatti che in generale, l’accesso di cani al guinzaglio o in carrelli non sia permesso nemmeno nelle parti aperte al pubblico di negozi, mercati e supermercati.

Inevitabile è sollecitare, come ha fatto la Lav - Lega anti vivisezione, il Ministero di riferimento affinché chiarisca questo probabile fraintendimento e ristabilisca la più corretta distinzione degli spazi, ribadendo così, come è stato negli ultimi 25 anni, che l’accesso ai cani è permesso nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Come dopo tutto recita il Regolamento europeo 852 del 2004, secondo il quale non solo i cani ma anche le persone non autorizzate non possono accedere nelle cucine e nei reparti di realizzazione e confezionamento degli alimenti, ma questa giusta limitazione decade una volta che gli alimenti sono esposti “in locali interni all’esercizio di vendita appositamente predisposti per accogliere gli animali domestici oppure in spazi all’esterno degli esercizi di vendita al dettaglio”.

Si rimane dunque in attesa che il Ministro Lorenzin o chi per lei risolva quello che sta scaturendo in un vero e proprio problema per migliaia di punti vendita in tutta Italia, d’accordo il Lav con l’Associazione nazionale dei comuni italiani.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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