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Meno tasse e niente condono
Il Governo pronto al Recovery Fund

Meno tasse e niente condono 
Il Governo pronto al Recovery Fund
Meno tasse e niente condono Il Governo pronto al Recovery Fund
Primo Piano del 05 luglio 2020 | 20:10

Per il Ministro Roberto Guarnieri si punta ad una riforma fiscale per un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli . Si punta ad un miglioramento della qualità dei controlli anche per impedire che i contribuenti fruiscano indebitamente agli aiuti anti-Covid.

Il Governo sembra aver preparato il Piano nazionale di riforma destinato ad essere sostenuto dal Recovery Fund e che approderà lunedì o martedì in consiglio dei ministri. Il condizionale è d'obbligo visti i continui rinvii a cui l'esecutivo ci ha abituato. Non ci sono annunci specifici per le piccole e medie imprese dei pubblici esercizi, ma se davvero si concretizzasse il progetto bar e ristoranti potrebbero essere fra i primi ad averne benefici.

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in premessa al Pnr, secondo quanto si legge nella bozza che l'ANSA ha anticipato, scrive che il Governo è intervenuto in questi mesi per «contrastare i devastanti effetti economici dell'epidemia COVID-19» e ora «non vi è tempo da perdere» per evitare «una fase di depressione economica». Lo scrive Il documento indica le linee del Piano di Rilancio che l'Italia metterà a punto per settembre basato su tre pilastri: "modernizzazione del Paese, transizione ecologica e inclusione sociale e territoriale e parità di genere". Le "notevoli risorse che l'Unione Europea ha messo in campo - scrive ancora Gualtieri - devono essere utilizzate al meglio".

Roberto Gualtieri - Meno tasse e niente condono Il Governo pronto al Recovery Fund
Roberto Gualtieri 

"L'alleggerimento della pressione fiscale è una delle componenti più importanti del programma di Governo" e dopo il taglio del cuneo partito da luglio (l'aumento del bonus di Renzi da 80 a 100 euro, ndr), il Governo sta lavorando a "una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta" per "disegnare un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale". Con la riforma - si legge - "saranno anche razionalizzate le spese fiscali e, in particolare, saranno rivisti i sussidi ambientalmente dannosi (SAD)".



La "riduzione del tax gap" è "obiettivo prioritario" che sarà perseguito con "il miglioramento della qualità dei controlli" anche per "impedire che i contribuenti fruiscano indebitamente" agli aiuti anti-Covid", con il rafforzamento "dell'efficacia della riscossione" e la spinta alla "compliance volontaria" ma "è confermata la determinazione a non prevedere nuovi condoni che, generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l'efficacia della riscossione delle imposte".

Per il rilancio post-Covid "si punterà ad incrementare la spesa pubblica per la ricerca e per l'istruzione, in special modo terziaria, in misura pari complessivamente a 0,4 punti percentuali di Pil nei prossimi tre anni", circa 7 miliardi. E' quanto si legge nella bozza del Piano nazionale di riforma, in cui si elencano gli obiettivi del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) da presentare alla Commissione Europea. "Parte della maggiore spesa sarà destinata al finanziamento di progetti di ricerca che perseguano obiettivi di sostenibilità ambientale e digitalizzazione e che contestualmente abbiano un rilevante effetto sull'incremento della produttività".

Sul tema è intervento anche il ministro Luigi Di Maio, dichiarando che chi chiude sul Recovery mette a rischio l'Ue. "Un atteggiamento di chiusura" da parte di Stati come l'Austria sul Recovery Fund europeo può "mettere a rischio il raggiungimento dei nostri interessi comuni, a partire dal buon funzionamento del mercato interno, di cui siamo tutti beneficiari netti". Lo afferma in un'intervista al quotidiano austriaco Die Presse. "Di fronte a una crisi che non ha precedenti - sostiene Di Maio - occorre ricostruire il mercato interno e tamponare i settori più colpiti, ma anche rafforzare le fondamenta della nostra economia". E sul Mes: "Non c'è alcuna battaglia ideologica, a differenza di come la questione viene spesso presentata"."C'è un negoziato aperto a livello internazionale che sta portando avanti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - afferma Di Maio - e noi abbiamo fiducia nelle sue parole".

© Riproduzione riservata

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