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di Monica Di Pillo
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L'Oman verso un turismo consapevole
Investimenti per oltre 2 miliardi di euro

L'Oman verso un turismo consapevole 
Investimenti per oltre 2 miliardi di euro
L'Oman verso un turismo consapevole Investimenti per oltre 2 miliardi di euro
Primo Piano del 26 giugno 2016 | 10:26

La politica del sultanato dell'Oman apre le porte del secondo paese della penisola arabica ai brand italiani e catene alberghiere per soddisfare l'aumento di turisti. L'obiettivo è di creare 116mila nuovi posti di lavoro. Il piano per incrementare il turismo prevede la costruzione di 24 nuovi hotel o resort, 4 musei e non solo

È un Paese che non ti aspetti, ma che ti cattura l'anima. Atterrati all'aeroporto di Mascate già si assapora il fascino orientale che convive con la modernità. Una modernità però mai ostentata e sempre in linea con lo stile tradizionale arabo. Un mix che si ritrova anche nel temperamento mite e incline all'ospitalità dei suoi abitanti. Il tutto fa da cornice ad una natura incontaminata, ad un mare turchese che spicca nel contrasto con il color ambrato dei canyon mentre si insinua tra le rocce e le grotte che danno riparo alle tartarughe marine.



È questo il volto dell'Oman, secondo Paese della Penisola arabica per estensione, importante produttore mondiale di petrolio, che vanta una posizione strategica verso l’Asia, forti rapporti economici con India e Stati Uniti, registra un aumento dei consumi di beni made in Italy e dispone di un Fondo Sovrano di 10 miliardi di dollari. Delle possibilità di esportare ed investire in Oman si è parlato nel corso del convegno “I vantaggi commerciali dell'Oman: porta di accesso privilegia per Stati Uniti e India”, organizzato a Chieti dall'agenzia di sviluppo della Camera di Commercio di Chieti, in collaborazione con Confindustria Chieti Pescara, Confartigianato Chieti, l'Ordine dei Commercialisti di Chieti, l'Università di Teramo, Easy Business in Oman.

«Oman Vision 2020 - hanno spiegato il presidente della Camera di Commercio di Chieti Roberto Di Vincenzo e il presidente dell'agenzia di sviluppo Angelo De Cesare - ha fra i suoi obiettivi strategici quello di trasformare il turismo in uno dei vettori di crescita più importanti tra i settori non-oil. Puntando sulla varietà dei paesaggi, sulla bellezza delle coste e sul patrimonio storico e culturale, l’Oman ha costruito e sta costruendo una rete infrastrutturale dedicata anche al turismo con lo scopo di far pesare questo particolare ambito per circa il 9% del prodotto interno lordo entro il 2024, con l'obiettivo di creare 116mila nuovi posti di lavoro, ovvero l’8,4% del totale».



Certi della possibilità di stabilire solidi rapporti commerciali tra l'Italia e il fiorente sultanato anche il presidente di Confartigianato Chieti, Francesco Angelozzi e il vice presidente di Confindustria Chieti Pescara con delega all'internazionalizzazione, Ottorino La Rocca. «In qualità di presidente della Valagro - ha spiegato La Rocca - azienda che è presente in oltre 90 Paesi del Mondo, sono convinto della necessità, oggi più che mai, di trovare nuovi sbocchi commerciali. Come Valagro noi non siamo ancora presenti in Oman, ma è una realtà che vorrei approfondire e sono felice che gli imprenditori italiani possano fare altrettanto grazie ai contributi di questo incontro di approfondimento».

