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Manca lo Champagne per Natale, ma lo spumante italiano salva il brindisi

A causa della penuria e dell'aumento dei prezzi di vetro, carta, sughero, ecc. mancano i materiali per il confezionamento. Ma per le feste l'Italia è al sicuro: lo spumante c'è. Anche se forse costerà un po' di più

23 novembre 2021 | 16:50

Manca lo Champagne per Natale, ma lo spumante italiano salva il brindisi

A causa della penuria e dell'aumento dei prezzi di vetro, carta, sughero, ecc. mancano i materiali per il confezionamento. Ma per le feste l'Italia è al sicuro: lo spumante c'è. Anche se forse costerà un po' di più

23 novembre 2021 | 16:50

Brindisi di Natale con lo Champagne? Meglio lo spumante italiano. E non è solo una questione di gusto. Anzi, come rilevato dall'Unione italiana vini (Uiv), il rischio è che la scelta sia dettata da una vera e propria mancanza di bottiglie francesi da stappare. L’allarme lanciato da ristoratori e distributori del Belpaese sulla carenza di prodotto in vista di Natale e Capodanno è stata confermata anche dalla Francia: mancano vetro, tappi, carta e muselet per il confezionamento.

Manca lo Champagne? Niente paura, lo spumante italiano salva il brindisi di Natale Manca lo Champagne per Natale, ma per fortuna lo spumante italiano salva il brindisi

Manca lo Champagne? Niente paura, lo spumante italiano salva il brindisi di Natale

 

L'unica soluzione in tempi brevi è scegliere lo spumante italiano (anche a fronte dei rincari)

Una situazione che difficilmente sarà risolta in tempi brevi e che si inserisce in un fenomeno di carenza di materiali di portata globale. Insomma, per le feste meglio fare scorta di spumante italiano. Anche perché «per fortuna per il prodotto italiano la situazione è ben diversa e, salvo eccezioni, il Made in Italy sarà in grado di gestire gli ordini. Ciò che preoccupa sono invece gli inevitabili rincari del nostro vino sugli scaffali dovuti all’escalation dei costi di materie prime, energia elettrica e trasporti. È bene che questi rincari siano assorbiti in egual misura da tutti, non solo dalla catena produttiva», ha affermato il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti.

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La riscossa degli spumanti dopo il lockdown

Dopo il lockdown, quindi, si apre una finestra di rivincita per le bollicine. Non solo a livello di consumo interno, ma anche per quanto riguarda le esportazioni. Secondo l'Osservatorio Uiv se gli spumanti avevano sofferto la chiusura di ristoranti e bar nel 2020, con l'inizio del nuovo anno e il progressivo allentamento delle restrizioni, da gennaio a settembre il volume importato nei principali Paesi è salito infatti del +31%, per un rimbalzo in valore di oltre il +40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel solo trimestre luglio-settembre la variazione a volume ha registrato +50% rispetto al corrispondente trimestre del 2020.

 

 

Export di spumante italiano in crescita in tutte le maggiori piazze

Più nel dettaglio, a trainare la crescita degli spumanti è stata la domanda dagli Usa (principale importatore di vino frizzante) dove a volume si è registrata una domanda di 1,4 milioni di ettolitri per un controvalore di circa 1,3 miliardi di dollari. Sostanziose anche le richieste da parte di Gran Bretagna (+32% rispetto allo scorso anno) e Germania (+20%). Anche Francia, Canada e Russia sono tornati a richiedere maggiori quantitativi. E l’Italia si sta comportando egregiamente su tutte le principali piazze: +36% a volume in Usa, +35% in Russia, +50% in Germania, +30% in Francia e +16% in Gran Bretagna, a cui si aggiungono le riesportazioni di Prosecco dal Belgio, diventata piattaforma di sdoganamento privilegiata: oggi il 15% circa del Prosecco importato Oltremanica proviene dai porti belgi.

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