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Sbalzi di temperatura
pericoli per le vie aeree

Sbalzi di temperatura 
pericoli per le vie aeree
Sbalzi di temperatura pericoli per le vie aeree
Pubblicato il 10 novembre 2019 | 14:12

L’autunno, i primi freddi e, soprattutto, i notevoli sbalzi di temperatura di questo periodo causano spesso i cosiddetti malanni di stagione con sintomi che colpiscono soprattutto naso e gola.

Determinante, anche in questo caso, la prevenzione. Di come difendersi e di come curarsi qualora si venisse colpiti da una generica influenza ne ha parlato Giuseppe Spriano, responsabile di unità operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas in un’intervista pubblicata su Humanitasalute che qui riportiamo integralmente.

(Luoghi chiusi e sbalzi di temperatura pericoli principali per le vie aeree)


Nei mesi invernali ci si ammala ovviamente di più, il 75% delle prescrizioni mediche vengono fatte proprio per le vie aeree superiori. I pazienti lamentano in particolare influenza, raffreddori, mal di gola e in casi più gravi anche sinusiti, otiti fino a complicanze maggiori a livello polmonare e bronchiali.

Un tempo si pensava che ci si ammalasse perché troppo esposti al freddo. Non è così: al contrario, ci si ammala di più inverno perché passiamo più tempo al chiuso. Si rimane più tempo in casa o in ufficio, mentre i bambini vivono meno all’aria aperta e durante l’orario scolastico rimangono in classe. Situazioni in cui sono maggiori le possibilità di contagio.

La trasmissione di infezioni virali, infatti, avviene attraverso delle piccolissime goccioline contenute nell’aria che esce dai polmoni di pazienti malati, che vengono inalati da soggetti sani e così si ammalano. Niente medicine fai-da-te: assumere antibiotici senza il consulto del medico è un errore grossolano che può avere effetti anche drammatici.

Considerato che l’80% delle infezioni alle vie respiratorie sono di origine virale, l’antibiotico non funziona. Assistiamo ad un abuso eccessivo, spesso i pazienti lo prendono da soli e sbagliano la dose, la durata, i giorni e l’orario: un atteggiamento sbagliato che porta, a lungo andare, alla resistenza al farmaco. Un vero dramma che spesso viene sottovalutato ma che secondo le stime porterebbe al 2050 ad un aumento della resistenza antibiotica di 13 volte, che diventerà la prima causa di morte, addirittura superiore ai tumori.

Il responsabile di Otorinolaringoiatria consiglia quindi di prendere antibiotici soltanto dopo una consulenza medica e solo in caso, ad esempio, di infezioni batteriche come la tonsillite con placche nei bambini, o nei casi di broncopolmoniti in persone anziane. In tutti gli altri casi, come mal di gola o raffreddori basteranno farmaci antipiretici, mucolitici o fluidificanti.

© Riproduzione riservata

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