E che l'Oman inizi ad attrarre non solo investimenti, ma anche turisti è ormai acclarato, come dimostrano i dati sulle presenze turistiche forniti dalla Oamc, la società che gestisce il traffico aeroportuale. All'aeroporto di Mascate il numero dei passeggeri è passato dai 6,48 milioni del 2011 agli 8,31 del 2013; lo stesso è avvenuto per l’altro grande aeroporto internazionale di Salalah, a sud-ovest del Paese, il cui traffico che è passato da 513.278 passeggeri nel 2011 a 746.994 passeggeri nel 2013. Questi dati devono essere letti anche alla luce degli sforzi condotti dalla compagnia aerea di bandiera Oman Air, che sta rinnovando la sua flotta e aumentando le destinazioni servite.

Un altro contributo considerato strategico potrebbe venire dalle rotte delle navi da crociera. Sotto questo profilo le principali destinazioni sono ancora Mascate, Salalah e Khasab a nord nella penisola di Musandam. Molto importante si configura inoltre il flusso di arrivi via terra: Mascate si trova a circa 4 ore di distanza da Dubai e la costruzione della ferrovia e di una grande autostrada favorirà ulteriormente gli spostamenti tra la capitale omanita e gli Emirati Arabi Uniti.



Lo sviluppo del settore turistico è legato allo sviluppo dei trasporti, dell’ospitalità e dei servizi: tutti settori su cui il governo omanita sta investendo molto. «Oltre ai due principali aeroporti internazionali - spiega Massimo Abate, fondatore e responsabile commerciale di Easy Bunisess - sono in fase di costruzione tre scali regionali a Duqm, Sohar e Ras al-Hadd. Ha un valore di circa 2,9 miliardi di euro il piano per incrementare l’offerta turistica in Oman e aumentare la presenza di visitatori dall’estero, grazie alla costruzione di 24 nuovi hotel o resort, 4 musei, un teatro, 5 stadi, 6 centri commerciali, 4 centri congressi e un parco divertimenti a tema». Dunque una ghiotta opportunità di business per le aziende italiane di costruzione, di architettura e ingegneria, molto richieste in Oman.

Non c’è grande gruppo internazionale alberghiero che non abbia annunciato piani di espansione nel 2015-2016 in Oman: il Westin St.Regis, il Ritz Carlton, il Kempinski, Louis Vuitton stanno investendo molto; il gruppo svizzero Mövenpick Hotels & Resorts, con l'apertura di un resort 5 stelle a Mascate; il gruppo thailandese Minor Hotel Group, che gestisce uno dei marchi di hotel di lusso più noti, Anantara, che aprirà l’Anantara Mountain Resort a Jabal Akhdar, 200 km a sud-ovest di Mascate e un’altra struttura a Salalah; e la catena spagnola Melia che prevede interventi per allargare la sua presenza nel sultanato omanita.

Un boom edilizio in cui c'è spazio per le aziende italiane di costruzione, progettazione e design, ma anche per tutto il settore della ristorazione e dell'agroalimentare di qualità, che ha porte aperte in Oman. Una crescita importante anche in vista di Expo Dubai 2020 e dei Mondiali di calcio del Qatar nel 2022. Un ghiotto business dunque per tutto il comparto italiano delle costruzioni e delle progettazioni, un po' in affanno negli ultimi tempi, e dell'agroalimentare, ma quali le possibili insidie da cui le aziende italiane devono tutelarsi?

«La rapida espansione dell'Oman - precisa Marco Riario Sforza, avvocato esperto in contrattualistica internazionale d'impresa e diritto dei Paesi islamici, docente di diritto privato all'Università di Teramo - è resa possibile anche dal diritto commerciale omanita, più snello di quello italiano, e da azioni mirate al contrasto della corruzione, che si fondano su poche regole, ma certe. Seguendo già molte aziende italiane che lavorano in Italia e all'estero, Oman compreso, consiglio sempre di inserire delle clausole che, in caso di contenziosi, prevedano il ricorso a procedure arbitrali piuttosto che ai tribunali istituzionali; e di esaminare, fra i moltissimi aspetti, le clausole di garanzia che in tutti i paesi esteri, anche in Oman, sono note con il termine performance bond, garanzie per il corretto adempimento del contratto».

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Alberto Lupini


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