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di Monica Di Pillo
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Ad ogni città... il suo panettone!
In formato mignon per gustarlo sempre

Ad ogni città... il suo panettone! 
In formato mignon per gustarlo sempre
Ad ogni città... il suo panettone! In formato mignon per gustarlo sempre
Pubblicato il 06 maggio 2017 | 13:36

Conpait traccia la mappa dei panettoni italiani. Tanti gusti che caratterizzano ed esprimono il meglio delle regioni italiane. Il formato “finger food” lo farà diventare simbolo del Pastry made in Italy in tutto il mondo

Decolla il progetto di promozione del consumo di panettone tutto l’anno, dopo la sua ufficiale investitura come simbolo della pasticceria italiana nel mondo. E per facilitarne le occasioni di consumo, la Conpait ha tracciato una vera e propria geografia dei panettoni italiani, declinati in diverse varianti per rispecchiare le eccellenze territoriali, da nord a sud.

Ad ogni città... il suo panettone! In formato mignon per gustarlo sempre

Ma non è tutto, perché i maestri della Confederazione pasticceri italiani hanno escogitato anche un formato mignon, a metà tra un finger food e un muffin. Non un modo per snaturare il panettone, ma per farlo davvero diventare il simbolo del Pastry made in Italy e costruire per il brand dolciario italiano esattamente quello che la Francia ha già sperimentato con successo da anni con il macaron.

Una sfida tra panettone e macaron, per contendersi il ghiotto - in tutti i sensi - mercato internazionale? Assolutamente sì, ma anche un modo per raccontare il territorio italiano e le sue tipicità, diverse a qualsiasi latitudine. «Abbiamo proposto - spiega infatti Federico Anzellotti, presidente Conpait - due diversi formati di panettone: uno da 20 grammi e un altro da 40. Quello da 20 grammi si presenta come un panettone mignon, mentre l’altro richiama nell’aspetto un muffin. Ridurre il formato è un modo per diffondere il consumo del panettone tutto l’anno e in tutto il mondo, perché moltiplica le occasioni di consumo».

«Del resto - aggiunge Anzellotti - non si capisce perché ci ostiniamo a proporre il muffin, che non appartiene alla tradizione dolciaria italiana, poiché di natura anglosassone, a tutte le ore e ovunque, da nord a sud. Da oggi la Conpait proporrà il panettone mignon o finger, per i più modaioli, che presto si sostituiranno ai muffin, facendo del panettone il simbolo dell’Italia dolce nel mondo, proprio come accade in Francia con il macaron».

E affinché il panettone mignon scalzi sugli scaffali di pasticcerie e bar di tutto il mondo l’anglosassone muffin o il francese macaron, occorre anche diversificare le tipologie proposte. Tante varianti che tramandino ed esprimano le eccellenze e l’eterogeneità del gusto made in Italy. «Abbiamo individuato - annuncia Anzellotti - una geografia del panettone, in cui i diversi maestri pasticceri italiani hanno proposto due diverse varianti per regione, attraverso ingredienti simbolo dei diversi territori. È un viaggio per declinare un classico della pasticceria italiana, il panettone, attraversano i sapori e le eccellenze italiane, da nord a sud».

Ad ogni città... il suo panettone! In formato mignon per gustarlo sempre

Partendo proprio dall’Abruzzo, che è la regione da cui proviene il presidente Conpait, le varianti proposte e già sperimentate a Firenze con successo durante il Premio Italia a Tavola sono due: al Montepulciano d’Abruzzo e “scrucchiata” e allo zafferano e cioccolato bianco. Alla manifestazione fiorentina ha debuttato con successo l’Acino di Bacco, presentato in due versioni da 20 e da 40 grammi. È un panettone mignon, realizzato con il Montepulciano d’Abruzzo e un cuore di “scrucchiata”, marmellata d’uva, dove il frutto viene cotto con gli acini schiacciati a freddo, che conferiscono carattere e croccantezza a questa marmellata. Un panettone che strizza l’occhio alle tradizioni d’Abruzzo, tanto quanto quello a base di zafferano e cioccolato bianco.

Ma il viaggio continua dal Trentino fino alla Sicilia, passando per Toscana, Lazio, Umbria, in un tour goloso che strizza l’occhio alla tradizione con innovazione. «Nella geografia del panettone, re delle pasticceria, troviamo - continua Anzellotti - la Lombardia con la classica proposta del panettone milanese; il Piemonte con due varianti, una alla gianduia e l’altra all’albicocca; il Trentino con la proposta alla mela candita e noci; il Friuli con la variante all’uvetta sultanina aromatizzata al Tocai; il Veneto con la proposta del panettone pandorato; l’Emilia Romagna con il panettone alle amarene; la Toscana con la variante alla mandorla tostata, uvetta e moscato, per richiamare il gusto dei classici cantucci; l’Umbria con il cioccolato fino de aroma; il Lazio con una proposta alle castagne; la Puglia con le arance del Gargano; la Campania con il limone d’Amalfi e una variante con il grano cotto e i canditi, in linea con la classica Pastiera napoletana; infine la Calabria con il panettone al bergamotto è quello ai fichi; e la Sicilia con la variante al pistacchio».

Un tour goloso all’insegna del panettone, da gustare tutto l’anno, a tutte le ore. Perché il Panettone è il Re della pasticceria.

© Riproduzione riservata

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