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Petizione inglese

Niente stella Michelin a chi abusa del personale dietro ai fornelli

La proposta, sotto forma di petizione su Change.org, arriva dal National Chefs Union (il sindacato dei cuochi britannico): togliere il riconoscimento a quei ristoratori che si sono macchiati di abusi sul posto di lavoro

06 luglio 2021 | 12:01

Niente stella Michelin a chi abusa del personale dietro ai fornelli

La proposta, sotto forma di petizione su Change.org, arriva dal National Chefs Union (il sindacato dei cuochi britannico): togliere il riconoscimento a quei ristoratori che si sono macchiati di abusi sul posto di lavoro

06 luglio 2021 | 12:01

Da Londra arriva la petizione degli chef del sindacato The National Chefs Union: niente stella Michelin se non si dice basta agli abusi sul posto di lavoro dietro ai fornelli. A far scattare la raccolta firme su Change.org sono stati gli ultimi episodi di cronaca verificatisi nel Regno Unito e che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento il trattamento riservato ai dipendenti della ristorazione che, troppo spesso, devono fare i conti con atteggiamenti degradanti e irrispettosi, se non lesivi, della propria professionalità e della propria persona.

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La petizione: via la stella Michelin a chi commette abusi fisici, verbali e psicologici

«È ora che brand globali come Michelin richiamino quegli chef che all’esterno hanno un’immagine sana e che invece sono molestatori sistemici e guidano le loro brigate in modo tribale, con le tecniche di una gang di delinquenti. Le aziende che li sponsorizzano dovrebbero rescindere i contratti e le guide dovrebbero chiamare gli abusi con il loro nome. I lavoratori dell’ospitalità meritano un trattamento migliore», si legge nel testo della petizione. Testo che, al momento, ha raccolto "solo" poco più di 100 firme ma che punta a far togliere i riconoscimenti ottenuti a quei ristoranti in cui emergono casi di molestie fisiche, verbali e psicologiche ai dipendenti. «Alcuni dei ristoranti in cui avvengono queste situazioni sono famosi in tutto il mondo e i loro titolari sono milionari, ma restano comodamente seduti sapendo che lo status di “stellati” protegge il loro nome e la loro immagine. Invece sono pienamente e legalmente responsabili degli abusi che avvengono nei loro locali fin dalle premesse, a prescindere dal numero di stelle che hanno», continua il testo della petizione.

Le accuse ai senior chef di Tom Kitchin

Il riferimento più recente è a quanto accaduto nei ristoranti di Tom Kitchin, celebrità della cucina d’Oltremanica e titolare di due ristoranti a Edimburgo, uno dei quali (il The Kitchin) è stato insignito della stella Michelin. Peccato che, nel frattempo, due chef senior siano stati sospesi in attesa di indagini interne dopo che alcuni ex-dipendenti li hanno accusati (via social) di aver creato un clima di lavoro «tossico e violento» a causa di urla, piatti rotti, scottature non accidentali, ecc. fra il 2017 e il 2019.

In Italia, Fipe rilancia l'iniziativa #sicurezzaVera

Bar, ristoranti e locali italiani, intanto, si preparano a diventare, sopratutto nel corso dell'estate, presìdi di sicurezza a difesa delle donne e promotori della cultura di genere. È infatti pronto a entrare nel vivo il progetto #sicurezzaVera, partito ufficialmente il 28 aprile scorso con la firma di un protocollo tra la Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, il Gruppo Donne Imprenditrici della Federazione e la Polizia di Stato. Durante il mese di luglio il progetto sarà presentato in cinque città italiane (Gorizia, Latina, Pisa, Rimini e Matera). L’obiettivo è quello di incrementare i livelli di sicurezza delle persone e degli stessi esercizi, nel quadro di aggiornate strategie di prevenzione di eventi illegali o pericolosi, connessi a forme di violenza di genere. «Troppo spesso i pubblici esercizi vengono dipinti come luoghi pericolosi - ha sottolineato la presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe-Confcommercio, Valentina Picca Bianchi - Luoghi nei quali si pensa che sia lecito fare avances spinte alle ragazze che servono ai tavoli, o nei quali un sorriso in più fatto da una donna che lavora dietro a un bancone viene subito male interpretato. Luoghi in cui si lavora fino a notte fonda e, spesso le donne, titolari o dipendenti che siano, chiudono le saracinesche rimanendo sole nelle città ormai quasi deserte. Noi vogliamo ribaltare questo stereotipo e rafforzare i nostri locali in presìdi di legalità e di sicurezza, nonché creare una rete per promuovere e diffondere la cultura di genere. Per le dipendenti, le clienti e le titolari di aziende».




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18/07/2021 23:02:51
1) SONO PIENAMENTE D'ACCORDO
Buongiorno,in quanto titolare di un ristorante non stellato ma comunque di un certo livello mi permetto di dire che chi è complice di questo tipo di comportamento non dovrebbe nemmeno essere considerato,ho avuto un paio di chef alle mie dipendenze con questo atteggiamento ed ho fatto in modo di farli rimanere a casa. Buon proseguimento a tutti
Adriana Incaviglia

 
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