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Viaggi lunghi, attenti alla posizione!
Rischio di trombosi e infarto

Viaggi lunghi, attenti alla posizione! 
Rischio di trombosi e infarto
Viaggi lunghi, attenti alla posizione! Rischio di trombosi e infarto
Pubblicato il 08 agosto 2015 | 12:34

Chi affronta lunghi viaggi (e magari ha già avuto dei precedenti) deve stare molto attento alla posizione assunta: mantenerne una scorretta troppo a lungo può provocare rallentamenti del sangue che portano a trombosi

Non si è mai al sicuro dall’infarto, nemmeno quando si parte, ormai rilassati (si suppone) per le attese vacanze. C’è il rischio infatti di avere la cosiddetta “sindrome da classe economica”: capita a chi affronta lunghi viaggi bloccato nella stessa posizione e senza grande libertà di movimento. Un viaggio del genere, infatti, rischia di provocare una trombosi nelle vene, come spiega Lidia Rota, responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare di Humanitas e presidente di Alt (Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari), di cui riportiamo di seguito l’intervento tratto da Humanitasalute.it.




La “sindrome da classe economica” è un rischio per chi affronta viaggi della durata di molte ore in posizione costretta e senza grande libertà di movimento, non solo in aereo ma anche in treno o in auto. Un lungo viaggio, infatti, aumenta la probabilità di sviluppare una trombosi nelle vene, di solito delle gambe. «Il sangue - spiega la dott.ssa Lidia Rota, responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare di Humanitas e presidente di Alt - rallenta la sua corsa verso il cuore e coagula formando un trombo. Il trombo, una volta formatosi, può sciogliersi da solo, oppure estendersi nella vena e poi liberare frammenti (emboli) che viaggiano fino al cuore e da qui vengono spinti nel polmone, dove provocano un infarto da embolia polmonare, evento molto grave, purtroppo spesso mortale. Sindrome significa insieme di sintomi provocati da cause diverse. Sapere che esiste la sindrome da classe economica aiuta a prevenire la trombosi e a salvare la vita». Ecco alcuni consigli:

Sindrome da classe economica, 5 esercizi in volo… e al volo
1. Piante dei piedi appoggiate al suolo: sollevare prima le punte e poi i talloni
2. Sollevare un piede poi l’altro, e roteare le caviglie dall’interno verso l’esterno
3. Sollevare le ginocchia stringendole al petto, destra e poi sinistra
4. Se puoi, alzati con la schiena eretta, sollevando i talloni dal suolo
5. Come sopra, appoggiati allo schienale della poltrona con il braccio sinistro, solleva con la mano destra la gamba destra flessa, portando il piede al gluteo. Ripetere con braccio destro e gamba sinistra

Sindrome da classe economica, prudenza se…
•    Fai un viaggio in aereo o in auto che dura più di 6 ore
•    Ti trovi in posizione scomoda e con spazio limitato che non ti permette di muoverti e sgranchirti le gambe
•    Hai già avuto in passato un episodio di trombosi o di embolia
•    Hai più di 65 anni
•    Soffri di vene varicose
•    Sei obeso o sovrappeso
•    Hai un disordine della coagulazione del sangue (assetto trombofilico)
•    Hai avuto in famiglia un caso di malattia da trombosi
•    Sei in gravidanza
•    Assumi abitualmente ormoni (anticoncezionali, terapia sostitutiva della menopausa, altri ormoni)
•    Soffri di problemi cardiovascolari

Sindrome da classe economica, come la riconosco?
•    Una gamba si gonfia più dell’altra
•    Un dolore intenso al polpaccio tipo crampo
•    Un rossore diffuso lungo il decorso di una vena
•    La vena si gonfia e diventa calda

Sindrome da classe economica, come la evito?
•    In aereo e in viaggio indossa abiti morbidi e che non facciano elastico dietro le ginocchia, alle caviglie, all’inguine, sull’addome
•    Se puoi ogni tanto solleva le gambe
•    Indossa le calze elastiche
•    Fletti i piedi, rotea le caviglie, contrai i polpacci, di tanto in tanto
•    Cambia spesso posizione
•    Muoviti ogni due ore
•    Mangia cibi poveri di sale e bevi molta acqua
•    Non accavallare le gambe
•    Evita gli stivali
•    Prendi in modo appropriato i farmaci prescritti dal medico
•    Bevi molta acqua durante il volo

Ma non solo in aereo...
«La sindrome può verificarsi anche in chi affronta un lungo viaggio in treno o in auto, se le condizioni sono le stesse, in particolare in periodi così caldi come accade d’estate o in climi particolarmente caldi», avverte la dottoressa Rota.

«Non è raro che le riviste scientifiche riportino casi di persone colpite durante un lungo viaggio in treno o in auto. È recente la segnalazione di un caso di embolia polmonare in un giovane indiano di soli 43 anni, colpito dopo un lungo viaggio su un treno molto affollato in posizione molto scomoda: un trombo si è formato in una vena di una gamba, si è esteso, ha liberato emboli che hanno raggiunto il cuore e da lì il polmone, dove hanno causato un’embolia polmonare con gravi complicanze respiratorie: l’uomo era giovane, probabilmente aveva una predisposizione famigliare, e il lungo viaggio in treno in posizione molto scomoda e con le gambe piegate ha provocato il rallentamento della circolazione del sangue che ha favorito la formazione del trombo. Anche in treno quindi, rimediamo alla disidratazione causata dal grande caldo e all’immobilizzazione prolungata delle gambe bevendo spesso acqua se possibile e muovendo i piedi e contraendo i muscoli dei polpacci per facilitare il ritorno del sangue al cuore. Così si evita un’embolia polmonare».

«La trombosi venosa e la sua complicanza più temibile, l’embolia polmonare, sono malattie molto diffuse e possono causare conseguenze molto gravi, come un aumento della pressione polmonare che rende difficoltoso il respiro e sovraccarica il cuore, sfiancandolo fino all’arresto, se non vengono riconosciute per tempo: ma se sospettate e diagnosticate in tempo possono essere curate, purché i sintomi non vengano sottovalutati e vengono segnalati immediatamente. Un viaggiatore informato - conclude la specialista - mette in atto misure che prevengono questo evento: contrarre i muscoli del polpaccio, ruotare e flettere i piedi, ricordarsi di bere acqua, evitare alcoolici e fumo, indossare abiti comodi».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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