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Dallo street food in tv all'aiuto nel sociale
Il successo di Chef Rubio in un film

Dallo street food in tv all'aiuto nel sociale
Il successo di Chef Rubio in un film
Dallo street food in tv all'aiuto nel sociale Il successo di Chef Rubio in un film
Pubblicato il 17 novembre 2016 | 09:48

A breve il film “Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio”, su DMAX, racconterà la storia dell'eclettico chef, come rugbysta, maestro dello street food e cuoco professionista, fenomeno del web e attivo nel sociale

Chef Rubio è un autentico fenomeno mediatico consacrato al successo dal format “Unti e Bisunti”, serie Tv-cult dedicata allo street food, in onda per la prima volta nel 2013 su DMAX e prodotta da Pesci Combattenti. Giunta alla terza edizione nel 2015, la serie è oggi distribuita da Discovery Network in oltre 80 Paesi del mondo. Con un linguaggio unico e uno stile personale inconfondibile, Rubio in poco tempo si è affermato in tv come l'antichef rude e tatuato che conquista tutti per competenza e originalità. La storia del suo successo ha ispirato il film “Unto e Bisunto, la vera storia di Chef Rubio”, atteso a dicembre 2016 su DMAX.

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Chef Rubio

Poco più che trentenne, nato a Frascati (Rm), con un passato da rugbista professionista e un diploma da cuoco nel 2010 presso l’Alma - La scuola internazionale di cucina italiana a Colorno (Pr), Rubio è oggi un cuoco non-convenzionale, indipendente, non ha un suo ristorante ma è sempre in viaggio alla scoperta di saperi e sapori. È una personalità eclettica, che si muove con disinvoltura tra mercati rionali e venditori di street food ma è a suo agio anche nelle cucine stellate. Curioso, estroverso, con il suo approccio unico si é fatto notare nel panorama della comunicazione gastronomica grazie a programmi e a iniziative che celebrano la tradizione e gli incontri come momenti di scoperta e conoscenza del territorio e dei valori dei suoi abitanti.

Da sempre impegnato su più fronti nel promuovere la “buona cucina” come paradigma di convivialità, benessere, integrazione, nutrimento culturale e recupero sociale specie per le realtà più in difficoltà (carceri, disabilità, cibocura, disturbi alimentari, sprechi alimentari), Rubio dal 2014 studia la Lingua dei segni italiana (Lis) presso l'Istituto statale Sordi di Roma e nel 2015 con la “Cacio e Pepe” ha prodotto la prima video-ricetta in Lis che ha dato inizio alla webserie “Segni di Gusto”, proseguita a giugno 2016 con quattro nuovi video disponibili sul sito www.chefrubio.it.

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A marzo 2016 ha finanziato due borse di studio per il lancio della prima Accademia di street food in Italia, a Parma. Proprio per il suo assiduo impegno sociale, il 13 maggio 2016 il Comitato paralimpico italiano lo ha nominato chef ufficiale di Casa Italia alle Paralimpiadi di Rio, svoltesi dal 6 al 17 settembre 2016.

Curioso e mai sazio di stimoli e innovazione, Rubio porta avanti il suo messaggio di “Buona cucina” sperimentando sempre nuove forme di comunicazione dai cooking show, agli spettacoli teatrali, ai fumetti, ai reportage fotografici, alle webserie, alle provocazioni virali via web.

Nel giugno 2016 infatti, il cuoco tatuato è protagonista del video online prodotto dal duo comico Actual dal titolo “Lo chiamavano Chef Rubio”: una mini parodia in 4 minuti del pluripremiato film italiano del regista Mainetti, con cui si prende gioco dell'ossessione social food offrendo una critica costruttiva finalizzata a disincentivare lo spreco del cibo e il suo svilimento social.

