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Un viaggio tra le cultivar di Trinacria
insieme all'accademia Maestro d'olio

Un viaggio tra le cultivar di Trinacria 
insieme all'accademia Maestro d'olio
Un viaggio tra le cultivar di Trinacria insieme all'accademia Maestro d'olio
Pubblicato il 09 aprile 2016 | 10:09

A ottobre il 3° livello dei corsi di degustazione dell’accademia Maestrod’olio visiterà l'isola alla scoperta di cultivar come la Nocellara, la Cerasuola e la Coratina, in abbinamento ai piatti tradizionali siciliani

Come cominciare? Il mio primo vero viaggio dell’olio: 2006, angoli incantevoli di Trinacria. Tredici sommelier dell’olio decisi a visitare quell’isola, guardandola con gli occhi non di un appassionato di vino, o di marsala, ma cercando di capire perché quei profumi così incredibili che venivano fuori dalle bottiglie di olio fossero così unici e così buoni. Un viaggio studiato nei minimi dettagli, fin dal mezzo di trasporto: un pullman portato dalla Toscana via nave, proprio per riuscire a svaligiare tutti i prodotti più buoni di queste terre. Erano i primi giorni di ottobre e, come spesso accade, a Mondello come a Marsala era ancora temperatura da bagno in mare.



La bellezza della Sicilia è che non puoi fare un viaggio solo enogastronomico, non ce la puoi fare. Perché se attracchi a Palermo, non puoi non visitare le rovine antiche di Segesta, antica città fondata dagli Elmi oltre 2500 anni fa. Poi Trapani, passando da Erice per visitare le saline così luminose e brillanti, uniche in tutto il Mediterraneo. Tappa fondamentale quella a Marsala, passando dalle sponde che costeggiano l’isola di Mothia e giù per un saluto a un uomo diventato leggenda con la sua forza, il suo carisma, il suo marsala: Marco de Bartoli. E poi ancora giù nelle zone divenute famose per l’olio: Menfi, Castelvetrano, Sciacca fino all’ultima tappa del viaggio, Agrigento.

Come si fa a non visitare Selinunte e a scendere a Marinella per mangiare il pesce vivo nella trattoria sulla spiaggia, ricordi di ineguagliabile e inenarrabile fascino? Le strade non propriamente confortevoli non hanno fermato la voglia di emozionarsi con le vedute e gli improvvisi flash di un mare incredibile che toglie il fiato dalla bellezza. Sostare in un paesino sperduto e poi ritrovarsi a cantare nell’anfiteatro davanti al mare di Eraclea Minoa è indimenticabile. E poi come tappa finale, Palma di Montechiaro, sede di una delle aziende di olio più importanti e complete del bacino mediterraneo: Mandranova. Prima, però, bisogna mangiare sulla terrazza del ristorante che affaccia nella Valle dei Templi.



I protagonisti di questo viaggio hanno nomi autoctoni: Nocellara del Belice, Cerasuola, Biancolilla, Giarraffa, Santagatese, cultivar del comprensorio delle Dop Val di Mazara e Valle del Belice. Sembra incredibile risentire profumi di agrumi e fiori di zagara, erbe aromatiche e piante selvatiche, pomodoro verde e fior di cappero, di macchia mediterranea ed erbe di campo. In bocca sono suadenti, fresche con connotazioni marcatamente amare e speziate, di grandissima eleganza e ottime per esaltare tutti i piatti e gli ingredienti della tradizione regionale. Metti una ruota di pesce spada con pomodorini Pachino, delle polpette di melanzane al ragù di pomodoro e tonno, degli involtini alla siciliana e un generoso condimento a base di Biancolilla e tutto si esalterà.

Se si cucina un cefalo al rosmarino alla brace, sarà ottima una Nocellara. Tra i primi piatti, vorrei continuare la concordanza tra olio amaro e tendenza amarognola delle verdure con delle bavette al pesto di broccoli siciliani e Giarraffa. Oppure una Cerasuola per impreziosire delle penne con melanzane e salsiccia. Provate a montare una maionese in casa con l’olio Dop Val di Mazara e poi intingeteci le gustose patatine fritte (a chi non piacciono?), ovviamente preparate con l’extravergine. Il mio è un amarcord, ma me ne approfitto. Vi chiederete perché. Eh, beh, il terzo livello dei corsi di degustazione dell’accademia Maestrod’olio prevede una gita proprio in queste terre dal prossimo ottobre. Nell’attesa della prossima frangitura, intanto, fatevi una scorta di queste cultivar e, soprattutto, andate a conoscere di persona questi olivicoltori che hanno compreso l’importanza di fare l’olio come si deve.

Le proposte del territorio
  • Nocellara, Cerasuola, Biancolilla, Coratina - Mandranova, Palma di Montechiaro (Ag) 
  • Cerasuola/Nocellara/Don Mimì - Tenuta Gallinella, Sciacca (Ag)
  • Marroia Calamignana - Marroia, Altavilla Milicia (Pa)
  • Case di Latomie/Nocellara del Belice - Azienda Agricola Centonze, Castelvetrano (Tp)
  • Sciavuru d’Aliva Nocellara del Belice - Sciavuru d’Aliva, Castelvetrano (Tp)
  • Lolio biologico - Agropan, Mazara del Vallo (Tp) 

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