Sofidel Papernet
Ros Forniture Alberghiere
Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 07 luglio 2020 | aggiornato alle 18:11| 66592 articoli in archivio
Allegrini
Molino Quaglia
HOME     SALUTE     STILE DI VITA

La solitudine nell'era digitale
Stop ai social tra le possibili soluzioni

La solitudine nell'era digitale 
Stop ai social tra le possibili soluzioni
La solitudine nell'era digitale Stop ai social tra le possibili soluzioni
Pubblicato il 01 luglio 2018 | 17:35

La sensazione di solitudine è un qualcosa che chiunque ha sperimentato almeno una volta nella vita e che influisce sulla salute e il benessere, provocando una risposta psicofisica ben precisa in chi ne è colpito.

L'arrivo dei social network e degli innumerevoli device disponibili oggi per restare in contatto con gli altri non è riuscito ad arginare un problema, rimasto strettamente attuale, come quello della solitudine.

Con la volontà di dare una mano e consigliare chi ne soffre, riportiamo di seguito una lunga e accurata analisi del tema di Agnese Rossi, psicologa di Humanitas Gavazzeni.

(La solitudine nell'era digitale Stop ai social tra le possibili soluzioni)


Comincerei a distinguere tra solitudine subìta e solitudine ricercata, desiderata. La prima coincide con la fastidiosa, e talvolta sofferta, percezione di “sentirsi soli”. La seconda con la scelta consapevole di stare soli. La solitudine subìta si manifesta con la difficoltà a costruire relazioni e intessere legami, dovuta spesso a sensazioni di inadeguatezza, insicurezza nel mettersi in gioco con le proprie qualità e i propri limiti, paure nell’aprirsi all’altro, timori del giudizio nei nostri confronti. Tutto questo ci porta talvolta a costruire un muro difensivo intorno a noi, con un’apparente funzione protettiva; in realtà ci isoliamo dal mondo creandoci una pseudo-realtà che può sembrarci comoda, perché priva di conflitti e scontri, ma che a lungo andare ci fa soffrire perché rimuove il bisogno di ogni essere umano a socializzare.

La solitudine desiderata consiste invece nel desiderio di stare con se stessi, di entrare in contatto con la parte più intima di noi e ci permette di percepire il nostro mondo interiore. Se ben vissuta, ci porta importanti vantaggi: stare soli ad ascoltare in profondità i nostri pensieri, il fluire della nostra immaginazione e creatività, le nostre emozioni, ci mette in contatto con la nostra unicità e complessità. Questa consapevolezza è fondamentale per entrare poi in relazione con gli altri, con la capacità di costruire relazioni sane ed appaganti. Imparare a stare soli quindi non è solo la mancanza di qualcuno, ma è il contatto con la nostra vera essenza, ognuno con le modalità che sente più sue, come svolgere attività piacevoli, praticare sport, esprimersi attraverso forme artistiche, passeggiare in mezzo alla natura: così non siamo soli, ma in compagnia di noi stessi.

Nella nostra cultura si ha paura di incontrare la solitudine. Questa paura si percepisce a più livelli: i social sono un efficace ed immediato antidoto alla solitudine. Così anche la tendenza, ormai diffusa ovunque, di riempire spazi pubblici, negozi, sale d’attesa, aeroporti, mezzi di trasporto con musiche assordanti che sembrano rassicurarci sul non essere soli, ma che non ci permettono di pensare, di leggere o semplicemente stare tranquilli con noi stessi. A volte anche nelle nostre case o al lavoro non riusciamo a stare senza tv o radio accese: il silenzio significa stare soli con noi stessi e a volte fa paura. Per questo riempiamo di suoni o di oggetti ogni spazio, anche il nostro spazio interiore.

Per parlare di solitudine nell'era digitale dobbiamo considerare che al giorno d'oggi per entrare nel mondo globale bastano un computer o un cellulare. La società occidentale è la più socialmente connessa, eppure così tante persone provano estrema solitudine, proprio perché i social ci permettono una quantità illimitata di contatti, che sono però solo virtuali e non ci permettono di entrare in un contatto reale, ossia qualitativamente significativo in cui interagiamo con gli altri attraverso i nostri sensi, la nostra corporeità ed emotività. Manca l’incontro autentico con l’altro: non possiamo guardarlo negli occhi, ascoltare la sua voce, stringergli la mano, abbracciarlo. In questo caso la solitudine è un sentimento che può avere un impatto notevole sulla salute fisica e mentale.

