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Michelin, Milano un po' più “buia”
Un passo indietro per Sadler e Cracco

Michelin, Milano un po' più “buia” 
Un passo indietro per Sadler e Cracco
Michelin, Milano un po' più “buia” Un passo indietro per Sadler e Cracco
Pubblicato il 16 novembre 2017 | 15:36

C'è entusiasmo nell'aria per il nuovo tristellato Michelin, ma non tutti oggi stanno festeggiando: la Guida Rossa infatti ha lasciato il segno, togliendo una delle due stelle a Claudio Sadler e Carlo Cracco.

Due dei cuochi simbolo della metropoli milanese, uno il presidente de Le Soste che per 15 anni ha potuto sfoggiare la doppia stella al suo ingresso, l'altro uno dei volti ormai più noti della tv, oggi hanno subito un duro colpo.

Claudio Sadler e Carlo Cracco (Michelin, Milano un po' più buia Un passo indietro per Sadler e Cracco)
Claudio Sadler e Carlo Cracco

Ha commentato la decisione a caldo Claudio Sadler: «Sono dispiaciuto ed amareggiato. Ma mi farò spiegare il perché e continueremo a lavorare con entusiasmo ed impegno». Perché non si tratta solo di una stella che scompare, ma piuttosto della perdita di un primato: quello di essere il bistellato più longevo a Milano, da ben 15 anni: «Una stella in meno e un problema in più. È un grande dispiacere che lascia l'amaro in bocca. Eravamo il ristorante con due stelle più longevo di Milano. Chiamerò il direttore della Guida per capire le motivazioni che hanno portato a questa scelta e valuterò. Ma lavoreremo con il solito impegno e il nostro entusiasmo e con l'impulso che dal 1991 ci contraddistingue. Speriamo di riconquistarla al più presto».

Non solo Sadler comunque dovrebbe avere spiegazioni dalla Rossa. L'influenza delle stelle Michelin nel settore enogastronomico è indubbiamente ancora molto alta, e Carlo Cracco, in un momento così, proprio non si può permettere una caduta dall'olimpo sul quale i programmi televisivi l'hanno posto. A breve infatti è prevista l'apertura del suo super-ristorante in Galleria a Milano. Dopo numerosi rinvii, gli spazi dell'ex Mercedes Flag Store sono quasi tutti adibiti. Le ultime notizie lasciano sperare per la fine di dicembre, se non addirittura inizio 2018.

Il punto è: come gestire un colosso del genere dopo che la seconda stella si è spenta? Si parla di un affitto di 1 milione di euro l'anno, senza contare la gestione di cinque piani, uno diverso dall'altro. Quello che doveva essere un quartier generale per il cuoco televisivo potrebbe divenire, con l'impatto che la Michelin avrà sull'opinione pubblica, un serio problema da affrontare.

Osservando più dall'alto la situazione del cuoco: nuova apertura del Ristorante Cracco ormai imminente; neo-apertura di Garage Italia, sempre a Milano, con Lapo Elkann; l'uscita a giorni de "Il buono che fa bene", l'ultimo libro di Cracco con 60 ricette per 12 superfood, edito Vallardi; la presenza ormai incessante sul piccolo schermo tra pubblicità e programmi tv. Ma la Michelin arriva, non si deconcentra e picchia duro. La reazione sui social è quella che viene spontaneo pensare: tra Twitter e Faceboook il parere è quasi unanime, troppo in televisione e poco in cucina.

Di altro parere è il Corriere della Sera: secondo il quotidiano infatti la perdita di una delle due stelle è da giudicarsi con il cambio di gestione, perché da sempre per la Michelin «Non si ereditano le stelle dalle passate attività»... Ma Cracco ad oggi non ha ancora inaugurato la nuova sede, né chiuso i battenti di quella "vecchia"; e se davvero la Rossa avesse seguito questo criterio, perché non "sospenderle" entrambe?

Cracco poi prende posizione e lo fa in un'intervista al Gambero Rosso. Prima si discosta da quei titoli che lo ritraggono protagonista sui giornali a scapito addirittura del nono tristellato italiano: «Questo è a causa di quei giornalisti che hanno bisogno di grandi titoli per colpire l'immaginario della gente... il mio lavoro è un'altra cosa». Continua poi spiegando, secondo lui, le motivazioni di questa "perdita", non tanto il suo ruolo di cuoco televisivo, quanto il fatto che «Non eravamo probabilmente pronti per il cambio, e questo sicuramente avrà influito. Credo che alla fine sia la cosa più giusta, è meglio partire scarichi, puliti... Si inizia una nuova storia, il progetto in Galleria, per cui forse è anche meglio, così almeno non ci sono posizioni acquisite o dovute».

Comunque Milano non ha motivo di sentirsi “buia”: se due grandi fari da quest'anno illuminano un po' meno il capoluogo lombardo, uno nuovo arriva, fresco fresco del doppio riconoscimento Michelin, il Vun di Andrea Aprea. A fargli compagnia le nuove stelle Contraste, Essenza e il Ristorante Trussardi alla Scala.

© Riproduzione riservata

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