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Pentole Agnelli
Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e ospitalità
martedì 25 settembre 2018 | aggiornato alle 03:52 | 55742 articoli in archivio

Reintroduzione dei voucher lavoro
Centinaio per il sì, Di Maio temporeggia

Primo Piano del 11 luglio 2018 | 15:08

L’ipotesi del ritorno dei voucher lavoro infiamma il Governo. La discussione è aperta e Lega e Movimento 5 Stelle sono su fronti opposti. Il contenzioso è la reintroduzione per alcuni settori specifici tra cui il turismo e le associazioni di categoria dell'agricoltura. Una proposta caldeggiata dai datori di lavoro.

Il ministro per le Politiche agricole Gian Marco Centinaio in un’intervista a Sky 24 ripresa dall’Ansa ha dichiarato: «I voucher danno la possibilità di far tornare un po' di legalità all'interno del mondo dell'agricoltura. L'idea di introdurli è venuta al sottoscritto dopo un confronto con alcuni colleghi della Lega e del M5S».

Gian Marco Centinaio e Luigi Di Maio (Reintroduzione voucher lavoro Centinaio per il sì, Di Maio temporeggia)
Gian Marco Centinaio e Luigi Di Maio

Movimento 5 Stelle che però, a sentire il vicepremier Luigi Di Maio, è ancora in una fase di valutazione: «Se si vogliono reintrodurre i voucher per sfruttare la gente il M5S voterà contro. Per specifiche mansioni e non per sfruttare i lavoratori allora ne possiamo parlare». Questa la nota pubblicata da Ttg Italia.

«I voucher come erano strutturati - ha commentato il ministro Centinaio - non piacciono a nessuna parte. L'idea è di farli in modo diverso, ossia evitando che ci siano distorsioni e abusi nel loro uso. Al momento dell'emissione devono indicare il nome della persona che ne beneficerà e la data; prima questo non succedeva e i voucher venivano utilizzati random da persone birbanti, per non dire ladri. La nostra è una proposta di miglioramento dell'utilizzo, più moderno, tanto che anche i colleghi del turismo li vorrebbero. Si tratta di uno strumento di rintracciabilità del lavoro che piace a tutti, dalle associazioni di categoria dell'agricoltura, ai datori di lavoro, ai lavoratori, al presidente dell'Inps Boeri. Solamente la Cgil ha detto che Centinaio è un cattivone. Secondo una stima della Coldiretti con l'introduzione dei nuovi voucher in agricoltura si legalizzerebbero 50mila posti di lavoro stagionali».

Coldiretti
«Con il ritorno dei voucher circa 50mila posti di lavoro occasionali per giovani studenti e pensionati possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia». È quanto afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel commentare positivamente le parole del vice premier e ministro Luigi Di Maio sulla reintroduzione dei voucher per l'agricoltura e il turismo presentando le linee guida dei suoi dicasteri al Senato.

«La riforma ha ingiustamente azzerato di fatto questa opportunità in agricoltura che - sottolinea Moncalvo - consente di integrare il reddito solo delle categorie più deboli e avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi anziani pensionati, senza gli abusi che si sono verificati negli altri settori. La nuova normativa è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro per effetto, in primis, di un eccesso di inutile burocrazia».

Confesercenti
«Registriamo positivamente - ha commentato Confesercenti - l’apertura del vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio sulla reintroduzione dei voucher nell’agricoltura e nel turismo, anche se riteniamo che l’esigenza di uno strumento semplice per gestire il lavoro occasionale sia trasversale a tutti i settori. Ora comunque la priorità è accelerare: se i buoni lavoro saranno reintrodotti prima della fine dell’estate, secondo le nostre stime nel turismo potrebbero sbloccare occasioni di guadagno per circa 10mila lavoratori».

«Chiediamo al Governo - conclude Confesercenti - di impegnarsi a fare tutto il possibile per arrivare ad uno strumento semplice che copra le esigenze di prestazioni lavorative puramente occasionali. I buoni erano stati già molto ‘corretti’ dalla tracciabilità e sarebbe accettabile anche introdurre un tetto massimo di utilizzo per le imprese. Un limite che, purché sia adeguato, permetterebbe di stanare eventuali abusi e, allo stesso tempo, di mantenere quella flessibilità necessaria per intercettare e gestire i picchi di lavoro inattesi che sempre di più caratterizzano il turismo.»

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