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Condorelli denuncia il pizzo: 40 in manette per estorsione

L'azienda dolciaria siciliana ha permesso agli inquirenti di scoperchiare una cosca mafiosa legata al clan Santapaola-Ercolano. Ma dietro alla denuncia, c'è un settore economico sempre più esposto a usura e riciclaggio

04 maggio 2021 | 17:27

Condorelli denuncia il pizzo: 40 in manette per estorsione

L'azienda dolciaria siciliana ha permesso agli inquirenti di scoperchiare una cosca mafiosa legata al clan Santapaola-Ercolano. Ma dietro alla denuncia, c'è un settore economico sempre più esposto a usura e riciclaggio

04 maggio 2021 | 17:27

Dopo anni di minacce e richieste di denaro da parte delle cosche del pizzo legate al clan Santapaola-Ercolano, l’azienda dolciaria Condorelli ha detto basta. E da questo no è scattata l’inchiesta “Sotto scacco” che ha portato all’arresto di 40 persone, dieci delle quali ai domiciliari tra Catania, Siracusa, Cosenza e Bologna.

La denuncia di Condorelli è stata la svolta per l'operazione che ha portato agli arresti di 40 persone Condorelli denuncia il pizzo: 40 in manette per estorsione

La denuncia di Condorelli è stata la svolta per l'operazione che ha portato agli arresti di 40 persone


Dalle minacce alla denuncia di Condorelli

L’inchiesta, avviata nell’ottobre del 2017 grazie alle dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia aveva già messo gli inquirenti sulle tracce del clan. Ma è stata la denuncia di Condorelli a fornire la svolta decisiva. L’azienda, famosa in tutto il mondo per le sue produzioni dolciarie tipiche siciliane come i torroncini, nel 2019 aveva ricevuto un pacco che recava un biglietto alquanto esplicativo: «Mettiti a posto  o ti facciamo saltare in aria». Il tutto accompagnato da una bottiglia incendiaria. Un tentativo di estorsione al quale Giuseppe Condorelli, attuale guida dell’azienda, aveva risposto rivolgendosi alle forze dell’ordine che a quel punto avevano già intercettato due affiliati al clan in cui si parlava proprio del rischio di estorcere denaro a una figura (e una realtà imprenditoriale) così in vista. Tanto che le minacce si erano fermate là. Ma tanto è bastato per scoperchiare un groviglio di interessi criminali che ruotavano attorno al narcotraffico oltre che all’estorsione.

Condorelli è un'azienda dolciaria siciliana famosa per i suoi torroncini Condorelli denuncia il pizzo: 40 in manette per estorsione
Condorelli è un'azienda dolciaria siciliana famosa per i suoi torroncini


Infiltrazioni diffuse in comparti diversi

Condorelli, infatti, non era l’unico imprenditore nel mirino della mafia. L’operazione del comando dei carabinieri di Catania ha fatto emergere «una situazione di grave inquinamento mafioso del tessuto economico locale, come dimostra l’individuazione di diversi imprenditori che consapevolmente favorivano le illecite attività del clan». Secondo le accuse il titolare di una ditta di commercio di prodotti ortofrutticoli otteneva la protezione della mafia per imporsi sulla concorrenza e gestire eventuali «problemi» con i creditori versando ai vertici della cosca una percentuale degli utili di impresa e consentendo loro di concludere affari. E ancora, un proprietario di importanti gioiellerie «consentiva al capo del clan di operare compravendite in contanti di diamanti, orologi e gioielli, senza rendicontazione fiscale, permettendogli di riciclare denaro “sporco”».

Ristorazione e ospitalità a rischio: i dati del Cerved

Episodi che confermano quanto il settore economico legato all’alimentare e all’ospitalità in genere sia esposto al rischio di infiltrazioni mafiose. A ribadirlo, erano stati anche i dati del Cerved - specializzato nell’analisi del rischio delle imprese – pubblicati a fine gennaio e che disegnavano uno scenario da allarme rosso: 9.921 aziende hanno cambiato titolare in Italia dal 28 febbraio al 15 ottobre 2020; 140mila società sono a rischio usura e riciclaggio, il doppio rispetto all’anno passato. Secondo l’agenzia di informazioni commerciali e di rating sarebbero circa 10mila i ristoranti esposti a rischio di usura o riciclaggio, quasi 2mila gli alberghi e 1.800 le agenzie di viaggio.

E se i numeri di oggi sono già preoccupanti, il futuro non promette niente di buono: un quinto delle 723mila società di capitali attive in Italia sono a rischio default e la crisi di liquidità - tra i primissimi problemi - fa gola a chi ha invece molto denaro contante da ripulire.

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