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di Federico Biffignandi
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Oriocenter prepara la ripresa
Delivery e cinema all'aperto i must

Oriocenter prepara la ripresa 
Delivery e cinema all'aperto i must
Oriocenter prepara la ripresa Delivery e cinema all'aperto i must
Primo Piano del 05 maggio 2020 | 06:50

Non è ancora del tutto chiaro quando i centri commerciali potranno riaprire i battenti, ma uno dei più grandi d'Europa si prepara per il 18 maggio con qualche modifica. Il direttore Ruggero Pizzagalli parla di quello che si sta facendo sia nelle aree comuni che nei singoli negozi con attenzione particolare all'area cibo.

Senza far classifiche dettagliate che possono lasciar sempre il tempo che trovano non si può negare che, stando ai numeri, il centro commerciale Orio Center di Orio al Serio (Bg) è uno dei massimi punti di riferimento nella sua categoria sia a livello nazionale che europeo. Il fatturato, secondo alcune ultime stime, parla di 400 milioni di euro. Un’enormità che fa del centro un vero e proprio quartiere, non più tardi di 3 anni fa ulteriormente ampliato fino a 105mila metri quadrati, il quale risente positivamente anche del boom del confinate e connesso aeroporto.

Oriocenter - Oriocenter prepara la ripresa Delivery e cinema all'aperto i must
Oriocenter

Detto ciò va da sé che parte dell’economia bergamasca regga sull’indotto di questi due colossi i quali, tuttavia, a causa dell’emergenza coronavirus sono stati messi pesantemente in ginocchio. Le perdite si aggirano già attorno a diversi milioni di euro per Orio Center e, probabilmente, tenderanno ad aumentare ancora visto che non c’è una stima vera e propria di una riapertura, nemmeno dopo l’annuncio della Fase 2.

E poi, in che modo si può pensare di ripartire? Il centro commerciale - nel bene e nel male - è un luogo ad altissimo assembramento e come ormai abbiamo imparato a capire questa è la parola che suona peggio di tutte le altre nella lotta al virus. Il direttore del centro commerciale, Ruggero Pizzagalli, non si fa però scoraggiare e guarda già avanti con fiducia e voglia di farsi trovare pronti.

Direttore, come ha affrontato Orio Center l’emergenza coronavirus?
Da subito, dal primo giorno in cui il coronavirus è arrivato in Italia - spiega - abbiamo preso le contromisure per mettere in sicurezza la nostra struttura, i nostro operatori e i nostri clienti. Da quel momento e sarà così fino a quando l’emergenza non sarà cessata lavoreremo sempre e solo in funzione della sicurezza. Non c’è nient’altro che riteniamo più importante di questo aspetto.

Che tipo di contromisure sono state prese, ad esempio?
Nei primissimi giorni alcuni negozi come l’elettronica o la telefonia aveva il diritto di rimanere aperti, ma noi abbiamo deciso di tenere chiuse anche queste attività proprio per i motivi di cui sopra. Prima la salute, poi il commercio.

All’interno del vostro centro è rimasto aperto l’ipermercato come da concessioni del governo. Quanto è stato difficile gestire i flussi?
Iper, il marchio che gestisce il supermercato, è rimasto sempre a servizio dei clienti e per la prima volta ha adottato il servizio a domicilio dimostrando grande capacità di adattamento e ottenendo l’apprezzamento della clientela.

Altre attività sono rimaste aperte?
Sempre seguendo le disposizioni ministeriali e ascoltando le esigenze più urgenti dei nostri clienti abbiamo aperto anche le lavanderie e i tabaccai, servizi che spesso sono utili per motivi di necessità quotidiana.

E ora, quando si ripartirà?
Non ci sono state date indicazioni precise sulla riapertura. Stando alla disposizione sull’apertura dei negozi al dettaglio prevista dal 18 maggio presumo che in quel momento potremo ripartire anche noi.

Ma in che modo? Quali strategie adotterete?
Ci stiamo attrezzando per tenere aperti tutti gli ingressi al centro e renderli sicuri sotto ogni punto di vista, ma soprattutto monitorati da personale qualificato. Con l’aiuto della Croce Rossa misureremo la temperatura ai clienti, controlleremo che vengano indossate mascherine idonee e che gli ingressi rispettino le distanze di sicurezza. Agli operatori invece abbiamo detto di attrezzarsi con i kit di disinfettanti da predisporre all’ingresso e all’interno dei rispettivi negozi. Ci occuperemo in questi giorni della sanificazione degli spazi comuni, nei negozi questo spetterà ai titolari.

L’ingresso nei negozi calmierato a chi spetterà?
Il nostro compito è quello di vigilare sulle aree comuni e lo faremo minuto per minuto controllando che il numero di ingressi sia in linea con le possibilità e le regole. Per far questo potenzieremo sicuramente il servizio di vigilanza. Per quanto riguarda i singoli negozi, anche in questo caso il compito sarà degli operatori.

A proposito degli operatori, ci sono stati patti di solidarietà tra voi e loro?
Abbiamo cercato di dimostrare da subito vicinanza ai nostri operatori e penso possano confermarlo. Senza entrare nei dettagli, ma posso garantire che non siamo stati con il fiato sul collo a nessuno in termine di riscossione delle spese, degli affitti, delle fatture. Pretendiamo molto da loro, ma sappiamo anche riconoscere quando è il momento di restituire qualcosa. Ci siamo mossi anche fuori dal centro donando 200mila euro all’Ats chiedendo che i fondi venissero utilizzati su tutto il territorio provinciale.

L’ultimo ampliamento del centro ha visto l’apertura di una multisala cinematrografica Uci e di un’area completamente destinata al food. Due settori tra i più colpiti dall’emergenza, come faranno a sopravvivere?
Con Uci stiamo studiando un modo per portare il cinema all’aperto, nel parcheggio più recente che è ampio e in grado di sostenere una struttura simile. Quanto al food so che i nostri marchi si sono subito attivati per potenziare il delivery e che la cosa sia piaciuta tantissimo ai clienti. Proseguiremo su questo stile, dotando invece i negozi fisici di ogni disposizione di sicurezza necessaria»

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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