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Il Covid non ferma il Vino Santo Doc. In Trentino il rito della spremitura

Anche quest'anno nella Valle dei Laghi si è ripetuto l'evento della Settimana Santa: lo hanno fatto in sicurezza le aziende Pedrotti, Pisoni, Giovanni Poli, Maxentia, Pravis e Francesco Poli

di Giuseppe Casagrande
27 marzo 2021 | 13:33

Il Covid non ferma il Vino Santo Doc. In Trentino il rito della spremitura

Anche quest'anno nella Valle dei Laghi si è ripetuto l'evento della Settimana Santa: lo hanno fatto in sicurezza le aziende Pedrotti, Pisoni, Giovanni Poli, Maxentia, Pravis e Francesco Poli

di Giuseppe Casagrande
27 marzo 2021 | 13:33

Il profumo del vento, il colore del tempo. Anche quest'anno in Trentino, nella suggestiva e romantica Valle dei Laghi, è scoccata l'ora del Vino Santo, l'oro giallo del Trentino, nettare raro e prezioso. Da tanti anni l'antico rito della spremitura delle uve Nosiola che danno vita al Vino Santo Trentino si svolge con la partecipazione dell'intera comunità in occasione della Settimana Santa.

L'antico rito della spremitura del Vino Santo Trentino Doc Il Covid non ferma il Vino Santo Doc In Trentino il rito della spremitura

L'antico rito della spremitura del Vino Santo Trentino Doc


La tradizione oltre il Covid
Anche quest'anno questo non è possibile. Ma la tradizione va rispettata hanno dichiarato i responsabili dell'Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino Doc. E se già l'anno scorso, sempre per colpa della pandemia, l’Associazione aveva deciso di non arrendersi e di dare vita egualmente a tanti piccoli riti, quest'anno i Vignaioli del Vino Santo si ritrovano per omaggiare questo prodotto che è prima di tutto un evento collettivo. E lo raccontano con le loro mani, i loro gesti, i loro sguardi, i colori e i profumi della Valle dei Laghi, in un filmato che rende onore all’attesa che ne accompagna la tradizionale e il rigoroso processo produttivo.

Presidio Slow Food
Il Vino Santo Trentino, presidio Slow Food, è il frutto del lavoro di quanti credono che sia ancora necessario attendere il tempo giusto per le cose buone. Quelle che raccontano tradizioni collettive, saperi condivisi, memorie passate e passioni presenti. Un prodotto a cui solo l’attesa - della maturazione, della raccolta, dell’appassimento, della torchiatura, della fermentazione, dell’invecchiamento - dà quel sapore e quel colore che lo rendono così riconoscibile.

Un vino corale
Un vino corale che nasce da acini appassiti, che profuma del vento del Garda, che racconta la Terra dove nasce. Un binomio indissolubile quello che lega questo vino al suo tempo, inseparabili l’uno dall’altro, celebrato nei passaggi a cui i Vignaioli ancora oggi prestano massima cura e attenzione.

Il Rito della Spremitura
Tra questi il Rito della Spremitura. Uno tra i momenti simbolicamente più importanti, che si svolge in occasione della Settimana Santa e che segna il passaggio dalla fase di appassimento sulle "arèle" alla fase di vinificazione. Un rito che è diventato, negli ultimi anni, occasione di incontro e di condivisione con la comunità più ampia: quella che abita la Valle dei Laghi e quella che qui giunge per incontrarne tradizioni e produzioni.

In questo marzo 2021, un anno che ha visto nuovamente l’impossibilità di invitare fisicamente quanti avrebbero voluto partecipare al rito, le Aziende agricole Pedrotti, Pisoni, Giovanni Poli, Maxentia, Pravis e Francesco Poli hanno comunque deciso di celebrare il momento. Lo hanno fatto incontrandosi, alla giusta distanza, attorno a un piccolo tornio, nella Casa Caveau Vino Santo, a Padergnone (Tn). Uno spazio che, costruito intorno al 1800 quale fruttaio Rigotti, è stato fino al 1980 il più grande appassitoio della Valle dei Laghi e che dal 2020, a seguito di un attento recupero conservativo, ospita la storia di questo vino così prezioso.

Un rito che i Vignaioli hanno voluto raccontare per immagini, condensando in poco meno di un minuto una storia lunga secoli. Un invito a festeggiare insieme il tempo dell’attesa che si fa vino nobile, di dolce eleganza e di straordinaria longevità.

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