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Chiusura sospesa

Personale no-mask e assembramenti. Il Cavallino Bianco ci ripensa

Un'ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Bolzano rischiava di chiudere la struttura di San Candido. Ma il titolare alla fine si è adeguato alle richieste delle autorità evitando la sospensione

05 agosto 2021 | 11:12

Il clima al Cavallino Bianco di San Candido era bollente giovedì 5 agosto. «Siamo in piena tormenta», telegrafava un addetto dell’albergo nel rispondere al telefono ad Italia a Tavola. Perché tanta concitazione? Perché in quella data la storica struttura alberghiera avrebbe dovuto chiudere per dieci giorni su decisione del presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Una decisione arrivata in seguito a controlli che hanno rilevato la reiterata inosservanza delle misure anti-Covid. Ma che, a seguito di ulteriori verifiche nonché di una sana dose di dialogo fra i proprietari della struttura e le autorità, è stata sovvertita: il Cavallino Bianco si metterà in regola e così potrà evitare la chiusura.

Il Cavallino Bianco di San Candido Personale no-mask e assembramenti. Il Cavallino Bianco deve chiudere 10 giorni

Il Cavallino Bianco di San Candido

 

La rivendicazione del titolare che avevano portato al rischio chiusura

All’interno del Cavallino Bianco il titolare Hannes Kühebacher aveva deciso che quest’estate i dipendenti avrebbero lavorato senza mascherine. «L'estate scorsa - ha spiegato - quattro miei dipendenti erano stati male perché costretti a lavorare con le mascherine. Così quest'anno ho deciso che avremmo tutti lavorato senza mascherina all'interno dell'hotel. Io non intendo chiudere, questo è un albergo storico che viene gestito dalla mia famiglia da 260 anni. Chi ha il diritto di togliermi la licenza?». Il diritto lo dà la legge, verrebbe da dire, visto che le norme anti-Covid sono ormai arci-rodate dall’anno scorso, soprattutto per quanto riguarda i luoghi al chiuso. E qui non c’entra il Green pass e l’obbligo di presentarlo nei ristoranti e in altre strutture chiuse. Qui c’è un decreto scritto per salvaguardare la salute di tutti.

 

 

L'appoggio della parlamentare "grillina"

Ma in un momento così delicato, ogni occasione è buona per cercare di fare un po’ di “baldoria”. E infatti mercoledì 4 erano arrivati davanti all’albergo decine di no vax e no green pass capeggiati dalla parlamentare veneta ex Movimento5 Stelle Sara Cunial. «Se c’è ancora un barlume di diritto nel nostro Stato - aveva dichiarato a Fanpage.it - nessuno oggi si può permettere di chiudere l’Hotel Cavallino Bianco. In questo luogo, infatti, si trova il mio domicilio parlamentare tutelato dalla Legge italiana, dalla Costituzione e da diverse sentenze della Corte».

Gioca e Parti

 

Da ricordare che la deputata proprio dal 3 agosto risiede con il proprio domicilio presso la struttura alberghiera dell'Alta Pusteria. «Questo luogo rappresenta un baluardo di libertà e democrazia e un esempio tangibile di dignità e responsabilità - spiegava Cunial - per questo l’ho scelto come dimora parlamentare e come punto di riferimento per il lavoro delle prossime settimane. L’ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma, Arno Kompatscher, per la "ripetuta inosservanza delle misure anti-Covid", con cui si impone la chiusura totale di dieci giorni all’albergatore Hannes Kühebacher è perciò illegittima due volte. La prima per le motivazioni per cui si sta punendo un lavoratore per il solo fatto di aver difeso i propri diritti e quelli dei propri dipendenti e aver rispettato la nostra Carta Costituzionale; la seconda qualora si verificasse, per aver arrecato danno all’attività di un parlamentare, compromettendo il mio diritto all’inviolabilità del domicilio correlato direttamente all’esercizio dell’attività stessa».

 

Il passo indietro di Kompatscher: verifiche e ammonizione, ma niente chiusura

Nel pomeriggio del 5 agosto, però, stesso giorno in cui avrebbe dovuto scattare la sospensione dell'attività al Cavallino Bianco, secondo quanto riporta il governatore Arno Kompatscher ha deciso di fare un passo indietro e non dare seguito alla chiusura dell'hotel. L'albergatore dovrà comunque pagare la multa e - soprattutto - rispettare d'ora in poi tutte le misure anti-contagio. I sopralluoghi del sindaco del piccolo comune bolzanino, Klaus Rainer assieme alle forze dell'ordine hanno dato esito positivo. E già dalla serata del 5 i dipendeti hanno cominciato a servire gli ospiti con la mascherina.


 

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