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Inps con i piedi di argilla
Tra impreparazione e malafede

[Inps] con i piedi di argilla   
Tra impreparazione e malafede
[Inps] con i piedi di argilla Tra impreparazione e malafede
Pubblicato il 03 aprile 2020 | 17:05

Da antologia lo scaricabarile del direttore generale dell’istituto, che ha attribuito il black out al taglio di 250 milioni deciso con l’ultima manovra relativo alle spese di funzionamento. È scontro politico .

L’Inps va in crisi per 600 euro e accusa gli hacker. Che rimandano al mittente ogni addebito con uno sfottò. Da un tweet di Anonymus: “…siete talmente incapaci, che avete fatto tutto da soli, togliendoci il divertimento… “. Stando ai fatti, cosa è successo? Per cinque ore, il 1 aprile (pesce storico) il sito non è stato raggiungibile da chi voleva inviare la domanda di accesso al contributo statale: migliaia e migliaia di lavoratori autonomi. L’Inps, in verità, ha provato ad alleggerire la pressione affidandosi a spalle più grosse esterne, ma è stata una mossa fatta di rincorsa, in diretta, senza test preliminari. Di fatto il sistema si è intasato dopo aver accolto circa 340 mila domande. Poi un muro o, peggio, una breccia. Chi ha riprovato si è imbattuto nelle schede di altri lavoratori, con tutti i dati sensibili del caso. Tracce lasciate per errori di gestione o assenza di gestione a monte.

Inps con i piedi di argilla   Tra impreparazione e malafede
Per l'Inps il contributo agli autonomi è stata un'operazione catastrofica

Il direttore generale dell’istituto, Gabriella Di Michele, ha adottato la politica dello struzzo: «Paghiamo anche il taglio di 250 milioni deciso con l’ultima manovra relativo alle spese di funzionamento – ha dichiarato al Corriere della Sera -. Questo significa che non possiamo fare tutti i necessari investimenti sulla infrastruttura informatica. Proprio oggi abbiamo deliberato l’assunzione di 165 ingegneri informatici, ma prima dovremo fare i concorsi». Campa cavallo.

Questa follia istituzionale è stata rimarcata, proprio il 1 aprile, dal direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini che, in una cronaca dettaglia, nell’articolo “Inps: un pesce d’aprile puzzolente”, ha puntato il dito contro “una classe politica di corrotti e di incompetenti che aveva messo sulla poltrona dell’Inps (che vale più di qualche ministero di classe A) un signor nessuno come l’attuale presidente dell’Inps che oggi, ad avvio dell’operazione contributo agli autonomi di 600 euro, si è trovato con un sito bloccato e che non funziona perché, a suo dire, sarebbe stato hackerato… E per giunta le operazioni di pirateria (a che pro?) sarebbero state in corso da giorni. Ma ovviamente il presidente Pasquale Tridico (sponsorizzato da Luigi Di Maio e da Beppe Grillo) se ne era ben guardato dal darne notizia in precedenza, anche se oggi dice di avere fatto da tempo denunce. A chi? Quando? Ci dia le informazioni e ci impegniamo a ritrattare tutto....”.

La logica dello scaricabarile. E ormai è scontro politico, mentre il 9 aprile saranno attivati i link per la cassa integrazione. Apriti cielo!

© Riproduzione riservata


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Alberto Lupini


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