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Gioioso, giocoso, estremo Enrico Mazzaroni si racconta

di Carla Latini
07 ottobre 2018 | 12:37

Gioioso, giocoso, estremo Enrico Mazzaroni si racconta

di Carla Latini
07 ottobre 2018 | 12:37

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Enrico Mazzaroni del ristorante Il Tiglio in Vita a Porto Recanati (Mc), che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigo.

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Enrico Mazzaroni del ristorante Il Tiglio in Vita a Porto Recanati (Mc), che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigo.

Il terremoto del 2016 nelle Marche del Sud che ha distrutto il ristorante Il Tiglio a Monte Monaco ha spento, solo per pochi mesi, il sorriso gioioso di Enrico Mazzaroni. Giovane cuoco, montanaro vero, con il cuore incastrato nella roccia delle sue montagne. Un incontro, un imprenditore intelligente, Luigi Guazzotti, e il Tiglio torna in vita a Porto Recanati (Mc).

Enrico Mazzaroni (Gioioso, giocoso, estremo Enrico Mazzaroni si racconta)
Enrico Mazzaroni

Sono giorni tormentati per il nostro Mazzaroni. Dalla montagna al mare, il posto è bellissimo, la sua testa culinaria deve rifare un lungo percorso. Non può, non deve, secondo lui, rimanere ancorato al passato, alle sue vecchie ricette. Né, tantomeno, vuole dimenticare le sue radici. Se vi fermate, oggi, a Il Tiglio in Vita da Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri lo troverete nato, realmente, a nuova vita. La sua cucina è ludica, divertente, non banale.

Invita a riflettere su prodotti mai assaggiati tipo l’occhio e la lingua di agnello. Escogita soluzioni belle e intelligenti per farvi avvicinare, senza traumi, a ingredienti che non avreste mai voluto mangiare. Qui tutto è tanto buono. Perché è colorato nei piatti di portata, che sono molto personali, direi eccentrici nella loro eleganza. Da Mazzaroni ci si aspetta sempre un tono sopra le righe. E puntuale arriva.

Le proposte, antipasto da mangiare con le mani aiutati da una sabbia di molliche di pane e da secchiello, paletta e rastrello, invitano a liberarsi in un ludico momento di degustazione. Che rimarrà impresso e farà venire la voglia di tornare a provare qualcosa di estremo. Attenzione però. Con il suo sorriso contagioso tutto vi riuscirà facile. Molti dei prodotti che usa arrivano sempre dall’entroterra e dagli allevamenti dei suoi genitori. Che sono ancora lì. Sotto la montagna.

Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un sacerdote

Il primo sapore che ti ricordi.
Un grumo della casciotta fresca di zia Gina prima che la pressasse

Qual è il senso più importante?
L'olfatto

Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Il dolce con il cervello di agnello

Come hai speso il primo stipendio?
In libri

Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Lasagne, supplì, patate fritte

Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
È sempre vuoto

Qual è il tuo cibo consolatorio?
I cannelloni

Che rapporto hai con le tecnologie?
Ottimo, senza di loro la cucina tornerebbe indietro di anni inutilmente

All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
L'insalata uovo uovo di Crippa

Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Bocuse, Marchesi, Robuchon e tantissime signorine

Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Sono passato dalla Crocifissione di San Pietro di Caravaggio al Giudizio Universale di Jan Van Eyck

Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
"Verranno a te sull'aure i miei sospiri ardenti" Lucia di Lammermoor- Donizetti

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