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La Xylella in Costa Azzurra
È allarme anche in Liguria

La Xylella in Costa Azzurra 
È allarme anche in Liguria
La Xylella in Costa Azzurra È allarme anche in Liguria
Pubblicato il 11 settembre 2019 | 12:23

Il batterio killer che dal 2013 sta distruggendo centinaia di migliaia di ulivi in Puglia è arrivato in Francia, a pochi chilometri dal confine. Due le piante infettate ad Antibes e a Mentone. Ed è caccia alle cause.

Due piante malate (e già abbattute) nel dipartimento delle Alpi marittime, in Francia, a pochi chilometri dalla Liguria. La Xylella inizia a far paura anche al Nord, dopo che il batterio è stato trovato, nei giorni scorsi, in due ulivi di Antibes e Mentone, quest’ultima località di confine a un passo da Ventimiglia, dove il batterio si è manifestato nella sua sottospecie più aggressiva.

L'ulivo abbattuto a Mentone (La Xylella in Costa AzzurraÈ allarme anche in Liguria)
L'ulivo abbattuto a Mentone

«Occorre evitare allarmismi e agire con tempestività per verificare il contagio - è l’appello di Coldiretti - e poi procedere immediatamente all’isolamento delle piante infette per attivare tutte le misure necessarie ad evitare l’estendersi della contaminazione».

Per l’associazione si tratta di salvaguardare un patrimonio regionale culturale, ambientale ed economico, con ulivi su oltre 18mila ettari di terreno molti situati sui tipici terrazzamenti, con varietà pregiate uniche al mondo come la taggiasca. Per Coldiretti le responsabilità sono da individuare nei sistemi di controllo dell’Unione Europea, «con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto - spiega l’associazione in una nota - poiché anche il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto con molta probabilità nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam».

Errori e incertezze che hanno favorito l’avanzare del contagio della xylella hanno provocato in Puglia secondo la Coldiretti danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, in provincia di Bari.

La stessa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue. «Serve una strategia condivisa tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico», spiega Ettore Prandini nel sottolineare che per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l’avvio di una apposita task force.

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