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Turismo illegale, ogni notte a Roma
oltre 35mila visitatori non registrati

Turismo illegale, ogni notte a Roma 
oltre 35mila visitatori non registrati
Turismo illegale, ogni notte a Roma oltre 35mila visitatori non registrati
Primo Piano del 04 ottobre 2016 | 10:36

Il turismo in nero continua a dilagare: secondo dati Federalberghi, a Roma si contano 200 milioni di evasione fiscale e 35 milioni di mancato pagamento della tassa di soggiorno. Le sanzioni delle forze dell'ordine contro strutture abusive non sono sufficienti: i multati in un paio di settimane riescono a rimettersi in pari

Il turismo in nero non si placa. Così si pronuncia Federalberghi che, a Roma, conta ben 35mila persone non registrate che dormono ogni notte nella Capitale, 200 milioni di euro di evasione fiscale e 35 milioni di euro di mancato pagamento della tassa di soggiorno. Numeri allarmanti, ottenuti grazie al sito aperto dalla stessa associazione, www.turismoillegale.com, dove, da gennaio, sono arrivate 900 segnalazioni. Un sito capace di far emergere il nero che affonda la città, messo a disposizione delle forze dell'ordine e del Comune.



«Grazie anche a questo software - ha spiegato una fonte autorevole dei carabinieri, in prima linea nella lotta all'abusivismo, che parla a nome dell'Arma - e al programma di collaborazione con le segnalazioni dei privati che arrivano al sito turismoillegale.com, abbiamo individuato molte situazioni abusive. Dopo un primo vaglio con le banche dati aperte del Comune di Roma, giornalmente individuiamo situazioni fuori norma».

Il problema è agire una volta riscontrata un'irregolarità: «Gli strumenti che mette a disposizione la legge - ha proseguito l'ufficiale dell'Arma - sono sanzioni, multe, nei casi più gravi richieste di adeguamento soprattutto per quello che riguarda la sicurezza, l'abitabilità, le norme sul lavoro, perché spesso vengono impiegati lavoratori non in regola».

Una denuncia penale per mancata comunicazione degli alloggianti alla pubblica sicurezza, con conseguente allarme terrorismo, non è possibile, perché è la normativa a proibire di incrociare i dati che arrivano alle questure con il numero di ospiti in una data struttura, così da far emergere il nero. E le multe, che rimangono l'unica leva della giustizia in queste situazioni, non sono sufficienti, i multati in un paio di settimane si rimettono in pari.

«Ancora una volta siamo di fronte ad una realtà inconfutabile: sono sempre più numerose le strutture ricettive illegali e ciò non fa altro che danneggiare ulteriormente il nostro turismo. Il mio plauso va a Federalberghi Roma ed al presidente Roscioli per aver fatto un grosso lavoro di monitoraggio, messo a disposizione delle Forze dell’Ordine e del Comune per far emergere il nero che, oltre a danneggiare le casse comunali, apre al rischio sulla sicurezza dei cittadini. Ma tutta la nostra Federazione è impegnata in questa opera volta al rispetto della legalità”. Queste le parole del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a fronte di una documentata inchiesta che rivela l’estendersi della shadow economy nella capitale.

«Il problema - ha proseguito Bocca - non riguarda certo solo Roma. Vi sono località nel nostro Paese in cui, nel periodo estivo, sono state rilevate case vacanza abusive in una percentuale del 98,5%. Questo significa semplicemente che il dato rilevabile dalle sole strutture che rispettano trasparenza e regole, non è quello reale. Nessuno vuol negare la possibilità di affittare ai villeggianti una casa per un periodo definito, ma è obbligatorio versare la tassa di soggiorno e dichiarare l’attività in toto. Altrimenti la conseguenza è immediata, ovvero ciò che stiamo vivendo nel nostro Paese: milioni di euro che vanno in fumo per mancato pagamento dell’imposta e un grande potenziale perso per le nostre città».

«È arrivato il momento - ha concluso il presidente di Federalberghi - di intervenire con più forza. Non si può più tollerare che, in un periodo di crisi così forte con le risorse delle casse cittadine ridotte al minimo, si lascino proliferare strutture ricettive in regime di assoluta illegalità».

© Riproduzione riservata

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