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di Gabriele Ancona
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Finale Bocuse d'Or 2019
L'Italia nelle mani di Martino Ruggieri

Pubblicato il 16 gennaio 2019 | 15:59


È tutto pronto per la finale mondiale del Bocuse d’Or che andrà in scena a Lione il 29 e il 30 gennaio. La brigata italiana è capitanata da Martino Ruggieri, coadiuvato dall’Accademia del Bocuse d’Or Italia.

Fondata ad Alba (Cn) nel 2017, presieduta dal cuoco tre stelle Michelin Enrico Crippa e diretta da Luciano Tona, rappresenta il quartier generale del premio nel nostro Paese. E non è un caso che sia il Piemonte a guidare la squadra italiana. Grazie a un importante lavoro di posizionamento, ha saputo valorizzare il ricco patrimonio di eccellenze enogastronomiche che custodisce con contaminazioni tra il mondo culturale e culinario. È la regione n°1 della classifica “Best in travel” 2019 secondo Lonely Planet e una destinazione turistica sempre più riconosciuta a livello internazionale, con una forte vocazione all'enogastronomia d’eccellenza e al made in Italy.

Luisa Bocchetto, Luciano Tona, Antonella Parigi e Martino Ruggieri (Finale Bocuse d'Or 2019 L'Italia nelle mani di Martino Ruggieri)
Luisa Bocchetto, Luciano Tona, Antonella Parigi e Martino Ruggieri

Presso Identità Golose Milano, a due settimane dall’evento, si è parlato della finale imminente con Martino Ruggieri, Luciano Tona, Antonella Parigi, assessore alla Cultura e Turismo Regione Piemonte, e Luisa Bocchetto, presidente World design organization. Assente giustificato Enrico Crippa, nella cucina del suo Piazza Duomo per la riapertura dopo la pausa natalizia, che ha però rilasciato una dichiarazione.

«Il gruppo di lavoro - ha detto - è diventato un gruppo di amici. L'umanità che si è creata all'interno del team ha favorito un progetto importante con un valore architettonico e di espressione molto forte. Sono soddisfatto del lavoro fatto fino a oggi e credo in un progetto futuro dell’Accademia che permetterà la valorizzazione dell'alta cucina italiana nel mondo».

A contribuire alla preparazione del Team Italia, oltre a Crippa e Luciano Tona, un comitato di 30 cuochi provenienti da tutta Italia e un gruppo che si sta occupando, oltre che delle preparazioni che Martino Ruggieri e la sua squadra porteranno alla finale mondiale, anche del design del vassoio, all’insegna dell’italianità contemporanea e a cura di Luisa Bocchietto. «Quello che vogliamo trasmettere con il prodotto che porteremo in concorso - ha sottolineato - è l’identità italiana, resa immediatamente riconoscibile anche grazie al vassoio, che sarà in grado di valorizzare l’interpretazione del tema e la maestria dello chef». Da segnalare, inoltre, che la squadra, nelle occasioni speciali, vestirà gli abiti realizzati su misura dal Lanificio Cerruti, in collaborazione con Filrus.

Il legame che si è creato tra il Piemonte e il Bocuse d’Or - la più importante competizione mondiale di cucina - sottolinea la volontà della regione di essere riconosciuta come capitale italiana dell’alta cucina. Torino, infatti, è stata scelta e ha ospitato a giugno del 2018 la selezione europea del concorso, fase preliminare della finale mondiale.

 «Pensiamo che il Piemonte abbia sviluppato una sorta di leadership culturale - ha spiegato Antonella Parigi - non a caso mi occupo di enogastronomia come assessora alla Cultura, un patrimonio che finanziamo. In questo contesto rientra anche la candidatura Unesco del tartufo. Un circolo virtuoso tra cultura, ricerca, produzione e turismo».

«La Regione e molte realtà piemontesi hanno creduto nell’Accademia - ha puntualizzato Tona - per fare ricerca, per andare oltre». E compiere quel salto qualitativo ormai dovuto. A Lione Martino Ruggieri e la sua squadra dovranno elaborare due temi: “Carrè di vitello da latte con 5 cotolette di prima qualità” (presentazione su vassoio) e “Chartreuse di vegetali con crostacei (al piatto).

«Un concorso di cucina vero, se si pensa che è vietato anche il sottovuoto - ha commentato Ruggieri - per noi un lavoro duro di due anni, in cui la finale è l’ultimo atto. Grandissima tecnica applicata alla classicità: questo è il Bocuse d’Or. Portiamo a Lione la nostra idea di cucina italiana, con tutta la sua creatività e concretezza. Il Bocuse d’Or per i francesi e per i nordeuropei è considerato il concorso per eccellenza. L’Italia è arrivata in ritardo ad appassionarsi al Bocuse d’Or, ma il movimento che si è creato intorno a questa finale mi sembra un segnale interessante. Noi siamo un popolo di creativi e questa competizione ci impone di associare a questa indole una buona dose di capacità esecutiva».

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