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Diagnosi fai da te su internet I medici: Attenti alle fake news

In tanti si affidano alla rete per capire la causa o conoscere le cure di una malattia. Ma attenzione: online si può trovare di tutto, anche bufale o informazioni fuorvianti che possono essere molto pericolose.

 
25 marzo 2020 | 17:55

Diagnosi fai da te su internet I medici: Attenti alle fake news

In tanti si affidano alla rete per capire la causa o conoscere le cure di una malattia. Ma attenzione: online si può trovare di tutto, anche bufale o informazioni fuorvianti che possono essere molto pericolose.

25 marzo 2020 | 17:55
 

Al giorno d’oggi Internet dà la possibilità di accedere con facilità a un quantitativo enorme di informazioni e, purtroppo, di fake news: è sufficiente porre una domanda nel proprio motore di ricerca e, in pochi secondi, potremo consultare risultati provenienti da fonti più o meno verificate. Non sono poche le persone che utilizzano il web per provare a capire i propri disturbi o sintomi, soprattutto, come nel caso del coronavirus, quando si è di fronte a malattie di cui si conosce poco o nulla. Può quest’abitudine aiutare il medico nella diagnosi?

Ne ha parlato Francesco Cuniberti, specialista del Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X in un articolo apparso su Humanitasalute, che riportiamo di seguito.
 
Tanti cercano consigli medici su internet, ma farlo è pericoloso - Diagnosi fai fa te su internet I medici: Attenzione alle fake news

Tanti cercano consigli medici su internet, ma farlo è pericoloso


Spesso noto, nei pazienti che hanno precedentemente cercato su Internet i propri sintomi, alcuni comportamenti ricorrenti. Questi pazienti tendono infatti a dirigere la discussione sulle patologie che pensano di avere; utilizzano termini specialistici – e, come si può facilmente immaginare, a volte del tutto fuori luogo – per descrivere i sintomi che manifestano. Spesso utilizzano anche frasi o affermazioni fuori contesto allo status culturale del paziente stesso.

Per lo specialista la situazione diventa doppiamente problematica: non bisogna combattere solo con la patologia in questione, ma è necessario riconquistare la fiducia del paziente e vincere contro un “falso collega”, Google, che tutto sa e mai sbaglia.  Certo, sul web si possono trovare anche fonti autorevoli che nessuno vieta di consultare, ma occorre sottolineare come il quadro clinico di un paziente non si deduce da un semplice elenco di sintomi, ma da tutta una serie di fattori e caratteristiche individuali che possono essere chiariti attraverso l’incontro con lo specialista.
 
Vorrei invitare chi legge, quindi, a fare due riflessioni: la prima riguarda la necessità di accettare il fatto che il web sia ricco di fake news, difficili da smascherare per i non addetti ai lavori.  La seconda riguarda l’interpretazione di ciò che viene letto. Lo specialista ha impegnato buona parte della propria vita per studiare, informarsi, approfondire la propria conoscenza sull’argomento, fare esperienza nel proprio campo: impariamo a fidarci.

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