Luffa, la spugna vegetale per l’igiene e la bellezza della pelle
È l’hobby che sta conquistando gli appassionati di piante in Romagna. Quando il frutto è maturo può essere usato per molteplici esigenze, dalla pulizia all’azione esfoliante. Ottima anche nella lotta alla cellulite
La coltivazione della Luffa è la tendenza dominante quest’anno in Romagna. Una passione che vede molte persone, tutt’altro che dotate di “pollice verde”, cimentarsi con questa spugna vegetale di facile coltivazione, di grande soddisfazione ed eccezionale versatilità negli utilizzi. La Luffa appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, è originaria dell’Indocina, e si caratterizza per una decina di specie, tra cui una di particolare interesse, la “Luffa Cylindrica”, che è quella che gode di maggior favore, perché richiede poca cura e può essere ornamento anche per terrazzi e fioriere in città.
La Luffa cilindrica è una robusta pianta erbacea annuale, che produce frutti allungati che assomigliano a grandi zucchine, con all’interno un gran numero di semi, fino a 500 per frutto. La Luffa è commestibile, tanto che viene utilizzata come cibo nei Paesi da cui proviene - Indocina, Indonesia e Asia tropicale in generale - ma la coltivazione “domestica” punta a ben altro.
Lasciare il frutto sulla pianta fino a completa maturazione trasforma la polpa da commestibile e morbida a fibra spugnosa ed elastica. A questo punto, occorre lasciare essiccare il frutto, operazione che consentirà di staccare la parte più esterna, quella che potremmo definire, seppure in modo improprio, la “buccia” del frutto. Si ricava, così, un reticolo spugnoso di fibre, molto soffici ma resistenti, leggerissime e pronte a numerosi utilizzi.

Gli appassionati “coltivatori privati” di Luffa hanno così a disposizione una “spugna vegetale” assolutamente naturale, ipoallergenica, alternativa alle tradizionali spugne che vengono comunemente usate per l’igiene personale, col vantaggio che, con la sua innata dote levigante, effettua veri e propri scrub della pelle. L’effetto peeling consente di eliminare dalla pelle le cellule morte superficiali, con un benefico effetto esfoliante, che rende la pelle più morbida, liscia e delicata.
Da sottolineare anche che la Luffa si sciacqua facilmente, non trattiene il sapone, si asciuga con estrema rapidità evitando così ogni possibile pericolo di muffa e garantendo assoluta igienicità. Se si desidera, poi, un effetto scrub più intenso si può utilizzare Luffa a secco, ottimo rimedio per eliminare parti cheratiniche nei talloni o nei gomiti. Superfluo, infine, sottolineare i buoni risultati nella lotta alla cellulite in quanto favorisce la circolazione del sangue e migliora l’assorbimento di eventuali creme dedicate.
Per cimentarsi nella coltivazione della Luffa è sufficiente interrare un seme della pianta, in genere a fine febbraio primi di marzo, e bagnare con frequenza. I semi si possono acquistare nei negozi specializzati, ma chi ha già una pianta di Luffa può auto-produrli, visto che il frutto, una volta giunto a maturazione, lascia progressivamente cadere i semi contenuti, neri e non meno di alcune centinaia.
La Luffa cilindrica è una robusta pianta erbacea annuale, che produce frutti allungati che assomigliano a grandi zucchine, con all’interno un gran numero di semi, fino a 500 per frutto. La Luffa è commestibile, tanto che viene utilizzata come cibo nei Paesi da cui proviene - Indocina, Indonesia e Asia tropicale in generale - ma la coltivazione “domestica” punta a ben altro.
Lasciare il frutto sulla pianta fino a completa maturazione trasforma la polpa da commestibile e morbida a fibra spugnosa ed elastica. A questo punto, occorre lasciare essiccare il frutto, operazione che consentirà di staccare la parte più esterna, quella che potremmo definire, seppure in modo improprio, la “buccia” del frutto. Si ricava, così, un reticolo spugnoso di fibre, molto soffici ma resistenti, leggerissime e pronte a numerosi utilizzi.

Gli appassionati “coltivatori privati” di Luffa hanno così a disposizione una “spugna vegetale” assolutamente naturale, ipoallergenica, alternativa alle tradizionali spugne che vengono comunemente usate per l’igiene personale, col vantaggio che, con la sua innata dote levigante, effettua veri e propri scrub della pelle. L’effetto peeling consente di eliminare dalla pelle le cellule morte superficiali, con un benefico effetto esfoliante, che rende la pelle più morbida, liscia e delicata.
Da sottolineare anche che la Luffa si sciacqua facilmente, non trattiene il sapone, si asciuga con estrema rapidità evitando così ogni possibile pericolo di muffa e garantendo assoluta igienicità. Se si desidera, poi, un effetto scrub più intenso si può utilizzare Luffa a secco, ottimo rimedio per eliminare parti cheratiniche nei talloni o nei gomiti. Superfluo, infine, sottolineare i buoni risultati nella lotta alla cellulite in quanto favorisce la circolazione del sangue e migliora l’assorbimento di eventuali creme dedicate.
Per cimentarsi nella coltivazione della Luffa è sufficiente interrare un seme della pianta, in genere a fine febbraio primi di marzo, e bagnare con frequenza. I semi si possono acquistare nei negozi specializzati, ma chi ha già una pianta di Luffa può auto-produrli, visto che il frutto, una volta giunto a maturazione, lascia progressivamente cadere i semi contenuti, neri e non meno di alcune centinaia.


