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Lettini e ombrelloni, danni limitati
Ma i fatturati scendono fino al 40%

Lettini e ombrelloni, danni limitati 
Ma i fatturati scendono fino al 40%
Lettini e ombrelloni, danni limitati Ma i fatturati scendono fino al 40%
Primo Piano del 01 settembre 2020 | 08:30

Le previsioni prima dell'estate, per quanto riguarda le presenze negli stabilimenti balneari, non erano delle migliori e invece qualcosa in più si è mosso. Gli incassi sono comunque ridotti. Il bilancio lo traccia Antonio Capacchione, presidente del Sindacato che guarda anche a settembre sperando in qualche arrivo sulle spiagge.

Tutto sommato, non è andata così male. L’estate degli stabilimenti balneari era partita sotto i peggiori auspici tra allarme contagi che faceva pensare a partenze ridotte al lumicino sia degli italiani che dei turisti stranieri e linee guida apparentemente inapplicabili. Senza contare il fatto che gli aiuti del Governo continuavano a non arrivare e qualcuno temeva di non farcela a riaprire. E invece gli affari si sono fatti. Certo, non quelli consueti delle scorse stagioni, ma in proporzione alle aspettative si sono limitati i danni. I fatturati 2020 caleranno del 30-40% in media che è comunque una riduzione netta, ma che consentirà a molte realtà di sopravvivere e guardare al 2021 con un po’ più di fiducia.

Gli stabilimenti hanno limitato i danni -
Gli stabilimenti hanno limitato i danni

Il primo bilancio quando ormai il clou dell’estate è al tramonto lo traccia Antonio Capacchione, presidente del Sindacato balneari, combattuto tra una timida soddisfazione e la preoccupazione di un contesto generale che potrebbe affossare ulteriormente il settore.



Capacchione, a giudicare dalle polemiche, dal traffico e dai social sembra proprio che gli italiani non abbiano rinunciato a trascorrere un’estate classica. È così? Quale è il bilancio di fine agosto?
Possiamo dire che è stata un’estate positiva, al di là delle aspettative quantomeno. Tuttavia l’andamento non riesce però a compensare quanto non si è potuto incassare tra aprile e la prima metà di giugno quando la stagione non era potuta partire per via del lockdown e della mancanza di linee guida alle quali adeguarsi. Siamo partiti in ritardo insomma e siamo riusciti a rimontare solo in parte. Un peccato perché erano anni di crescita costante per il nostro settore.

Gli arrivi dei turisti sono stati costanti o c’è stato un mese migliore di un altro?
A luglio il meteo non è stato positivo e quindi tanti weekend sono saltati. Una mazzata se consideriamo che in quel momento gli italiani ancora non si fidavano a concedersi vacanze di molti giorni e puntavano ad un fine settimana nella località balneare più vicina a casa. Il boom c’è stato ad agosto, in particolare nei dieci giorni centrali, come da tradizione.

Antonio Capacchione -
Antonio Capacchione

A livello di località, ce ne sono state di particolarmente frequentate? Altre che invece hanno sofferto oltre la media?
La zona del Salento è andata per la maggiore, ma anche la Sardegna ha limitato i danni, anche se ha risentito molto della mancanza di turisti stranieri. A proposito di questo, la variabile “arrivi dall’estero” è stata determinante nel complesso, con Veneto e Romagna che hanno pagato più di tutti. Altro aspetto che ha giocato un ruolo primario è stato quello relativo alle notizie di contagio: in alcune regioni sembrava che il virus non ci fosse e quindi gli italiani sono stati incentivati ad andare lì.

Gli italiani si sono affezionati quindi agli stabilimenti?
Lo sono sempre stati, hanno sempre preferito la comodità e il servizio alle spiagge libere. A maggior ragione quest’estate il fatto che lo stabilimento garantisse maggior controllo li ha spinti ancor di più a scegliere questa soluzione.

Le voci sul comportamento dei turisti sono state controverse. Qualcuno ha riferito di una condotta impeccabile, altri invece hanno più volte denunciato una totale mancanza di rispetto delle norme: dove sta la verità?
La clientela nel complesso si è comportata bene a nostro modo di vedere, soprattutto all’inizio; poi c’è stato un generale rilassamento. Tutto dipendeva un po’ dalle notizie che arrivavano dai media sull’andamento dei contagi: se i numeri si alzavano l’attenzione era al massimo, se giungevano aggiornamenti confortanti era come se il virus fosse sparito. Noi crediamo comunque di aver raggiunto il nostro obiettivo che era quello di garantire relax e socializzazione in piena sicurezza.

I provvedimenti presi negli stabilimenti per adeguarsi alle norme anti-contagio potrebbero diventare strutturali?
L’esperienza di quest’anno ha segnato tutti, credo che la questione delle prenotazioni, la registrazione, una maggiore forma di controllo possa assicurare un più elevato elemento di qualità anche per i clienti.

E a settembre quali movimenti vi aspettate?
Speriamo innanzitutto che non ci sia un’impennata dei contagi, ci auguriamo che ci siano presenze sufficienti anche se comprendiamo che le ferie per molti sono ormai finite. Settembre solitamente dipende molto anche dal meteo; l’auspicio è di vedere almeno nel weekend le spiagge con un discreto numero di turisti. Non sappiamo cosa succederà, ma voglio dire agli italiani di sfruttare la possibilità di concedersi qualche ora al mare fino a che è possibile farlo.

Sulla questione degli aiuti in arrivo dal Governo ci sono novità?
No, nessuna. Non è stato fatto nessun intervento né sui canoni di locazione né sull’esposizione locale. Il settore non ha avuto alcun aiuto economico, c’è stato qualche intervento parziale, ma troppo poco per essere soddisfatti. Solo la Sicilia ha esonerato i balneari dal pagamento dei canoni demaniali, ma nel resto d’Italia non si è parlato né di riduzione, né di esonero, né di sospensione della Tari nonostante il periodo di attività sia stato nettamente inferiore rispetto al passato.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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