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Dolori lombari per 8 su 10
Attenzione ai pesi e alla postura

Dolori lombari per 8 su 10 
Attenzione ai pesi e alla postura
Dolori lombari per 8 su 10 Attenzione ai pesi e alla postura
Pubblicato il 14 dicembre 2019 | 10:33

La colonna vertebrale è una struttura insieme robusta e flessibile, fatta sia per tollerare carichi anche pesanti che per garantire una grande mobilità, ma attenzione alla postura e a non esagerare con i pesi.

L’insieme delle ossa, dei muscoli e dei legamenti che compongono il rachide rappresentano uno dei sistemi più efficienti presenti nel nostro organismo. Tuttavia, circa l’80% degli adulti soffre di dolore lombare. Come mai? Ne ha parlato Lorenzo Virelli, del Dipartimento Riabilitazione e Recupero Funzionale di Humanitas in un articolo apparso su Humanitasalute, che vi riproponiamo

Il dolore lombare è molto frequente negli adulti (Dolori lombari per 8 su 10 Attenzione ai pesi e alla postura)
Il dolore lombare è molto frequente negli adulti


Il mal di schiena è spesso una problematica di tipo funzionale, legata al cattivo utilizzo della schiena e non ad un difetto intrinseco della colonna vertebrale. Diventa quindi fondamentale sapere come utilizzare la schiena per prevenire l’insorgere di questa patologia, che spesso risulta

Da sempre questa attività è ritenuta pericolosa per la colonna vertebrale. Secondo la più recente ricerca, invece, la colonna vertebrale umana può resistere anche al sollevamento di pesi importanti mentre sono le sollecitazioni ripetute, associati magari ai movimenti rotatori, ed ancora di più le attività sedentarie, che prevedono il mantenimento della posizione seduta per molto tempo, a compromettere la salute della schiena.

Nel tentativo di ridurre gli infortuni alla schiena, sui luoghi di lavoro vengono utilizzate attrezzature specifiche per movimentare i carichi pesanti (sollevatori e carrelli), per ridurre le sollecitazioni ripetute (sedute ammortizzate) e per consentire una postura corretta (postazioni di lavoro attrezzate). Tuttavia tali precauziono non sono sufficienti a ridurre al minimo il rischio di infortuni, mentre si è rivelato molto più efficace “preparare” il rachide a questo tipo di attività.

Il tessuto osseo, così come il tessuto muscolare e tendineo che compongono il rachide possono essere allenati. Se esposti ripetutamente ed in maniera graduale ad un carico meccanico e ad un carico di lavoro via via sempre maggiore, acquisiscono resistenza e forza. Così come nessuno si aspetterebbe di correre una maratona senza prima fare un adeguato allenamento, anche per essere in grado di sollevare un peso è necessario esporsi gradualmente a tale attività.

Gli sportivi che utilizzano ed allenano correttamente la colonna vertebrale soffrono meno frequentemente di mal di schiena rispetto alla popolazione media. I vogatori, ad esempio, che durante gli allenamenti sottopongono il rachide a centinaia di cicli di flessione ed estensione, hanno mal di schiena meno frequentemente rispetto alla media della popolazione. Lo stesso vale per i sollevatori di pesi che ripetono meno frequentemente il gesto atletico ma con un carico maggiore.

Ad avvalorare questi studi concorrono quelli che sono stati condotti sugli astronauti che passano molto tempo in ambiente a gravità ridotta e quindi con la schiena non sottoposta a carico. Il risultato è una riduzione della massa muscolare ed ossea ed un rigonfiamento dei dischi intervertebrali, che provocano in definitiva una instabilità della colonna ed una maggiore probabilità di avere mal di schiena.

Ciò non significa che la flessione e il carico costante della colonna non siano attività che possono essere associate all’insorgere del mal di schiena, ma semplicemente che non ne sono la causa diretta: è il sovraccarico su una schiena non allenata a determinare l’insorgere del mal di schiena e questo vale anche per gli sportivi.

Rapidi aumenti del carico di allenamento con scarso recupero sono associati all’insorgere del mal di schiena nei rematori. Una persona con uno stile di vita sedentario, magari in sovrappeso, che a lavoro si occupa di movimentazione dei carichi o che passa molto tempo al videoterminale avrà maggiori probabilità di sviluppare mal di schiena, rispetto ad un altro lavoratore che conduce uno stile di vita attivo e che pratica esercizio fisico regolarmente. Oggi la ricerca scientifica ci permette di affermare che il mal di schiena si previene con l’esercizio piuttosto che evitando di sollevare pesi.

I professionisti della salute suggeriscono oggi una regolare attività fisica come parte della routine quotidiana che comprenda esercizi in grado di irrobustire i muscoli della colonna vertebrale, e di mantenerla elastica, con carichi progressivi e riposo adeguato tra un allenamento e l’altro.

© Riproduzione riservata

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