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Stella Michelin a Stefano Secchi Il segreto: la pasta italiana

Allievo di Massimo Bottura, che gli ha comunicato la notizia in videochiamata, lo chef italo-americano è co-proprietario del ristorante Rezdôra di cucina emiliana del Flatiron District di New York

08 maggio 2021 | 18:55

Stella Michelin a Stefano Secchi Il segreto: la pasta italiana

Allievo di Massimo Bottura, che gli ha comunicato la notizia in videochiamata, lo chef italo-americano è co-proprietario del ristorante Rezdôra di cucina emiliana del Flatiron District di New York

08 maggio 2021 | 18:55

Una nuova stella che richiama l’Italia brilla nel firmamento di New York: Stefano Secchi, lo chef italo-americano, co-proprietario del ristorante di cucina emiliana del Flatiron District, e allievo di Massimo Bottura, si è aggiudicato il consenso della Michelin. E la notizia gli è arrivata direttamente da Bottura in videochiamata.

Stefano Secchi

Stefano Secchi

In Italia per conoscere i segreti della pasta

Di padre sardo, Secchi è cresciuto a Dallas, in Texas, passando le ore del doposcuola nella cucina del ristorante di famiglia, dove nasce la sua passione per il cibo italiano e, in particolare, per la pasta. Proprio l’amore per la pasta lo ha spinto in Italia dove ha perfezionato l’arte con Laura Morandi all’Hosteria Giusti, poi in Piemonte al ristorante All’Enoteca con lo chef Davide Palluda e, infine, a fianco di Massimo Bottura.

Pasta fresca tutti i giorni

Da Rezdôra (il cui nome è un termine del dialetto emiliano riguardante le donne che trasmettono la cultura culinaria modenese e preparano una sfoglia perfetta) aperto da Secchi nel 2019 con il socio David Switzer, la pasta fresca è preparata tutti i giorni.

Ricette classiche in chiave moderna

In menu troviamo ricette classiche, come gli strozzapreti, i tagliolini al ragù, gli anolini di Parma e lo gnocco fritto, interpretate in chiave moderna. Ma affascinano anche piatti come “grandma walking through the forest in Emilia” (nonna che cammina nel bosco in Emilia): capelletti verdi con porri arrostiti e puré di funghi.

«Ci siamo distinti da altri ristoranti italiani perché abbiamo un grande rispetto per la tradizione, ma un approccio contemporaneo alla cucina - spiega Secchi a La Repubblica - Per ogni piatto usiamo pochi ingredienti ma li serviamo preparati con tecniche svariate».

Una formula che piace, non solo alla Michelin, ma anche ai newyorkesi: a pochi mesi dell’apertura di Rezdôra è quasi impossibile prenotare un tavolo, in parte grazie anche alle tre stelle ricevute dal critico del New York Times.

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