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Le pizze di Berberè non si fermano Aperto a Torino l’undicesimo locale

Piera Genta
di Piera Genta
12 giugno 2019 | 09:44

Berberè ha appena aperto a Torino, in pieno centro, il suo undicesimo locale italiano a cui si devono aggiungere i due di Londra con il nome di radio Alice.

Un format iniziato nel 2010 a Castel Maggiore, hinterland di Bologna, dai fratelli Matteo e Salvatore Aloe. 50 coperti, un dehors estivo nella zona pedonale e, come tutti gli altri locali, anche per la nuova insegna torinese è stato studiato un progetto architettonico site specific realizzato da Comunicattive e studio Rizoma Architetture, due giovani realtà bolognesi.

L'interno del nuovo locale di Torino (Le pizze di Berberè non si fermano Aperto a Torino l’undicesimo locale)
L'interno del nuovo locale di Torino

Il wall-painting, a cura delle visual artists TO/LET, trae ispirazione dalla storia dello spazio, che negli anni '30 era una bottiglieria, sulla parete l'immagine di un bambino che nuota nel vino rosso. Non si tratta di franchising, i fratelli Aloe seguono personalmente tutte le fasi, dalla ricerca della location, alla composizione del menu ed alla formazione del personale, una gestione diretta per salvaguardare l'artigianalità e la qualità del prodotto. Il loro menu propone pizze artigianali senza ispirazioni regionali, frutto di anni di studio e sperimentazioni per renderle a prova di digestione, semplicemente molto buone e impreziosite con alcune eccellenze, di cui l’85% certificate biologiche e non mancano i presidi Slow Food.

Il menu di Berberè è stagionale (Le pizze di Berberè non si fermano Aperto a Torino l’undicesimo locale)

Il menu del locale è stagionale con sedici proposte di pizze che spaziano da quelle classiche a quelle più ricercate, con alcune scelte vegetariane. Per la primavera/estate si può gustare la “Zucchine e feta” con zucchine al forno, feta, olive nere, cipolle rosse marinate e fiordilatte, la “Peperoni del Piquillo” con peperoni del Piquillo (varietà autoctono della Spagna) in crema, cipolla bianca stufata, olive nere, capperi di Salina, prezzemolo, oppure la “Norma” con melanzane al forno, pomodoro, ricotta affumicata grattugiata, fiordilatte, basilico e tante altre. La pizza viene servita già tagliata in otto spicchi, questo permette a tutti di assaggiare più gusti, assaporare la pizza sempre calda, chiacchierando durante il pasto e godendosi la serata in compagnia.

Le pizze sono servite già tagliate in 8 spicchi (Le pizze di Berberè non si fermano Aperto a Torino l’undicesimo locale)
Le pizze sono servite già tagliate in 8 spicchi

I prezzi sono popolari: si parte da 5,90 € per la pizza “pomodoro, aglio e prezzemolo” ad un massimo di 13 € per quelle riccamente guarnite con i migliori salumi della macelleria Zivieri di Monzuno (Bo). Gli impasti sono il vero fiore all’occhiello di questa realtà. Sono tre i tipi: classico con solo lievito madre vivo e farina di tipo 1 e 24 ore di fermentazione; speciale realizzato con una biga di lievito madre con farine di diversi cereali e idrolisi realizzato lasciando fermentare il grano spezzato con acqua calda. Le farine per l’impasto sono semi-integrali biologiche, frutto di un percorso di ricerca e sperimentazione con Alce Nero durato anni e contengono all’interno fibre, vitamine idrosolubili e tutti gli oligoelementi presenti nel chicco. Per la cottura delle pizze si è scelto un forno elettrico dalle caratteristiche tecnologiche avanzate e pietra di due tonnellate, capace di garantire una cottura della pizza di altissimi livelli, mantenendo la temperatura costante a 320°C anche dopo numerose infornate.

Anche il nome Berberè, un mix di spezie etiopi, è stato scelto per rappresentare una mescolanza di competenze e di culture che hanno fatto nascere un nuovo prodotto.

Foto: Bruno Gallizzi

Per informazioni: www.berberepizza.it

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