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Rosati e Aranciata, ma che fanno a Bruxelles?

08/04/2009
Caro Direttore, sono un ristoratore sommellier di Lonato del Garda (Bs) e le scrivo per rimarcare i recenti problemi sulle bevande creati dal Parlamento Europeo. Di fronte a un "delitto" la letteratura giallistica, oltre al "maggiordomo" aveva coniato il detto "cherchez la femme", cioè, come direbbero gli antichi romani, "cui prodest" a chi giovano queste proposte, oserei dire oscene, di mescolare rosso e bianco per i rosati e non usare arance per produrre aranciate.
Quando raccontai ad alcuni clienti di queste risoluzioni del Parlamento Europeo mi chiesero se ero appena tornato dal Vinitaly, o mi ero bevuto il cervello, fatto sta che si dovrebbe immediatamente sapere, e rendere di pubblico dominio, il nome dei deputati europei che hanno fatto questa proposta, scoprire se sono a libro paga di qualche società e controllare i loro conti correnti.

Vorrei capire quale popolo è contento di un suo rappresentante che agisce contro il bene dei suoi stessi elettori e a favore di qualche multinazionale delle bevande. Suppongo che i consumatori vengano considerati degli idioti da mungere e circuire con la pubblicità, spesso la stampa e i media non possono denunciare per non perdere ricchi contratti pubblicitari, ma c'è sempre un limite oltre al quale non è salubre passare, vedi il caso finanza mondiale dell'autunno scorso.

Io non sono né agricoltore di agrumi né viticoltore, ma il buon senso mi suggerisce di pensar male che spesso ci si azzecca, diceva qualche saggio.

Rinaldo Zaniboni

Risposta:

Caro Zaniboni,
purtroppo è proprio vero che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Rinviando a quanto già scritto sull'argomento mi limito solo a ricordare che sul vino Rsè l'Italia è stata troppo debole nei confronti della Ue perchè impegnata, forse un po' troppo, a difendere le ragioni delle quote latte. E fra dare e ricevere ai tavoli europei qualcunio al momento potrebbe averci rimesso. Ma la pronta reazione dei produttori (e anche la nostra, perchè fare finta di nulla?) hanno rimesso in gioco la situazione.

Sull'aranciata senza arance, invece, il difetto è tutto italiano è ha il nome e il cognome del senatore Frabncesco Casoli che, pur da noi invitato pubblicamentge a spiegare il suo operato  (è l'autore dell'emendamento che il Governo ha dovuto fare cancellare sull'onda delle proteste che abbiamo sollevato per primi insieme alla Coldiretti...), a tutt'oggi non ha ancorta fornito alcuna giustificazione. Il dubbio che sia stato manovrato da qualcuno a sua insaputa o che abbia volutamente cercato di fare un favore alle multinazionali delle bibite cresce...

a.l.

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