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di Andrea Radic
di Andrea Radic

#laureaccoglienza, altri tre consensi
Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»

#laureaccoglienza, altri tre consensi 
Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»
#laureaccoglienza, altri tre consensi Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»
Primo Piano del 10 ottobre 2017 | 09:44

Simona Caselli, assessore all’Agricoltura dell'Emilia Romagna e gli imprenditori Roberto Paladin e Palo Lai, uniscono le loro voci al coro di protagonisti del settore a sostegno dell'iniziativa #laureaccoglienza trovando nell'importanza della formazione il motivo principale.

L’Assessore Simona Caselli appoggia la proposta di Italia a Tavola di avviare un corso di laurea in “Accoglienza”. «La formazione è tutto - precisa Caselli - l'iniziativa che Italia a Tavola sta portando avanti andrebbe benissimo per il settore alberghiero, ma anche agrario, il mondo del lavoro cerca professionalità adeguate, che necessitano di un percorso formativo universitario, soprattutto se escono da istituti alberghieri di livello».

(#laureaccoglienza, altri tre consensi  Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»)

«Da questo punto di vista - aggiunge Caselli - l'Emilia Romagna è una Regione fortunatissima, con istituti alberghieri di ottimo livello, collegati con le reti universitarie e con il mondo del lavoro, dove l'assorbimento dei ragazzi è alto come dicono le percentuali. Anche il circuito "Chef to chef" lavora molto bene con le scuole. Indubbiamente la formazione alberghiera necessita di fondi, soprattutto per la parte pratica, per l'acquisto delle materie prime. Qui la Regione è intervenuta impegnando i fondi necessari e chiedendo direttamente al Governo più autonomia regionale sul tema della formazione».

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Simona Caselli

«La nascita di un nuovo percorso universitario - conclude l’Assessore - è una necessità sulla quale lavorare, ne parlerò subito con il mio collega, l'assessore alla formazione e università Patrizio Bianchi, già rettore dell'Università di Ferrara, e porteremo la proposta al tavolo della Conferenza dei Presidenti, affinché ci sia una posizione congiunta di tutte le regioni italiane».

Paolo Lai (#laureaccoglienza, altri tre consensi  Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»)
Paolo Lai

Paolo Lai, imprenditore nel settore della ristorazione con cinque locali nel centro di Treviso e 55 dipendenti, è pienamente d'accordo sulla necessità di dare ai giovani possibilità di formazione accademica. «C'è bisogno di formazione - racconta - oggi la differenza la fa il valore umano delle persone che lavorano in un ristorante. La specializzazione è una necessità ed è strano che proprio nel nostro Paese, se ne dimentichi la necessità in un settore come il nostro, dove c'è grande bisogno di competenza e dunque di formazione accessibile a tutti, i ragazzi che vogliono entrare in questo mondo sono tanti».

«In Veneto - prosegue - stiamo sviluppando il turismo anche legato all'agricoltura e alle eccellenze del territorio, ma se alla fine di un percorso di valorizzazione culturale, chi deve vendere non è competente è un problema: non possiamo mancare proprio nella fase finale. Un settore che si deve basare sulla specializzazione, da conseguire dopo solide basi».

Roberto Paladin (#laureaccoglienza, altri tre consensi  Caselli, Lai e Paladin: «Una necessità»)
Roberto Paladin

Roberto Paladin, dell'omonima famiglia produttrice di vini in quattro diverse tenute in Italia e impegnata nell'accoglienza e nella ristorazione, parla di una necessità «non più rimandabile, per trovare professionalità più complete, capaci in questo settore di rappresentare la proprietà, in grado di gestire e relazionarsi con i clienti in maniera completa, facendo le veci del proprietario. Oggi troppo spesso il proprietario e imprenditore non trova figure di questo tipo, che devono sapere unire la competenza del cibo con quella dell'accoglienza, dimostrando di essere professionalmente adeguate. In questo modo potremo aumentare il turismo, in particolare quello straniero, dando a chi viene in Italia una vera "esperienza di stile"».

«Per raccontare la storia della tipicità dei cibi - chiosa - della loro stagionalità, per trasferire la cultura del vino e della sua declinazione locale e geografica, per accogliere con "arte" facendo sentire l'ospite come a casa, servono passione e impegno, ma serve in particolare una competenza universitaria. Quindi ben venga l'iniziativa di Italia a Tavola che, mi auguro, riesca ad ottenere passi concreti a livello ministeriale».

Hashatag: #laureaccoglienza

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