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Il 2018 sarà l’anno del cibo Martina:«Sia strumento di democrazia»

Il ministero dei Beni culturali e del turismo e Coldiretti hanno sottoscritto un documento condiviso col quale si impegnano a promuovere la cultura del cibo italiano per il 2018 e l’educazione ad un’alimentazione sana. Si punterà molto anche sul turismo agroalimentare sempre più in voga tra gli italiani e gli stranieri

01 giugno 2017 | 12:00
Il 2018 sarà l’anno del cibo 
Martina:«Sia strumento di democrazia»
Il 2018 sarà l’anno del cibo 
Martina:«Sia strumento di democrazia»

Il 2018 sarà l’anno del cibo Martina:«Sia strumento di democrazia»

Il ministero dei Beni culturali e del turismo e Coldiretti hanno sottoscritto un documento condiviso col quale si impegnano a promuovere la cultura del cibo italiano per il 2018 e l’educazione ad un’alimentazione sana. Si punterà molto anche sul turismo agroalimentare sempre più in voga tra gli italiani e gli stranieri

01 giugno 2017 | 12:00

Il 2018 sarà l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini in occasione della presentazione del protocollo d’intesa sottoscritto assieme al presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo all’incontro su “Vacanze tra cibo e cultura con i superfood della nonna”.

«Grazie ad Expo Milano - afferma il ministro Maurizio Martina - abbiamo rafforzato la promozione della cultura del cibo, inteso come strumento di democrazia e di uguaglianza, come chiave per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile del nostro Pianeta. Dedicare il 2018 al cibo italiano, quindi, è una scelta tutt'altro che banale. Significa porre ancora una volta l'accento su parole chiave come qualità, eccellenza e sicurezza che rendono unici i nostri prodotti. Significa valorizzare il lavoro di migliaia di agricoltori, allevatori pescatori, artigiani e produttori alimentari. Il mondo ha fame d'Italia. Ce lo dimostrano i dati dell'export in continua crescita, che ha superato i 38 miliardi di euro, e i risultati positivi della prima edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo promossa in collaborazione con il ministero degli Esteri e le Ambasciate di più di cento Paesi che hanno risposto con entusiasmo all'iniziativa. Perché, quando raccontiamo il cibo, raccontiamo anche la storia di chi lo ha realizzato, del territorio dal quale provengono le materie prime. Anche in questo consiste il saper fare italiano. La nostra forza, il nostro orgoglio».

Il 2018 sarà l’anno del cibo Mibact e Coldiretti firmano il protocoll

«Un’azione che genererà conoscenza ed educazione al buon cibo, facendo dei turisti stranieri gli ambasciatori del Made in Italy a tavola italiano nel mondo - ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - ma aiuterà anche l’export a raggiungere l’obiettivo di 50 miliardi di euro nel 2020». Nell’anno dedicato dall’Onu al turismo sostenibile l’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini e le imprese sulla necessità di valorizzare i caratteri culturali e naturali del territorio, anche attraverso l’integrazione tra imprese delle filiere culturali, turistiche, sportive, agricole e agrituristiche, creative e dello spettacolo e delle filiere dei prodotti agricoli tradizionali e “tipici” nelle aree di riferimento.

In tale ottica il protocollo prevede il coinvolgimento degli imprenditori agricoli le cui strutture sono legate ad attività di ricerca archeologica, con l’intento di promuovere una conoscenza storica delle testimonianze venute in luce e del territorio, individuando d’intesa con i responsabili dello scavo e la competente Soprintendenza archeologica forme adeguate di valorizzazione dei rinvenimenti intervenuti. Oltre a ciò, verrà portata avanti un’attività di monitoraggio e mappatura delle aree agricole di interesse culturale, paesaggistico, storico e archeologico.

L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico per storia, arte e paesaggio che sono le principali leve di attrazione turistica. Due stranieri su tre considerino la cultura e il cibo la principale motivazione del viaggio in Italia mentre per ben il 54% degli italiani il successo della vacanza dipende dalla combinazione cibo, ambiente e cultura secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Il protocollo Coldiretti-Mibact prevede anche l’utilizzo dei prodotti agricoli ed agroalimentari tipici del territorio nell’ambito della ristorazione collettiva gestita direttamente o tramite appalto dal Ministero e dalle articolazioni territoriali. Uno spazio viene dato anche alla realizzazione di percorsi turistici e didattici, compresi itinerari pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, appositamente segnalati e pubblicizzati per far conoscere ai turisti italiani e stranieri luoghi ed aree legati a produzioni agroalimentari tipiche e storicamente radicate nella tradizione italiana.

In generale, verrà promosso il turismo agroalimentare, per favorire la conoscenza della storia delle produzioni agricole tipiche locali, in stretta connessione con quella del territorio da cui esse traggono le proprie caratteristiche peculiari, sfruttando anche le potenzialità di diffusione della rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo sviluppo capillare dei Mercati di Campagna amica promossi dalla Fondazione Campagna Amica.
 
«L’Italia e il suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l’Italia anche nell’offerta turistica, imboccando intelligentemente la strada di un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza che sono il proprio patrimonio storico ed artistico, il paesaggio e il proprio cibo», ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che «si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che l’Italia può oggi offrire con orgoglio sul palcoscenico mondiale anche grazie alle nuove tecnologie». Proprio per questo è importante valorizzare in forma integrata i circuiti culturali del Paese con la firma dell’accordo tra Coldiretti e il ministero dei Beni culturali e del turismo.

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