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Trigliceridi alti
Ecco che cosa conviene mangiare

Trigliceridi alti 
Ecco che cosa conviene mangiare
Trigliceridi alti Ecco che cosa conviene mangiare
Pubblicato il 22 gennaio 2020 | 15:43

Tra le buone pratiche da rispettare, non saltare mai la colazione che costituisce il pasto più importante della giornata, consumare 4-5 pasti al giorno e accantonare le bevande zuccherate.

Un valore alto dei trigliceridi può essere un campanello di allarme da non sottovalutare dal punto di vista della salute. Esso, infatti, può essere sintomatico, se associato ad un valore elevato di colesterolo, di un aumento dello spessore delle pareti delle arterie: è la condizione indicata con il nome di aterosclerosi, che è alla base di un aumento delle probabilità di incappare in malattie cardiache, infarto e ictus. Per capire quali siano i valori dei trigliceridi del proprio organismo è sufficiente sottoporsi a un normale esame del sangue: se sono inferiori a 150 mg per dl non si ha nulla di cui preoccuparsi, mentre tra i 150 e i 199 mg per dl si ha a che fare con una situazione borderline. Quando i trigliceridi sono compresi tra 200 e 400 mg per dl, invece, sono considerati alti, e oltre i 400 mg per dl sono ritenuti molto alti.

Affidarsi a un nutrizionista rappresenta una valida soluzione in presenza di trigliceridi alti e non solo (Trigliceridi alti Ecco che cosa conviene mangiare)
Affidarsi a un nutrizionista rappresenta una valida soluzione in presenza di trigliceridi alti e non solo

I consigli di un nutrizionista
Affidarsi a un nutrizionista a Bologna come il Dottor Neri rappresenta una valida soluzione in presenza di trigliceridi alti e non solo. Non va assolutamente trascurato il fatto che i trigliceridi rappresentano semplicemente una particolare forma di grasso del sangue: essi in parte vengono formati direttamente all’interno dell’organismo, mentre una parte viene introdotta nel corpo attraverso il cibo. Con l’alimentazione si può sia equilibrare la quantità di lipidi assunti, sia diminuire la produzione endogena di trigliceridi. Il Dottor Neri, quindi, può proporre una terapia finalizzata al trattamento di tale squilibrio, con una dieta per ipertrigliceridemia che serve a riequilibrare i lipidi e a ripristinare lo stato di salute.

L’attività fisica
Curare la propria alimentazione non è sufficiente per abbassare il livello dei trigliceridi: occorre, infatti, intervenire sullo stile di vita considerato nella sua globalità, per esempio accantonando la sedentarietà e iniziando a dedicarsi all’attività fisica. Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i bambini e i ragazzi fino a 17 anni di età dovrebbero svolgere ogni giorno almeno 60 minuti di attività e dedicarsi a esercizi per la forza 3 volte alla settimana: attività sportive e giochi di movimento vanno più che bene. Tra i 18 e i 64 anni di età, invece, sono sufficienti 75 minuti di attività vigorosa o 150 minuti di attività moderata ogni settimane. Oltre i 65 anni di età, infine, è necessario cimentarsi anche in attività finalizzate al miglioramento dell’equilibrio e alla prevenzione delle cadute.

Le buone abitudini da rispettare
Sono numerose, comunque, le buone pratiche che vale la pena di rispettare. Per esempio, sarebbe opportuno non saltare mai la colazione, che venendo consumata dopo un lungo digiuno costituisce il pasto più importante della giornata. Tuttavia, la colazione tipicamente italiana con cornetto e caffè, non può essere considerata un pasto saziante e neppure nutriente, dal momento che si caratterizza per un eccesso di grassi di qualità nutrizionale scarsa e per un contenuto troppo elevato di zuccheri semplici; inoltre, è povera di fibre, di grassi buoni e di proteine. Questa colazione causa un picco glicemico e, dopo circa un’ora, un crollo che può portare ad avere ancora più fame.

Quanti pasti ogni giorno?
Gli esperti sono concordi nel ritenere che in una giornata dovrebbero essere consumati almeno 4 pasti, meglio ancora se 5: in questo modo è possibile distribuire correttamente le calorie, evitando che la loro assunzione si concentri solo a pranzo o solo a cena. Non solo: nel momento in cui i pasti vengono frazionati, a risentirne in positivo è la digestione, visto che aumenta l’effetto di sazietà e si prevengono i picchi glicemici. Per contrastare i trigliceridi alti, inoltre, è importante idratarsi in modo costante: due litri e mezzo di acqua ogni giorno per gli uomini e due litri per le donne.

Addio alle bevande zuccherate
Uno dei sacrifici che è necessario compiere per abbassare il livello dei trigliceridi riguarda la necessità di accantonare le bevande zuccherate, che rappresentano una via di accesso privilegiata verso le malattie del sistema circolatorio, il diabete e il sovrappeso. Tali bibite, infatti, forniscono le cosiddette calorie vuote, che non idratano e danno addirittura assuefazione: la colpa è degli zuccheri semplici che gonfiano lo stomaco. E non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che le bevande dietetiche o light siano in qualche modo migliori, anzi: pur non apportando calorie, infatti, esse vanno ad altare la composizione della flora batterica e in più aumentano la produzione di insulina da parte del pancreas. Infine, sarebbe preferibile limitare le fritture e optare per metodi di cottura più semplici, cercando di evitare il ricorso al sale.

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Alberto Lupini


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