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Conserve Italia

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

di Redazione Italia a Tavola
27 maggio 2026 | 10:48

Cinquant’anni di storia e una strategia industriale orientata al futuro. Conserve Italia ha scelto lo stabilimento di Pomposa, in provincia di Ferrara, per presentare la conclusione del Piano investimenti 2023-2026 e avviare ufficialmente le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dalla fondazione del Gruppo, avvenuta il 24 maggio 1976. Un appuntamento simbolico che ha messo al centro l’evoluzione della filiera agroalimentare italiana, la valorizzazione del modello cooperativo e la trasformazione industriale degli stabilimenti produttivi.

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

Lo stabilimento di Pomposa (Fe) di Conserve Italia, ribattezzato “Pomposa smart factory”

Lo stabilimento di Pomposa rappresenta oggi uno dei più importanti poli europei per la trasformazione del pomodoro e, grazie agli interventi realizzati negli ultimi anni, è stato ribattezzato “Pomposa smart factory”. Un progetto che sintetizza il nuovo approccio industriale del Gruppo: maggiore automazione, digitalizzazione dei processi, sostenibilità ambientale e integrazione tra produzione agricola e logistica.

Piano investimenti da 86,9 milioni per la filiera agroalimentare

Il Piano investimenti 2023-2026 ha raggiunto un valore complessivo di 86,9 milioni di euro e ha coinvolto sette stabilimenti produttivi del gruppo: Pomposa (Fe), Ravarino (Mo), Barbiano (Ra), Massa Lombarda (Ra), Alseno (Pc), Albinia (Gr) e Mesagne (Br), oltre alla sede centrale di San Lazzaro di Savena (Bo). Oltre la metà delle risorse è stata destinata proprio al sito di Pomposa, dove sono stati concentrati alcuni degli interventi tecnologici più significativi. Tra questi figurano nuovi evaporatori di ultima generazione per la lavorazione del pomodoro, sistemi intralogistici automatizzati con navette autoguidate, l’ampliamento del magazzino automatico fino a 120mila posti pallet e nuove aree dedicate alla conservazione di legumi e semilavorati.

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

Il magazzino automatizzato dello stabilimento di Pomposa (Fe)

Parallelamente, il Gruppo ha rinnovato le linee produttive con tecnologie avanzate dedicate alla lavorazione della polpa fine, al cubettato e alla produzione di legumi monodose sottovuoto. Sono stati inoltre aggiornati gli impianti vetro e PET in linea con le normative europee, aumentando la capacità produttiva e migliorando qualità e flessibilità industriale.

Smart factory e automazione: come cambia lo stabilimento di Pomposa

La trasformazione dello stabilimento punta a costruire un modello industriale sempre più interconnesso e data-driven. L’obiettivo è ottimizzare la gestione delle attività produttive, ridurre i consumi e migliorare l’efficienza lungo tutta la filiera. «Avviare le celebrazioni dei 50 anni di Conserve Italia qui a Pomposa - afferma il presidente Maurizio Gardini - significa raccontare ciò che siamo stati e ciò che vogliamo continuare a essere. La nostra forza è una filiera cooperativa che parte dai campi e arriva sulle tavole dei consumatori, creando valore per i produttori e per i territori con la forza dei nostri marchi storici. Gli investimenti realizzati in questi anni in campo tecnologico, ma non solo, vanno proprio in questa direzione: vogliamo innovare per valorizzare la materia prima dei soci e garantire competitività al sistema agroalimentare italiano».

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

Il presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini

Al centro della nuova organizzazione industriale si trovano tecnologie avanzate per il controllo dei processi produttivi e della logistica interna. Le navette automatiche, gli evaporatori a ricompressione meccanica e i sistemi di gestione integrata consentono di aumentare la precisione operativa, migliorare la sicurezza e ridurre la movimentazione interna ed esterna delle merci. 

«Abbiamo costruito un ecosistema in cui fabbrica e logistica dialogano in tempo reale. L’introduzione di sistemi intralogistici automatizzati  - spiega il direttore operativo Gabriele Brignani - insieme a tecnologie di processo avanzate come gli evaporatori a ricompressione meccanica, ci consente di migliorare efficienza, sicurezza, sostenibilità e controllo delle operazioni, riducendo al contempo consumi ed emissioni oltre a migliorare la qualità dei nostri prodotti. È un passaggio fondamentale verso un modello industriale sempre più data-driven».

Sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni di CO2

Uno dei pilastri del Piano riguarda la sostenibilità ambientale. Gli interventi realizzati hanno già permesso di ridurre le emissioni annue di CO2 di circa 12mila tonnellate rispetto agli anni precedenti, grazie a una maggiore efficienza energetica e all’incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili. Il percorso intrapreso dal Gruppo era già iniziato negli anni precedenti: tra il 2019 e il 2024 l’impatto ambientale è stato ridotto di oltre 54mila tonnellate di CO2. Gli obiettivi fissati entro la fine del 2027 prevedono un ulteriore taglio di 39mila tonnellate e l’aumento della quota di energia elettrica da fonti rinnovabili fino al 42% del fabbisogno complessivo.

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

Da sinistra, Pier Paolo Rossetti, Maurizio Gardini e Gabriele Brignani

«Questo Piano - sottolinea il direttore generale Pier Paolo Rosetti - è il risultato di una visione condivisa che mette insieme la componente agricola all’innovazione industriale. Non si tratta di semplici investimenti tecnologici ma di un modello di sviluppo che punta a rendere la filiera più efficiente e sostenibile. La ‘Pomposa smart factory’ è oggi un esempio concreto di come immaginiamo gli stabilimenti agroindustriali del futuro: interconnessi tra loro, automatizzati e sempre più integrati con il territorio su cui sorgono».

La storia di Conserve Italia tra cooperazione e grandi marchi

L’evento di Pomposa ha rappresentato anche un’occasione per ripercorrere la storia del Gruppo. La nascita ufficiale di Conserve Italia, avvenuta nel 1976, è stata il risultato di un percorso iniziato già negli anni Sessanta, quando le cooperative ortofrutticole emiliano-romagnole decisero di integrare produzione agricola, trasformazione industriale e commercializzazione. Quella scelta ha contribuito a costruire uno dei principali gruppi conservieri europei, mantenendo al centro il modello cooperativo e il rapporto diretto con i produttori agricoli.

A Pomposa il futuro del pomodoro passa da automazione e filiera cooperativa

I nuovi evaporatori a ricompressione meccanica dello stabilimento di Pomposa

Nel tempo, attraverso aggregazioni, acquisizioni e sviluppo internazionale, il Gruppo ha consolidato la presenza dei suoi marchi storici sul mercato. Tra questi figurano Cirio, che nel 2026 celebra 170 anni, Yoga, arrivato agli 80 anni, Jolly Colombani, che ha recentemente raggiunto il traguardo dei 100 anni, oltre a Valfrutta e Derby Blue, simboli storici del comparto agroalimentare italiano. 

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Le celebrazioni per i 50 anni proseguiranno nei prossimi mesi con nuove iniziative dedicate a soci, dipendenti, istituzioni e territorio. Tra gli appuntamenti previsti figura anche un Open Day a settembre, che permetterà alla comunità locale di visitare la Pomposa smart factory e conoscere da vicino il modello industriale sviluppato dal Gruppo.

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