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In tv sempre con DMAX, Chef Rubio ha condotto “I re della griglia” nel 2014; in occasione del Torneo sei nazioni è stato protagonista del programma “Il cacciatore di tifosi” (2014) e ha partecipato come commentatore e inviato a bordo campo per la trasmissione “Rugby Social Club” (2014, 2015, 2016). Il 29 giugno 2016 Chef Rubio, assieme a Costantino della Gherardesca, ha partecipato a una puntata speciale dell’adventure-game “Il Ricco e il Povero”, in onda in simulcast su DMAX e sul Canale Nove.

Celebrato da Variety come “International Star you Should Know”, definito da MinimaMoralia “il punto d’arrivo del food in televisione/il ribelle che sabota dall’interno il sistema”, Rubio sostiene: «La cucina è uno strumento per parlare di cultura, di popoli. L’arte culinaria è solo un tramite, mentre il punto di partenza e quello di arrivo sono sempre le persone, il loro vissuto, la loro storia, il territorio».

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Libri
Nel 2014 Chef Rubio pubblica due libri: “La Nuova Dieta Mediterranea” (Feltrinelli/Gribaudo) e “Unti e Bisunti” (Sperling), il primo libro seguito da una 2ª edizione nel 2015. Star Comics, nel 2014, gli dedica il fumetto “Chef Rubio, FoodFighter” dove diventa un super-eroe all’amatriciana che combatte le multinazionali del fast food. Il 20 ottobre 2016, Rizzoli lancia nelle librerie “Chef Rubio, le ricette di Unti e Bisunti”, la raccolta di 130 pietanze tratte dalle tre edizioni della popolare trasmissione, raccontante direttamente dal protagonista del programma.

Premi
Con oltre mezzo milione di followers su Facebook, più di 75mila su Twitter e 100mila su Instagram, Chef Rubio è senza dubbio un personaggio molto amato dal web. Il 14 settembre 2014 Chef Rubio viene premiato “Migliore Chef” ai Macchianera Italian Awards 2014 #MIA14, prestigioso riconoscimento della rete. L’11 ottobre 2014, ai Tweet Award di Bologna la manifestazione che premia i personaggi italiani più amati dalla community nazionale di Twitter, è il vincitore della categoria “Taward Food”.

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Alberto Lupini (direttore di Italia a Tavola), Chef Rubio e Arturo Stocchetti (presidente Consorzio del Soave)

Il 24 gennaio 2016 vince il titolo di Miglior personaggio dell’Anno 2015 secondo il rinomato sondaggio della rivista Italia a Tavola, assegnato a chi rappresenta meglio il settore della ristorazione e dell'enogastronomia italiana ogni anno. Nel 2014 aveva conquistato già il podio piazzandosi al terzo posto. Il 29 luglio 2016 Chef Rubio ritira il Premio internazionale Gusto DiVino.

Motivazione: «Ci sono uomini e donne che sanno immaginare mondi nuovi, che sanno vivificare la realtà con creazioni geniali, imponenti costruzioni architettoniche. Esistono, davvero, donne e uomini che con i loro pensieri allargano gli orizzonti di tutta l’umanità, che sanno gettare lo sguardo dove altri non osano, dove altri non vedono per nulla (…)».

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Rugby
Rubio inizia a giocare a rugby quando aveva soli 10 anni. Si avvicina a questo sport per correggere una lieve scoliosi e rinforzare la sua struttura gracile. Nel 2001 ha 18 anni e viene ingaggiato dall’Overmach Parma. L’anno successivo, con il ruolo di flanker, inizia ufficialmente la carriera da professionista nell’Overmach Parma. Nel 2004 gioca con la maglia della Roma fino al 2005, quando decide di trasferirsi in Nuova Zelanda dove gioca per un’intera stagione con il Poneke. Nel 2006 rientra in Italia e fa parte del Piacenza Rugby. L’anno successivo passa al Rovigo in Super10. Dal 2008/09 al 2011 passa al semi-professionismo con la maglia del Lazio Rugby. Parallelamente dal 2003 gioca a beachrugby con la gloriosa squadra dei Pessimi, con cui vince 5 scudetti e una coppa Europa al Master di Beach Rugby di Lignano.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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