(La solitudine nell'era digitale Stop ai social tra le possibili soluzioni)

Sentirsi soli infatti è un’esperienza spiacevole che può avere conseguenze sulla salute anche a lungo termine. Sappiamo che una vita sedentaria, il fumo o l’obesità sono legati a malattie croniche, ma non pensiamo mai a come le sensazioni negative provate a causa della solitudine possano danneggiarsi al punto tale da essere nella lista dei fattori di rischio per queste stesse patologie. Quando sperimentiamo la solitudine, i livelli di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, salgono. Questo può compromettere le prestazioni cognitive, il sistema immunitario e aumentare il rischio di problemi vascolari, infiammazioni e malattie cardiache. Ecco perché la solitudine è anche un fattore di rischio per psicopatologie come la depressione e l’ansia.

Per questo bisogna prendersi cura della propria salute, che non significa solo mangiare sano e fare esercizio ma dedicare attenzione al nostro benessere mentale. In che modo possiamo agire? Le piccole decisioni quotidiane possono aiutare a creare contatti significativi e profondi, dove entrano direttamente in gioco i nostri sensi e la nostra corporeità, senza l’intromissione di filtri (cellulare, computer, tablet) che possono stravolgere il senso dell’incontro genuino tra noi e gli altri.

I social possono essere un aiuto ad organizzare un incontro con gli amici, ma la relazione vera si costruisce solo nell’incontro, nel trascorrere un tempo buono insieme, nella condivisione di momenti e interessi. Un’altra misura anti-solitudine può essere anche la decisione di prendersi una pausa dai social media. Quando le persone si ritirano dai social media, diventano infatti molto più propositive nel cercare relazioni reali e si concentrano sulla qualità e non sulla quantità delle relazioni. Un appuntamento con un amico con cui abbiamo una connessione autentica sarà infatti molto più gratificante e arricchente dell’avere migliaia di “amici” (che in realtà a volte non sono nemmeno conoscenti) su facebook o follower su Instagram.

Sentirsi profondamente soli, vivere questa sensazione con sofferenza e con la percezione di un vuoto interiore difficile da colmare, può essere un sintomo depressivo. Per questo motivo un consiglio che mi sento di dare è di rivolgersi a uno psicoterapeuta, che in questo genere di situazioni può aiutare a comprendere l’origine del disturbo, a lavorare su questo in modo approfondito, ad elaborare i vissuti emotivi che lo accompagnano e a sviluppare strategie per rinforzare le nostre capacità relazionali.

A volte la solitudine può diventare una condizione da cui è difficile uscire perché coincide con l’uscita dalla propria “comfort zone”, protettiva e rassicurante. A far paura è il rischio del rifiuto che può essere più forte dell’aprirsi agli altri con fiducia. In questi casi un lavoro psicologico su di sé è indispensabile per capire meglio i significati che questo sintomo assume per ognuno di noi e imparare a costruire una nostra modalità di trovare un posto nel mondo attraverso le relazioni interpersonali e la nostra socialità.

© Riproduzione riservata

RESTA SEMPRE AGGIORNATO!
Iscriviti alle newsletter quotidiane e ricevile direttamente su WhatsApp
Ricevi in tempo reale le principali notizie del giorno su Telegram
Iscriviti alle newsletter settimanali inviate via mail
Abbonati alla rivista cartacea in spedizione postale

“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini


salute health benessere iat italiaatavola solitudine depressione ansia social network psicoterapeuta contatto emozione paura

SCRIVI UN COMMENTO    
Esprimi liberamente il tuo commento scrivendo nella finestra, indica nome, cognome ed indirizzo e-mail e il campo alfanumerico di sicurezza.
 
 
 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
Ai sensi del D.lgs. 196/2003, La informiamo che i dati personali da lei forniti sono necessari per poter procedere alla gestione della Sua segnalazione e saranno utilizzati, con strumenti informatici e manuali, esclusivamente per tali finalità. Letta l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003, cliccando sul tasto INVIA, autorizzo il trattamento dei miei dati personali, per le finalità e con le modalità ivi indicate.

ARTICOLI CORRELATI
Loading...

APPROFONDIMENTI
Loading...
Mostra più articoli >



Sky
Sofidel Papernet
Allegrini
Caricamento...
Edizioni Contatto Srl | via Piatti 51 24030 Mozzo (BG) | P.IVA 02990040160 | Mail & Credits  -  Sitemap  -  Policy  -  PARTNER  -  EURO-TOQUES | Reg. Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, GDO, F&B Manager, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. www.italiaatavola.net è strettamente integrato
con tutti i mezzi del network: il magazine mensile cartaceo e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti
ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch). ©®
Edizioni Contatto Srl | via Piatti 51 24030 Mozzo (BG) | P.IVA 02990040160 | Mail & Credits  -  Sitemap  -  Policy  -  PARTNER  -  EURO-TOQUES | Reg. Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, GDO, F&B Manager, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. www.italiaatavola.net è strettamente integrato
con tutti i mezzi del network: il magazine mensile cartaceo e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti
ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch). ©®