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Bar e ristoranti, il saldo è negativo Nel 2018 chiusi 25.934 esercizi

13 giugno 2019 | 12:53

Bar e ristoranti, il saldo è negativo Nel 2018 chiusi 25.934 esercizi

13 giugno 2019 | 12:53

Lo rivela un rapporto del Centro Studi di Fipe: in un anno chiusure più delle aperture (13.629) di quasi il doppio. Trentino, Piemonte e Marche con le percentuali peggiori. Si “salvano” Basilicata, Calabria e Campania, con numeri comunque negativi, tra l'1,8 e il 2,8%. Ampio turnover, tra i bar tasso di mortalità all’8%.

Lo rivela un rapporto del Centro Studi di Fipe: in un anno chiusure più delle aperture (13.629) di quasi il doppio. Trentino, Piemonte e Marche con le percentuali peggiori. Si “salvano” Basilicata, Calabria e Campania, con numeri comunque negativi, tra l'1,8 e il 2,8%. Ampio turnover, tra i bar tasso di mortalità all’8%.

Per ogni bar o ristorante aperto in Italia nel 2018, due hanno chiuso i battenti. C’è dinamismo, un turnover molto alto e, inesorabilmente, il settore perde qualche pezzo. Il saldo è negativo, così come nel 2017, e i numeri lo certificano: l’anno scorso nel nostro Paese hanno avviato l’attività 13.629 locali tra ristoranti (7.412), bar (6096) e mense/catering (121), ma hanno chiuso in 25.934 (13.742 ristoranti, 11.991 bar e 201 mense/catering).

Il Rapporto è del Centro Studi della Fipe (Bar e ristoranti, il saldo è negativo Nel 2018 chiusi 25.934 esercizi)
Il Rapporto è del Centro Studi della Fipe

A rivelarlo è un Rapporto del Centro Studi di Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Il saldo è presto fatto: sul territorio nazionale ci sono 12.305 locali meno, pari a un 3,7% in meno di tasso di imprenditorialità. A soffrire sono soprattutto i bar (-4%), meno i catering (-2,4%).

Per quel che riguarda la distribuzione geografica del fenomeno, chi più, chi meno, tutte le regioni fanno segnare un bilancio passivo, senza eccezioni. Peggio di tutti fanno il Trentino Alto Adige (-5,0%), il Piemonte (-4,6%), e le Marche (-4,5%), mentre si “salvano” la Basilicata (-1,8%), la Calabria (-2,5%) e la Campania (-2,8%). Le regioni a più alto turnover sono Umbria, Marche, Trentino, e Piemonte. Il tasso complessivo è pari a -3,4% indica che il segmento ha perso 3,4 imprese ogni 100 attive. Diminuiscono del 4% anche le ditte individuali, mentre le società di persone presentano tassi addirittura peggiori (-4,6%).

Nel segmento bar l’anagrafe imprenditoriale indica un saldo negativo di 5.895 unità. Il turn over nelle imprese che operano nel comparto rimane consistente, smentendo i numerosi luoghi comuni che descrivono il bar come un’impresa di facile approccio. Il tasso di mortalità è pari all’8% e quello del turnover a -4%. Il 53,9% delle imprese ha forma giuridica di ditta individuale; il 30,3% delle imprese opera come società di persone, mentre la quota delle società di capitale è del 14,5%.

Il quadro della nati-mortalità del settore si completa con i dati relativi alla ristorazione collettiva dove si registra un turn over imprenditoriale relativamente modesto con 121 iscrizioni e 201 cessazioni. C’è da dire, tuttavia, che le imprese che svolgono attività di fornitura di pasti preparati e ristorazione collettiva sono poco più di tremila unità, concentrate perlopiù in Lombardia, Lazio e Campania.

Per informazioni: www.fipe.it

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