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Sospetta frattura al polso?
In pronto soccorso se il dolore persiste

Pubblicato il 16 marzo 2019 | 12:45

Causa principale di una frattura o alla mano o al polso è spesso una caduta in avanti: questo perché, generalmente, quando si sta per cadere, d'istinto di portano le mani avanti per proteggere il volto.

La conseguenza può essere una frattura, e a parlarne è Luciana Marzella, specialista in Chirurgia della mano in Humanitas, ospite in studio a Buongiorno benessere su Rai Uno. Il suo commento è riportato di seguito, tratto integralmente da Humanitasalute.

(Sospetta frattura al polso? In pronto soccorso se il dolore persiste)


«È un meccanismo protettivo valido e consigliabile. Le fratture - ha spiegato la specialista - che avvengono più frequentemente sono quelle che riguardano il polso e le più comuni sono quelle del radio distale; ci sono altri tipi di fratture, ma sono meno frequenti e interessano maggiormente gli sportivi».

Quando occorre recarsi in pronto soccorso?
Se dopo la caduta il dolore non è eccessivo, si può applicare un po’ di ghiaccio e lasciare il polso a riposo, superando così la fase acuta. Se invece il dolore persiste, il polso si gonfia e non si riesce a muovere occorre recarsi in pronto soccorso. Prima però è consigliabile immobilizzare temporaneamente il polso, appoggiando per esempio mano e polso su una scatola da scarpe (o su altro supporto di cartone rigido), coprire la parte superiore del polso con un canovaccio e fissando con del nastro adesivo o dello scotch.

Come si effettua la diagnosi?
In pronto soccorso il paziente verrà sottoposto a una radiografia che potrebbe confermare la presenza di una frattura del polso. Se il medico lo riterrà opportuno, il paziente verrà sottoposto a Tac; in genere questo esame è indicato laddove la frattura interessi la porzione dell’articolazione.

Talvolta si rende necessario l’intervento chirurgico e Luciana Marzella ha anche mostrato come si utilizza uno speciale strumento che consente sia di ridurre la frattura quando è scomposta, ma soprattutto di effettuare un’artroscopia intraoperatoria per osservare il polso a tutto tondo. «In alcuni casi infatti - ha concluso Marzella - possono esservi delle lesioni legamentose associate (non visibili nella radiografia) che è fondamentale riconoscere per scongiurare il rischio di danni anche irreversibili per via di una degenerazione del polso».


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